CAMORRA & SERVIZI SOCIALI. Il tribunale respinge il ricorso di Capriglione: coop Nestore moribonda. Ennesimo incredibile pasticcio di Ferdy Russo e Amedeo Blasotti

12 Agosto 2022 - 19:22

In preda ad una possibile certa agitazione successiva alla decisione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nella sua sezione Misure di prevenzione, l’ex direttore generale, con la firma anche del nuovo numero uno dell’ASL, afferma praticamente che un giudice penale può sostituirsi al Consiglio di Stato. La delibera sarebbe frutto della nota dell’avvocato incaricato dalla struttura sanitaria. E per carità di patria non indaghiamo sul nome e sul cognome dello stravagante legale

CASERTA – Una volta si diceva che si consumava la carta negli uffici pubblici italiani e meridionali in particolare. Oggi, possiamo dire che si consuma la corrente con un uso eccessivo e spesso inutile dei computer che, tra le altre cose, oggi, 12 agosto, 41esimo anniversario della messa in commercio del primo personal computer targato IBM, naturalmente negli Stati Uniti d’America.

Evidentemente, il neo direttore generale Amedeo Blasotti non ha nulla da fare se si occupa di questione di lana caprina riguardanti il rapporto tra l’Asl e l’ormai famosissimo e famigeratissimo Consorzio Nestore di Pasquale Capriglione.

DA SANTA MARIA BRUTTE NOTIZIE PER CAPRIGLIONE

Come era nell’aria e come ormai filtrava da diversi studi legali della provincia, la sezione Misure di Prevenzione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha respinto l’istanza presentata da Nestore per accedere alla procedura prevista dall’articolo 34 bis del decreto legislativo numero 159 del 2011 con il quale avrebbe conservato i titoli sulle attività già in esercizio e frutto degli affidamenti ottenuti negli ultimi anni dagli enti locali casertani e non casertani. Si chiama controllo giudiziario, dura almeno un anno e non può andare al di là dei tre anni, senza che intervenga una decisione del tribunale. In questo periodo, l’azienda continua ad operare sotto tutela, visto che il tribunale le può imporre di riferire alla questura e alla polizia tributaria ogni atto, ogni documento economicamente rilevante per la vita della società. Inoltre, il giudice può nominare un giudice delegato e un amministratore giudiziario, il quale riferisce periodicamente, almeno bimestralmente, gli esiti dell’attività di controllo al giudice delegato e al pubblico ministero.

Il verdetto negativo del tribunale sammaritano lascia a questo punto uno spazio strettissimo al desiderio cocciuto di sopravvivenza perseguito dal Capriglione che, ancora oggi, vuol tenere in gioco un Consorzio che già in passato si era salvato per il rotto della cuffia in sede di giurisdizione amministrativa su un’altra interdittiva antimafia ricevuta. Capriglione potrà impugnare dinanzi alla corte di Appello la decisione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere e se gli dovesse andare ulteriormente male, potrebbe adire anche alla corte di Cassazione. Ma per il momento la partita finisce qui, visto e considerato che il Consiglio di Stato gli aveva riconosciuto una una sospensiva cautelare in riforma a ciò che aveva deciso il Tar Campania il quale, al contrario, aveva respinto il ricorso di Nestore contro il provvedimento di interdittiva antimafia formalizzato dalla prefettura di Caserta.

Ma la sospensiva del Consiglio di Stato era stata attribuita con una formula provvisoria che più provvisoria non poteva essere. Il massimo organo della giustizia amministrativa aveva chiarito che si sarebbe pronunciato in maniera più articolata e definita in una camera di consiglio, provvisoriamente convocata per il 21 luglio scorso, poi rinviata, dato che quel giorno il tribunale di Santa Maria Capua Vetere non aveva ancora resa nota la sua decisione.

Un rinvio al 22 settembre che, però, alla luce della pubblicazione del dispositivo della sezione misure di prevenzione potrebbe essere anticipata al 25 agosto, così come ha chiesto l’Avvocatura dello Stato, costituitasi naturalmente nel giudizio attivato da Nestore. L’esito di questa camera di consiglio è pressoché scontato, visto che il Consiglio di Stato – oltre ad averlo dichiarato esplicitamente – ha provato a modulare e sta ancora cercando di farlo, la convocazione della sua camera di consiglio in funzione temporale del provvedimento del giudice penale.

Detto questo, ribadiamo che la partita per il consorzio Nestore si può dire chiusa, visto che al più se ne potrà riparlare da qui ad un anno, un anno e mezzo o forse due, se e quando, ammesso e non concesso Capriglione vi adica, la corte di Appello fisserà un’altra udienza su un eventuale impugnazione del citato provvedimento del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Nestore ha fatto tutto quello che poteva fare per rimanere a galla e per difendere i lucrosissimi affidamenti ricevuti dall’Asl, quello della Rsa di Caserta, dal valore di tre milioni di euro, oggetto dell’ormai arcinota indagine della Dda di Napoli, e il contratto per i servizi socio sanitari presso i presidi ospedalieri dell’azienda sanitaria casertana.

UN TRIBUNALE PENALE POTENTE, POTENTISSIMO. FORSE TROPPO

Ha perso al Tar, ha ottenuto una vittoria di Pirro al Consiglio di Stato, provando ad attivare la carta dell’articolo 34 bis, e si avvia a subire una decisione tombale dal parte dello stesso Consiglio di Stato. E così la finiremo anche con questo ridicolo flipper di atti amministrativi, di delibere Asl divenute veramente un evento macchiettistico. Se leggete l’ultima della serie, cioè la sei del 10 agosto e che potrete leggere in calce all’articolo, cioè quella che fa consumare la corrente del pc, vi renderete conto che l’Asl “prende atto” della cautelare del Consiglio di Stato. Perchè, scusate, non l’aveva già fatto? Sì, l’aveva fatto (LEGGI QUI) all’inizio di luglio quando, dopo essersi allineata alla decisione del Tar Campania che aveva respinto il ricorso di Nestore sull’interdittiva, si era poi adeguata a quella che noi or ora abbiamo definito come una cautelare provvisoria.

E allora, perché lo ha rifatto visto che un decreto di un giudice penale non implica un’automatica decisione amministrativa da parte dell’Asl Ce in grado di scavalcare un provvedimento del Consiglio di Stato il quale sicuramente sarà riformato il prossimo 25 agosto, il 22 settembre o quando si farà questa diavolo di camera di consiglio, ma che resta pienamente in vigore?

“QUEL GRAN GENIO DEL MIO…AVVOCATO”

E mo’ ve lo diciamo subito come. Nel giorno del suo addio, l’ex dg dell’Asl Ferdinando Russo ha voluto lasciare un’impronta che rappresentasse la sua caratura tecnico amministrativa, la sua preparazione giuridica. Come si suol dire, bell ‘e buono se n’è uscito con una delibera ha revocato per la seconda volta i contratti con Capriglione. In effetti, lui ha scritto di aver ripristinato la revoca fatta il 27 maggio, ma in realtà non è così.

Un creativo avvocato, non sappiamo se interno o esterno, ha formulato nella sua relazione la seguente dichiarazione: “[…]Ove è precisato che gli effetti dell’ordinanza del Tar Napoli sono sospesi fino alla camera di consiglio del 25 agosto o alla pubblicazione della decisione da parte del giudice di prevenzione sul controllo giudiziario di cui in motivazione, qualora antecedente alla camera di consiglio, […] l’azienda potrebbe procedere all’adozione delle iniziative consequenziali ritenute, allo stato, più appropriate opportune nei confronti del citato Consorzio“.

Russo e Blasotti: ma quanto gli avete dato a questo avvocato per non saper leggere qualcosa che è del tutto evidente per la lingua italiana?

Noi, il dispositivo del Consiglio di Stato l’abbiamo letto già all’inizio di luglio. E’ vero che i giudici di Palazzo Spada legano una loro decisione concreta, stabilizzata sull’interdittiva antimafia del consorzio Nestore al pronunciamento della sezione Misure di prevenzione del tribunale sammaritano, ma non hanno mai scritto (e d’altronde non l’avrebbero potuto fare, altrimenti sarebbero stati spediti in manicomio per una folle violazione delle leggi che disciplinano la materia) che la sospensiva, la quale di fatto riguarda l’interdittiva antimafia, sarebbe stata cancellata automaticamente dal decreto del tribunale penale che per l’occasione, giusto per fare qualcosa di creativo, si vestiva anche dei panni di tribunale amministrativo.

E invece l’avvocato comunica alla coppia Blasotti-Russo che il Consiglio di Stato avrebbe affermato che gli effetti della sospensiva potevano terminare il 25 agosto “o alla pubblicazione della decisione da parte del giudice di prevenzione sul controllo giudiziario“.

Scusate – permetteteci un francesismo – ma allora che cazzo l’hanno convocata a fare la camera di consiglio? Per pettinare bersanianamente le bambole o per fare una partita a briscola, visto che un tribunale penale si è allargato e ha deciso anche in nome e per conto del Consiglio di Stato?

UN CASO PICCOLO CHE RACCONTA ANNI E ANNI DI STORIA DELL’ASL CASERTA

Sembra una questione piccola ed è sicuramente una vicenda che solo noi di CasertaCe, con l’idea di giornalismo che abbiamo e manifestiamo ogni giorno, potevamo pescare nei meandri del porno albo pretorio dell’Asl di Caserta. Al contrario, si tratta di un fatto importante. Perché nel momento in cui tu paghi un avvocato per comunicarti una stronzata e lo paghi con i soldi dei cittadini che pagano anche te, te direttore generale, te direttore amministrativo, per avallare con suprema ignoranza la stronzata di cui sopra, tutto ciò diventa un inno all’inefficienza, al relativismo gestionale di presunti manager la cui unica attività in cui si concentrano veramente è quella relativa alle gare d’appalto e ai concorsi per le assunzioni, nei quali devono svolgere una funzione di cinghia di collegamento tra la politica e la commissione esaminatrice, così come è successo recentemente con le 174 assunzioni venute fuori dal lavoro (si fa per dire) capitanata da quel Giuseppe Tarantino che per la straordinaria opera prestata è stato promosso sul campo alla carica di direttore amministrativo, andando ad occupare la poltrona che è stata per un decennio del neo dg Amedeo Blasotti che considera Tarantino evidentemente un allievo prediletto e in grado di dare piena continuità alla funzione amministrativa, magari portando anche l’esperienza di una relazione con il mondo delle imprese che il Tarantino ha mostrato ai tempi d’oro del 118 gestito a colpi di gara d’appalto truccate, oggi oggetto di processo penale, dalla confraternita Misericordia di Cuono Puzone, alla quale, come riportato dall’ordinanza sull’inchiesta e da un nostro articolo nel giorno successivo la nomina di Tarantino (LEGGI CLICCANDO QUI), questi raccomanda caldamente l’assunzione di un suo concittadino come autista 118.

Questo giusto per farvi capire quale sia la mentalità di chi ha presieduto il concorso più importante della storia degli ultimi trent’anni della sanità casertana.

Con supremo sprezzo del ridicolo, da neo direttore generale, Amedeo Blasotti, il 10 agosto, cioè l’altro ieri, è stato costretto a redigere una nuova delibera che rimedia allo strafalcione di quella di cinque giorni prima, visto che Nestore, consorzio che punta ad incassare fino all’ultimo euro possibile dai servizi che eroga, naturalmente in proroga, si è rivolto con un ricorso lampo allo stesso Consiglio di Stato che avrebbe ovviamente ribadito, dato che fino alla camera di consiglio del 25 agosto altro non può fare, la condizione attuale di una sospensiva che resta in vigore e che vi resterà per altri 10 giorni circa, quando al 100% sarà revocata dallo stesso Consiglio di Stato.

Poi, leggendo la delibera firmata da Blasotti, vi accorgerete che necessariamente abbiamo dovuto interpretare liberamente qualche passaggio, perché non si capisce come sia possibile che Nestore, dinanzi a quella che viene definita una nuova revoca da parte dell’Asl, ottenga direttamente la sospensiva dal Consiglio di Stato, corte che va adita sempre e solo dopo una sentenza di primo grado, ovvero dei tar regionali.

Ma tra questi dell’ASL, Nestore, l’avvocato fiduciario di Capriglione Arturo Testa, il quale, ci dicono, presidi in marcatura ad uomo e continua l’ufficio di direttore, cos’altro poteva venire fuori se non un ennesimo abominio di delibera.

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