INQUIETANTE. Nuovo “premio” da 50 mila euro della PROVINCIA DI CASERTA alla società gestita da Fabio Oreste Luongo, accusato di essere al servizio del clan dei Casalesi

27 Ottobre 2022 - 12:51

Era già stata scelta lo scorso 29 aprile con un incarico diretto dal valore complessivo superiore ai 100 mila euro. L’ente guidato da Giorgio Magliocca si affida di nuovo a un’impresa ritenuta sotto il controllo della camorra

CASERTA (l.v.r.) – Nel caso in cui le accuse della Direzione distrettuale antimafia di Napoli ai danni di Oreste Fabio Luongo, già sotto processo per gli appalti a San Felice a Cancello e le infiltrazioni camorristiche nel comune suessolano, ritenuto un imprenditore a servizio del clan dei Casalesi e intraneo alla cosca, per i pm Maurizio Giordano e Graziella Arlomede, dovessero trovare un riscontro positivo nel processo che a breve partirà al tribunale di Santa Maria Capua Vetere, potremmo affermare che la

provincia di Caserta ha affidato lavori per centinaia di migliaia di euro a un’impresa utilizzata dalla camorra per truccare le gare di appalto, foraggiando, quindi, l’economia criminale del clan.

Siamo ancora all’inizio del procedimento penale, in considerazione che solo nel mese di agosto la

Dda ha chiesto il rinvio a giudizio per Luongo, Sergio Orsi e altri dieci persone coinvolte nell’inchiesta sulle presunte infiltrazioni del clan dei casalesi negli appalti del centro di ricerca aerospaziale di Capua, ma non bisogna dimenticare che stiamo parlando di un imprenditore che Nicola Schiavone, il figlio di Francesco Schiavone Sandokan, divenuto collaboratore di giustizia, ha definito come soggetto in buoni rapporti con la sua famiglia e appartenente al suo cartello d’imprenditori.

Secondo la procura antimafia Fabio Oreste Luongo è il padrone della Co.Bi. Costruzioni, che sulla carta vede come intestatario il cugino di Luongo, ovvero Ernesto Biffaro.

La società, a quanto è emerso dalle indagini, veniva utilizzata come partecipante alle gare del Cira di Capua già assegnate, attraverso il pagamento di tangenti ai funzionari del Centro di ricerca, alle ditte di Sergio Orsi, per dare una parvenza di legalità al bando.

Inoltre, sia Orsi padre e figlio, sia Luongo avrebbero intimidito tutti gli altri partecipanti per consentire che fosse assegnato il servizio di deposito temporaneo per lo stoccaggio dei rifiuti urbani speciali non pericolosi all’impresa degli Orsi.

E quindi, una società così invischiata in questa inchiesta alla fine del mese di aprile riceveva attraverso un incarico diretto, l’appalto per i lavori di risanamento al liceo Garofano, scuola che a sede proprio a Capua, dove ha la sua casa il Cira (CLICCA QUI PER LEGGERE IL NOSTRO ARTICOLO SUL CASO).

In questi giorni, un altro incarico diretto dal valore di 58 mila euro è stato affidato all’impresa, legalmente gestita da Ernesto Biffaro ma che, secondo l’inchiesta portata avanti dalla Dda, è al 100% nelle mani di Fabio Oreste Luongo, attualmente sotto processo anche nel procedimento, istruito sempre dalla Dda di Napoli, per le infiltrazioni camorristiche al comune di San Felice a Cancello.

La Co.Bi. Costruzioni ha risposto a un interpello partito dall’ufficio Edilizia della provincia di Caserta relativo a trovare un’impresa che si possa occupare dei lavori per il manto impermeabile del corpo aule dell’Istituto Tecnico De Franchis di Piedimonte Matese.

Le altre due ditte contattate, oltre alla Co.Bi, sono state il consorzio Cos.Vip e la Colomba Società Cooperativa.

Ma l’offerta dell’impresa di Casal di Principe, cioè un ribasso superiore al 41%, è stato quello premiato dal responsabile della provincia di Caserta, il dirigente Paolo Madonna.

L’amministrazione dell’ente guidato da Giorgio Magliocca ha dichiarato di aver contattato queste tre società attraverso l’elenco degli operatori di fiducia.

Sarebbe interessante capire per quale motivo si sia bussato alla porta della stessa impresa che solo pochi mesi fa ha avuto un incarico diretto per lavori simili, con buona pace del principio di rotazione tra le ditte, e che attualmente si trova coinvolta in un’indagine – che diventerà un processo dinanzi ai giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere – a causa delle pesanti accuse nei confronti di quello che è ritenuto il suo dominus, ovvero l’imprenditore Fabio Oreste Luongo, tra le altre cose già attualmente imputato in un altro processo di camorra.

La provincia di Caserta si sta prendendo dei rischi molto importanti di credibilità dinanzi alla cittadinanza e alla magistratura inquirente, mostrando un’evidente volontà di disinteressarsi delle inchieste che colpiscono determinate imprese, consegnandogli appalti diretti per migliaia e migliaia di euro.

E solo 24 ore fa vi raccontavamo la storia della Cogesa di Vincenzo Corvino, premiata dal comune di Caserta e dalla provincia, un’altra impresa che per la procura Antimafia serviva a riciclare il denaro del clan dei Casalesi (LEGGI QUI).

Il rischio è presto detto: l’amministrazione guidata da Giorgio Magliocca potrebbe passare alla storia come una di quelle che ha foraggiato imprese di camorra.