FOCUS MACRICO. Nicola Zampella: “In tanti parlano senza conoscere le cose. Un Liceo sportivo sarebbe bellissimo”

21 Dicembre 2018 - 10:45

CASERTA (Pasman) – In questo ennesimo capitolo dell’approfondimento che stiamo conducendo sulla questione dell’ex – Macrico, ospitiamo oggi le valutazioni, le opinioni, di uno dei molti lettori che ci hanno scritto, dopo il nostro invito rivolto alla cittadinanza a rendersi parte attiva del dibattito su di essa.

Incontriamo Nicola Zampella, casertano della frazione di San Leucio, scoprendo che il suo punto di vista non è per niente estemporaneo. Apprendiamo, anzi, che egli è stato tra gli animatori prima del Movimento pro Macrico e poi, a seguito di un convegno fondativo tenutosi nel gennaio 2003 nel chiostro di S. Agostino, promotore del Comitato Macrico Verde, composto di 40 comitati cittadini di varie aspirazioni sociali e culturali, che facendo capo alla sede di Italia Nostra diedero vita allo storico sodalizio con l’intento di dare alla città un vero parco pubblico. Ricorda Zampella che la lunga esperienza quasi ventennale di questa associazione si è arricchita negli anni di varie ed importanti iniziative, davvero difficilmente sintetizzabili. Ma delle salienti ricorda quella politico-amministrativa che condusse alla elezione a consigliere comunale dell’architetto Maria Carmela Caiola nella lista civica “Caserta viva – Macrico verde” durante la sindacatura di Luigi Falco.
Associazione che si rese protagonista della petizione popolare sottoscritta da ben 10.000 firmatari, presentata al presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, per la destinazione urbanistica dell’area a parco urbano. Si può parlare anche della campagna di raccolta fondi promossa nel 2005 per l’acquisto diretto del terreno, attraverso lo strumento dell’azionariato popolare ed ancora la passeggiata cittadina che nel maggio del 2006 portò 5000 casertani all’interno dell’area, da sempre preclusa alla cittadinanza. In ultimo l’opposizione vincente contro il progetto commissionato a suo tempo dal Comune di Caserta allo studio milanese di architettura Boeri per la realizzazione di un parco urbano, giudicato irricevibile perché di tipo cementificatorio.

Il nostro intervistato, docente di scienza motorie presso l’istituto superiore Manzoni di Caserta, ci fornisce una serie di documenti con i quali negli anni ha investito della problematica del verde casertano le varie autorità politiche nazionali e locali competenti, compresa quella ecclesiastica, proprietaria del fondo. Ed infine ci presenta il proprio progetto di destinazione dell’area, intitolato ‘Il Parco dei Parchi‘, che prevede, secondo il grafico che ci consegna e nella foto che pubblichiamo, la realizzazione di un orto botanico, di un museo di arte contemporanea e di altre aree a destinazione pubblica. E vi sognerebbe un primo Liceo statale dello sport.
Alla nostra domanda, ci chiarisce che per lui e per il Comitato Macrico Verde tutte le realizzazioni ipotizzate devono assolutamente trovare spazio negli edifici già esistenti,  quelli di valore architettonico meritevoli di recupero urbanistico, senza nessuna nuova edificazione.

Chiediamo, allora, a Nicola Zampella che cosa ne pensi dell’ipotesi prospettata nei mesi scorsi da alcuni parlamentari del Movimento 5s, della realizzazione di un campus universitario. E qui si infervora e sbotta: “Guardi, sulla destinazione si possono avere tutte le idee che si vogliono, ma non si può improvvisare. Bisogna essere a conoscenza, bisogna capire quello che è stato fatto, può darsi pure che è stato sbagliato ma non si può improvvisare con proposte  come quella del campus universitario…”,  va rispettato l’impegno degli altri. Che è una bella lezione di un cittadino comune, ci sembra, al partito che si dice dei cittadini o del popolo.

E poi, da conoscitore di ciò di cui parla, butta là che se davvero serve il campus universitario ci sono disponibili i tanti volumi nuovi o abbandonati della ex area Saint-Gobain, a non voler pensare alle aree delle cave dismesse da riqualificare. Parla ancora delle discariche e del progettato biodigestore, che giudica sì utile, anche se gli sembra inconcepibile volerlo ubicare a ridosso della Reggia. Ma queste sono altre questioni.

I marpioni casertani che sono abituati a vivere sulle prebende pubbliche avrebbero vita dura se vi fossero più casertani attenti e partecipi delle cose pubbliche come  il professore Zampella.

 Lo studio di fattibilità per la destinazione dell’area dell’ex- Macrico ipotizzata da Nicola Zampella con la sua associazione.