I NOSTRI AUDIO E LA NOTA. Il governatore De Luca è l’Attila della sanità campan-casertana: la paralisi dei Cup in tutte le aziende sanitarie e ospedaliere della regione segna il punto più basso della storia dei servizi pubblici in Campania

13 Ottobre 2022 - 19:24

Abbiamo investito il nostro tempo professionale nel corso dell’intera giornata odierna per provare ciò che da giorni ci veniva raccontato. Qui il problema non sono le liste di attesa che pure affronteremo, in Campania è proprio impossibile anche prenotarla una visita o un esame in struttura pubblica. I casi dell’ospedale di Caserta e degli ospedali dei Colli, Monaldi, Cotugno e Cto di Napoli.

CASERTA (g.g.) Abbiamo seriamente intenzione di scartabellare i documenti del bilancio della Regione. Vogliamo fornire ai nostri lettori un’informazione puntale sui valori aggregati relativi alle cifre mostruose che la Campania movimenta dentro al suo sistema sanitario regionale, per poi proseguire l’analisi per scomposizioni.

E’

un vero schifo. Solo che questi fessi che popolano la Campania (in) felix , si son fatti infinocchiare dalle chiacchiere che il governatore Vincenzo De Luca ha propinato loro, con l’estro tipico del cinico incantatore, che sa bene di parlare a tantissimi sprovveduti, durante i lunghi mesi della pandemia, soprattutto durante i diversi lockdown. Ciò è avvenuto dato che, per l’appunto, siamo un popolo di superficiali, totalmente incolti, catastroficamente disinformati e, quindi, incapaci di avere, men che meno di sviluppare, una coscienza critica che permetta, ad esempio, di non considerare solamente il futile carisma dell’apparenza, di un’apparenza che da la sensazione di rassicurare, ma che, in realtà, si sfalderebbe totalmente nel momento in cui ci si fermasse tre secondi a ragionare sul significato, sul contenuto delle parole pronunciate nei suoi “one
man show”
del comiziante salernitano.

Ora, siccome vi siete fatti infinocchiare e lo avete votato in massa, mettete le mani in tasca e nonostante le bollette, nonostante un’ inflazione a due cifre che non si registrava da quasi 50 anni, e tirate fuori 1000 euro o anche più se avete la necessità di sottoporvi a una risonanza magnetica o a una scintigrafia, pagandovi la visita privata, sapendo bene che chi avete votato vi nega di fatto, quella pubblica, nonostante i vostri soldi, i soldi delle sanguinose tasse che siete costretti a pagare, riempiono fino all’orlo la cassaforte di De Luca. Ai campani, per quel che conta diciamo ancora che durante tutte le lunghe giornata del lockdown, abbiamo rappresentato l’unica voce critica rispetto a De Luca e al modo con cui stava scelleratamente gestendo gli interventi per la pandemia, come si evince, a prova inconfutabile di questa affermazione dalla lettura o dalla semplice consultazione degli articoli di CasertaCe a disposizione, con un semplice ingresso in archivio, di chiunque voglia controllare e verificare. Tutto questo accadeva mentre dalla Campania si propagava, si allargava a macchia d’olio l’opinione prodotta da un pensiero debole, anzi debolissimo, di un uomo capace e rassicurante al comando e che creava una narrazione elegiaca su un uomo capace e ancor più capace essendo “un solo uomo al comando”.

E sapete perché eravamo l’unica voce critica? Forse perché De Luca ci risultava antipatico? Nulla di tutto questo. Al contrario, ci è simpatico perché i suoi interventi, divenuti non a caso terreno di caccia e di coltura dei migliori comici, a partire da Maurizio Crozza, ci hanno sempre fatto ridere, ispirandoci anche una sorta di pur sardonica simpatica.

Ma mentre ridevamo, trovavamo anche il tempo per ascoltare, per concentrarci un attimo sul significato e sul contenuto di quelle parole comiziali. E ascoltando, riflettevamo, verificavamo. In pratica, utilizzavamo ciò che De Luca affermava come strumento di lavoro e non come fine determinante per la formazione di un’opinione, anche perchè, in nessuno dei suoi interventi il governatore ha accettato il contraddittorio, preferendo il monologo. Ascoltavamo, valutavamo e ci accorgevamo che era totalmente fuori da ogni decenza spendere decine di milioni di euro per realizzare degli ospedali per ammalati di Covid, cosa che poi è stata fatta in tutta la regione e, dunque, anche a Caserta a pochi metri di distanza dall’ospedale civile, quando, nel nostro territorio ma anche nelle altre province, c’erano strutture riqualificate e rimesse a nuovo grazie a ingenti stanziamenti pubblici usciti sempre, negli ultimi anni, dalle casse della Regione. Strutture che possedevano tutti i requisiti per accogliere, ospitare e curare l’umanità dolente dei malati di Covid, partendo dall’ospedale Palasciano di Capua e dall’ospedale di Teano, dei quali Casertace dimostrò con i fatti la loro piena agibilità e soprattutto la loro piena fruibilità, a costo zero per la Regione.

60-70 milioni di euro di appalti e ora andateli a vedere in che condizioni sono questi orrendi capannoni, desolatamente vuoti, inutilizzati e già degradati.

Vabbé, che ne parliamo a fare.