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Dissequestrati 800 mila euro al re dei trasporti Fontana da VILLA LITERNO, socio anche della Cite-rifiuti

22 Giugno 2018 - 18:41

VILLA LITERNO – Il tribunale del Riesame di Santa Maria Capua Vetere, competente nei ricorsi avversi a sequestri e confische avvenute all’interno di ordinanze giudiziarie o anche come fatti a se stanti, ha stabilito stamattina, in un decreto di 21 pagine il dissequestro di valori per 800 mila euro intestati alla società Fontana Trasporti di Villa Literno. Il sequestro era avvenuto nell’ambito dell’ordinanza sulle società cartiere e sulle fatture false che aveva nel faccendiere di Frignano Vincenzo Ferri, uno dei suoi ideatori.

Il sequestro aveva riguardato conti correnti, quote societarie e altri beni mobili e immobili.

Ricordiamo che Fontana Trasporti è diventato negli anni un colosso del suo settore, con tanto di commesse da parte di Ferrovie dello Stato. Insieme ad altri due imprenditori dell’agro aversano, precisamente di Casapesenna, uno dei quali ha avuto l’esclusiva per anni per il trasporto rifiuti tra altri impianti del casertano e la discarica di Maruzzella, è entrato a far parte della compagine del Consorzio Cite che sembrava, fino a qualche mese fa, lanciato per diventare una sorta di monopolista per gli appalti relativi alla raccolta dei rifiuti.

Poi c’è stato il caso di Orta di Atella, nella segnalazione di inadempienza e questo ha rallentato la crescita di una società che nasce a Salerno, in ambienti non lontani dal governatore

De Luca e che ha trovato il supporto di chi tanti soldi ha fatto negli anni 90 e nei primi anni 2000 tra Villa Literno e Casapesenna. Il tutto arricchito dalla presenza, anch’essa societaria, di Carlo Savoia, santarpinese, fratello dell’ex sindaco Giuseppe Savoia e in passato super nominato negli enti sempre in quota Forza Italia [il fratello occupava invece l’altro settore Margherita-Pd, corrente Stefano Graziano].

Tra queste nomine la più importante fu quella relativa alla presidenza di Eco4, cioè il braccio operativo del consorzio Ce4, dove non durò molto perché entrò in rotta di collisione con Giuseppe Valente, al tempo presidente del consorzio, socio di maggioranza di Eco4 [il 49% lo avevano i fratelli Orsi con Flora Ambiente].

 

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