Il manuale del CLAN DEI CASALESI. Il pentito: “Così prendevamo gli accordi elettorali con i sindaci. Le feste notturne all’Hyppo Kampos, Pagnozzi, Tonziello e…”

24 Dicembre 2019 - 18:50

CASAL DI PRINCIPE – Roberto Vargas è uno dei pentiti, che prima di Nicola Schiavone, ha descritto le trame e l’organizzazione del clan dei casalesi così come questa veniva gestita dalla famiglia di Sandokan.

Roberto Vargas parla anche dei rapporti con i politici. Lo fa in un interrogatorio inserito nell’ordinanza che ha portato all’arresto tra gli altri di Pino Cantone, figlio di Raffaele Cantone ‘o malapelle e all’iscrizione nel registro degli indagati, di Ivanhoe Schiavone, figlio del citato Sandokan.

Roberto Vargas ribadisce quello che era un metodo consolidato: il politico chiedeva a lui aiuto elettorale. Il più delle volte si trattava di candidati a sindaco: “Noi glielo davamo e lui si impegnava a favorirci in tutti quanti gli appalti del suo comune.” E a quei sindaci, racconta ancora Vargas, lasciavano solo pochi spazi negli appalti, ignorando quei lavori più piccoli che al clan non interessavano e che magari al sindaco risultavano utili per costruire e per consolidare altro consenso elettorale.

Un altro passaggio che ribadisce cose già in parte note, ma che comunque è utile ricordare, quando queste vengono pubblicate in ordinanze recentissime, qual è quella appena citata: il mercato delle feste serali e notturne, nei locali alla moda o anche all’aperto. Il ben noto Hyppo Kampos di Castel Volturno, con la conferma del rapporto diretto tra l’imprenditore Sergio Pagnozzi e Nicola Schiavone, ma non solo. Gli eventi venivano organizzati nel Basso Lazio e a Napoli. Un ruolo significativo lo svolgeva anche di un certo Tonziello.

 

QUI SOTTO LO STRALCIO DELL’INTERROGATORIO DI ROBERTO VARGAS