CORONAVIRUS RECORD A S.MARIA C.V. Con stima, mannaggia a lei sindaco Mirra, ma vuole spiegare bene il fatto della De Sio e dei contagiati? E ALLORA GLIELO SPIEGHIAMO NOI

17 Marzo 2020 - 17:03

SANTA MARIA CAPUA VETERE (g.g.) – L’avvocato Antonio Mirra deve crederci: noi, sotto sotto, facciamo il tifo per lui e lo facciamo augurandoci, ogni volta che interviene o manifesta se stesso in quanto istituzione, che lui realizzi in maniera efficace la missione di primo cittadino per la quale è stato delegato dai sammaritani nel 2016. Ieri sera lo abbiamo riascoltato sperando che potesse spiegare il vero motivo o il concorso di motivi per cui Santa Maria Capua Vetere è diventato il comune con più casi di contagio da coronavirus in provincia di Caserta.

Purtroppo, non è stato così. Perché ancora una volta Mirra è stato frenato da una sorta di auto-consegna alla reticenza che non c’azzecca nulla con la giusta e doverosa tutela della privacy. Quest’ultima è una categoria comportamentale che tutti devono rispettare nei confronti di tutti, senza distinzioni e senza alcuna discriminante legata al proprio status professional-sociale. La reticenza è uno strumento che l’avvocato Antonio Mirra conosce tecnicamente per la professione che svolge. La reticenza, che non può dunque essere scambiata per una forma corretta tutela della privacy, può essere connessa ad una volontà che si fa disegno, realizzato a proteggere individui o cose a cui si è in qualche modo legati personalmente. E credeteci, noi siamo arci-sicuri che questa situazione del coronavirus a Santa Maria Capua Vetere non integra, per usare il termine giuridico in onore dell’avvocato Antonio Mirra, questo caso sicuramente disdicevole. Riteniamo, infatti, il sindaco di Santa Maria Capua Vetere realmente una persona per bene. In poche parole, ci siamo convinti che nella testa e nel cuore del primo cittadino alberghi una sorta di debolezza umana al cospetto di particolari e determinate situazioni su cui, per provincialismo e per una sorta di scivolamento del tipo-borghese verso il suo scadimento borghesoide, declino, quest’ultimo, che non è altro che un sottoinsieme, una conseguenza del provincialismo, lui finisca per costruire tesi che poi vanno ad indispettire i sammaritani che ne colgono le pesanti lacune, così come ha fatto il collega Giovanni Lamanna, coinquilino della famiglia Lista (LEGGI QUI L’ARTICOLO).

Nel penultimo messaggio, Mirra aveva in pratica terrorizzato la città, attaccando senza mezzi termini Giuliana De Sio, trattata fondamentalmente come un’untrice. Ieri sera, invece, c’è stata una parziale, parzialissima marcia indietro, dopo che il caso dell’attrice è rimbalzato in una dimensione nazionale, così come dimostra l’articolo che la blogger Selvaggia Lucarelli ha dedicato al fatto (CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO DA NOI PUBBLICATO STAMATTINA).

Quelli come me che hanno visto e ascoltato Antonio Mirra ieri sera sono usciti da quella visione del live streaming con la convinzione che la De Sio comunque c’entrasse qualcosa con l’espansione dell’epidemia di coronavirus a Santa Maria Capua Vetere. Il sindaco, infatti, rinculando in qualche modo sulla certezza che il contagio possa essere stato trasmesso dall’interprete di tanti film e serie tv di successo, a partire, ci concendiamo la licenza di una nota a margine, da quello in cui da giovanissima recitò a fianco di un magnifico Massimo Troisi nella seconda opera di quest’ultimo “Scusate il Ritardo”. Quel rimbrotto non infondato in linea di principio rivolto alla De Sio e alla sua poca responsabilità dimostrata quando ha ritenuto di non dover avvertire tutte le città in cui era stata a recitare dagli ultimi 9 giorni di febbraio, è diventato, in considerazione di quello che ha detto la sera prima in considerazione di quello che ha aggiunto dopo il rimbrotto sulla non meglio specificata presenza dei contagiati all’evento della De Sio, la conferma di una possibile connessione tra la presenza dell’attrice al Teatro Garibaldi e i casi di coronavirus.

Antonio Mirra dovrà offrirmi almeno un pranzo per tutto il tempo che ho dovuto impiegare per compensare alcune sue carenze e alcune sue lacune, frutto, ripetiamo, della rappresentazione di una narrazione effettuata da un realista che diventa finanche più realista dello stesso re.

Il giorno 24 febbraio, alle 18:30, Giuliana De Sio ha incontrato i suoi ammiratori sammaritani nel Salone degli Specchi attiguo alla Sala della Platea del teatro Garibaldi. A questo mini happening era presente una cinquantina di persone. Una chiacchierata informale, poi molti autografi e tanti selfie. Dunque, potenzialmente, Giuliana De Sio, a quanto pare  già positiva al coronavirus, dato che ne è uscita da pochissimi giorni dopo una guarigione un po’ problematica, avrebbe potuto contagiare tutti coloro che tra i 50 le si sono avvicinati.

Il buon sindaco ancora una volta, ieri sera, ha detto che le tre famiglie colpite erano presenti con uno o più componenti all’evento della De Sio. E qui il buco, la carenza, l’errore, quel realismo più realista del re di cui dicevamo prima. Dunque, né Gaetano Lista, deceduto qualche giorno fa, né alcun suo familiare, né il medico L.G., né L.C.erano presenti all’incontro, aggiungiamo noi ravvicinato, tra la De Sio e i suoi ammiratori svoltosi al Salone degli Specchi alle 18:30. Insomma, nessuno dei contagiati è entrato in contatto con l’attrice a distanza di…insicurezza. Gaetano Lista e i suoi familiari, L.C.

 

e L.G. erano, invece, in platea due o tre ore più tardi ad assistere allo spettacolo. Ammesso che fossero tutti seduti in prima fila, stendendo una rullin, si può tranquillamente affermare che tra il palcoscenico e la prima fila ci sono quasi 10 metri. E se non sono 10, sono 8, lo diciamo perché su quel palco ci siamo stati anche a moderare qualche convegno. E poi, a pensarci bene, la prima fila è composta da una ventina di poltrone e non si hanno notizie di altri contaminati tra quelli più vicini al palco.

Ora, se non ci hanno raccontato fesserie sulla distanza di sicurezza di 1 metro con cui ci stanno bombardando le meningi ogni mezzo minuto in tv, il contagio non è avvenuto durante lo spettacolo.

Ad esempio, stasera nel rituale video messaggio, il sindaco potrebbe chiarire se dopo lo spettacolo ci sia stato un incontro amichevole, un saluto tra la De Sio, Gaetano Lista o i suoi familiari o con il medico L.G.

Perché se fosse andata così, se ai saluti post spettacolo avesse partecipato anche L.C., allora la possibilità del contagio portato dalla De Sio potrebbe avere un minimo di probabilità. Ma se non è così e se come sembra nessuno dei 50 partecipanti al primo incontro nel Salone degli Specchi è risultato positivo o è già ammalato, allora la connessione tra la De Sio e il contagio è con ogni probabilità infondata.

I rapporti e l’amicizia tra il medico L.G. e la famiglia Lista, di cui fa parte anche la persona tornata in quei giorni da Padova, sono conosciuti e confermati da diversi condomini di Central Park, mentre sul contagio di L.C. effettivamente non si possono stabilire connessioni dirette tra lui, il medico L.G. e la famiglia Lista.

Vede, sindaco Mirra? Noi non abbiamo scritto né che il contagio sia avvenuto a causa della De Sio, né il contrario. Ma se lei continua a sostenere che 3 famiglie e 4 persone positive hanno partecipato allo spettacolo, senza specificare che non sono state presenti al vero evento rischioso, quello del Salone degli Specchi, fa, involontariamente e per i motivi sopra citati, disinformazione, curando e occupandosi male dei suoi concittadini sammaritani.