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L’addio ad Aldo Guida, una vita per il teatro. La sua Compagnia Siparium: “Nardù, non te ne sei andato. Grazie a te, simme tutte teatranti”

12 Febbraio 2024 - 09:30

La vita del regista nelle parole accorate della sua compagnia teatrale. Oggi si parla in ogni dove di inclusività. Aldo Guida è stato inclusivo ben prima che questa parola finisse sulla bocca di tutti, lo è stato per davvero e nel suo significato più profondo: ha accolto persone di ogni tipo sempre con lo stesso entusiasmo, ha dato una possibilità a tutti

MARCIANISE – L’ultimo saluto ad Aldo Guida, noto regista teatrale scomparso lo scorso 8 febbraio all’età di 83 anni, è stato un momento di grande commozione. La chiesa Nostra Signora di Fatima, dove lo scorso venerdì pomeriggio si sono svolti i funerali, ha ospitato centinaia di persone giunte a porgergli un tributo.

Se siete qui – ha affermato il parroco durante l’omelia – è perché Aldo ha fatto cose buone. Ciascuno di voi ha un ricordo bello insieme a lui”.

Il momento più toccante è stato l’addio resogli dai ragazzi della “Compagnia Teatrale Siparium”, che per Aldo Guida era un progetto di vita, una missione:

Nardù, così a tutti piaceva chiamarti…Non esiste una battuta giusta prima di calare questo sipario.

Ma noi siamo sicuri di tutto quello che hai regalato a questo tuo “rispettabilissimo pubblico”.

Tutti quelli che ti hanno conosciuto hanno detto fermamente “era un secondo padre per me”, perché questo sei stato, per tutti noi.

La “Siparium” era la tua grande casa, aprivi sempre le porte a tutti, con un abbraccio, un sorriso, una battuta alla Nardix che per noi diventava subito tormentone. Quante braccia ti abbiamo visto stringere, ci hai insegnato l’amore, per il teatro e per la gente.

“Levate sti palette a miezzo”, “Non date le spalle al pubblico”, “Non parlate mai sulla battuta degli altri”: lo mettevamo in pratica sul palco, ma diventava grazie a te un modo di fare anche nella vita reale, quella da cui fuggivamo quando ci rifugiavamo “alle prove”, tra le tue risate e i tuoi amati copioni.

Ti ricorderemo per sempre, sulla tua piccola sediolina di legno, nascosto dietro al sipario rosso, pronto a suggerirci cosa fare, sul palco e nella vita.

Nardù, grazie a te simme tutte teatranti.

Tu non eri uomo dagli esagerati intellettualismi Narducciè. Tu eri un uomo concreto, pratico, disciplinato e appassionato.

Il teatro è casa tua, è casa nostra. Il legno, il velluto, il trucco, la musica, le prove, la parte, ò cupion…”chi s’ha scurdat o cupion!?! “mparatev a part che ve lev a miez!”

Mai è successo che una sera tu non avessi voglia ed energie di fare le prove. A noi sì, poteva ca-pitare…stasera nu teng genio…no wagliù alducc si arrabbia..e il tuo potere da grande trascinatore si palesava senza sforzo. E ci rimettevi in riga. Si prova bene e sul serio! Perché tu no.

Tu mai tentennavi. Sempre attivo, sempre attento, sempre seduto sulla tua sediolina dietro al sipario con il copione in mano a seguire passo passo le battute. A vegliare come un deus ex machina sulla riuscita dello spettacolo. Ci vogliono solidi uomini per coltivare solide passioni che durano trent’anni…di pubblico e favore.

Eri energico, giovanile. Fucariello assai. Stavi meglio in mezzo a noi giovani perchè “quann io ero giovane, ero chiù gion e vuje!”. È vero. E chi ce l’ha mai avuta la tua energia? Stavi avanti con la mentalità, uomo libero di pensiero rispetto ai tuoi coetanei, ma fermo di parola come la tua generazione.

Ti divertivi con noi e noi ti divertivamo! La tua risata fragorosa, soddisfacente …ci guardavi tutti..”simm tutt quant pazz !” E ridevi ancora.

Una persona dal carattere strabordante come il tuo, inevitabilmente diventa anche un personaggio. Con le sue smorfie, i suoi tormentoni, una teatralità naturale e spontanea, perché tu la maschera nella vita non l’hai mai portata, tuttavia, hai dettato la tua filosofia con certezza e seguito su come indossarla su un palcoscenico. Non potevi scegliere che il teatro come tua arte.

Ti amiamo Nardù

La tua Compagnia Siparium

Che personalità dirompente aveva Aldo Guida.

La sua precisione assoluta, la generosità, la simpatia.

Non mancava mai una sua telefonata nei momenti importanti, si ricordava tutto. Li ascoltava davvero i suoi ragazzi, gli interessava della loro vita anche fuori dal palco.

Aldo aveva una vitalità contagiosa, una lucidità invidiabile.

Oggi si parla in ogni dove di inclusività. Aldo Guida è stato inclusivo ben prima che questa parola finisse sulla bocca di tutti, lo è stato per davvero e nel suo significato più profondo: ha accolto persone di ogni tipo sempre con lo stesso entusiasmo, ha dato una possibilità a tutti.  “La parte” usciva sempre per chi desiderava entrare nella sua amata “Compagnia Siparium”.

Non ne ha fatta mai una mera questione di talento, non ha mai escluso chi non era particolarmente dotato, non ha mai “provinato” nessuno. Nella “Siparium” c’è stato sempre spazio per tutti. Sem-plicemente adattava il ruolo alla persona e alle sue inclinazioni, riuscendo a valorizzare ciascuna persona.

Erano tutti uguali, attori protagonisti e comparse, tutti trattati con lo stesso infinito riguardo, tutti meritevoli delle sue attenzioni. Curava ogni minimo particolare perché nessuno si sentisse trascu-rato, anche chi aveva due battute soltanto.

Aldo chiedeva solo la serietà dell’impegno, perché per lui il teatro era sacro.

Aldo ha allevato generazioni di giovani, gli ha insegnato i valori del rispetto, della condivisione e della disciplina; gli ha regalato l’emozione di un sipario che si apre, il cuore che batte all’applauso del pubblico.

Alduccio Guida sarà sempre lì, nel “dietro le quinte” della vita di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e l’onore di essere investito dal suo affetto: con il copione in mano, attento a non perdere una sola virgola, pronto a dare un suggerimento quando necessario, in senso letterale e figurato.

Aldo non se ne è andato e non se ne andrà mai, perché ci sono persone che hanno fatto così tanto, dato così tanto, seminato così tanto, ideato e costruito così tanto che la loro essenza vivrà per sempre.

Aldo Guida è tra le strade di Marcianise, città che gli deve tantissimo; è nel velluto dei sipari di tutti i teatri in cui ha portato la sua Compagnia; è nella signora Lina Caputi, sua moglie devota e adorata, e nei figli Pino e Tamara, attori di grande talento che hanno tutte le carte per raccogliere il testimone del loro papà e continuare la sua opera.