CASERTA. RCA alle stelle, il doppio rispetto alla media nazionale: perché per questo non ci si indigna?

CASERTA – Nel nostro sud, ed ancor di più nella nostra bistrattata Caserta, si tende a pensare che i problemi siano irrisolvibili, presi come siamo nella morsa del nostro oramai cronico immobilismo, figlio di un pessimismo cementificato da anni di cattiva amministrazione.
La cultura, che in questi luoghi spesso latita, permetterebbe talvolta di avere un’apertura mentale tale da poter avere una visione delle cose più ampia. Permetterebbe di capire che alcuni problemi sono sì la diretta conseguenza di specifiche azioni, ma che hanno radici in un campo ben più ampio.

La forbice tra nord e sud del Paese in merito ai premi assicurativi per le RCA è sempre stata ampia, ed ultimamente è cresciuta ulteriormente.
Un problema che deriva soprattutto da due cause: dalla latente microcriminalità diffusa nella nostra provincia e dalle continue truffe che aleggiano nell’incidentistica stradale. Di falsi testimoni che si vendono dinanzi ai Tribunali per pochi spicci e di avvocatuncoli azzeccagarbugli le nostre aule di giustizia sono piene.
Certo, questi ‘atteggiamenti’ sono figli di un atavico problema occupazionale, ma è pur vero che spesso e volentieri questo diventa un alibi per chi, di lavorare onestamente, guadagnando di meno nonostante un maggiore sforzo, proprio non ne ha voglia.
Quando parliamo di giustizia, quando denunciamo degli illeciti, quando cerchiamo di riportare alla luce fatti di mala politica, cerchiamo, indirettamente, di aggiustare tante cose.
Quando giustifichiamo il commerciante che non emette uno scontrino con il classico pensiero “poverino, è asfissiato dalle tasse” spesso non riflettiamo sul fatto che è proprio perché quel commerciante non emette fattura che la pressione fiscale è così alta.
E lo stesso tipo di ragionamento vale per le assicurazioni. Chi di noi non ha mai visto qualcuno che per una semplice strisciata, con la compiacenza di perito e carrozziere, si fa rimettere a nuovo la vettura?
“Meglio, almeno l’assicurazione caccia un po’ di soldi”, pensano altri. Vero, ma fino ad un certo punto.
Perché è poi a causa di situazioni come questa, oltre alle vere e proprie truffe, che il premio assicurativo è così alto. E lo paghiamo noi tutti sulla nostra pelle.
Ad Agosto 2018 in Italia mediamente per l’RCA si sborsano 582,71€. A Caserta il premio è in media di 1.179,20€. Il 102,36% in più rispetto alla media nazionale ed in crescita del 10,68% rispetto ad Agosto 2017.
Tutto ciò nonostante il valore medio delle vetture circolanti nella provincia casertana sia inferiore di quasi 500€ (per precisione 9.755,19€ contro 10.246,66€) rispetto a quello nazionale.
Una discrasia che non avrebbe motivo di esistere senza le premesse di cui sopra.
Per cui, quando ci lamentiamo con le amministrazioni per la scarsa vigilanza e lo scarso presidio territoriale, oltre a segnalare la sofferenza dei cittadini in merito di mera sicurezza, indirettamente andiamo a toccare anche questioni come queste, che i miopi non riscono a vedere ed a mettere in relazione.
Non è con incredibili azioni risolutive che si risolvono tali problematiche, ma è con tanti piccoli accorgimenti che si alza il livello di vivibilità della città.
Ci chiediamo perché i casertani si indignino ipocritamente per due righe di una Guida Feltrinelli e non proferiscano parola sui premi assicurativi che vanno a pagare.
Una parola però vorremmo indirizzarla anche agli apparati di controllo ed alle federazioni dei consumatori, perché l’idea che determinate assicurazioni marcino su alcune situazione è, talvolta, qualcosa in più di una semplice sensazione.

Ruben Romitelli