MARCIANISE. Il giudice del lavoro conferma il licenziamento di Antonello Velardi deciso da Il Mattino. Solo un piccolo premio di consolazione

29 Settembre 2022 - 19:27

Sempre il giudice avrebbe potuto anche riconoscergli fino a 24 mensilità. Gliene ha date 12 che, comunque, sono sempre un 100mila euro e forse anche di più.

MARCIANISE (g.g.) Meno male che c’è Iustitia e Nello Cozzolino che questo sito ha inventato e porta avanti con certosina dedizione, difendendo il suo format artigianale che consente a noi giornalisti di trovare notizie riguardanti la nostra categoria, sempre precise, documentate, inattaccabili.

Grazie a Iustitia apprendiamo che lo scorso 5 luglio il giudice del lavoro del tribunale di Napoli, Federico Bile, ha depositato la sua sentenza relativa al ricorso presentato da Antonello Velardi avverso al licenziamento per giusta causa, comminatogli da Il Mattino il 13 novembre del 2020. Senza tornare sui motivi di questo provvedimento, che a suo tempo mettemmo a fuoco e pubblicammo anche, entriamo subito nel vivo della notizia: il giudice del lavoro ha dichiarato legittima la decisione presa dall’azienda di Caltagirone

nei
confronti di Antonello Velardi e ha, conseguentemente, dichiarato risolto il rapporto di lavoro, tutelando la sostanza, l’effetto più importante di questo licenziamento. Allo stesso tempo, però, riteniamo noi ai sensi del comma 5 dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori, lo stesso giudice ha riconosciuto a Velardi il pagamento di dodici mensilità.

In pratica, si tratta di una forma più morbida di riconoscimento del licenziamento, perché, come capita spesso nel nostro Paese la norma dice che dalle 12 alle 24 mensilità vengono riconosciute in quanto non ricorrono i motivi della giusta causa addotti dal datore di lavoro. In realtà il giudice utilizza questo articolo dello Statuto dei lavoratori per fornire lui stesso una modulazione rivisitata del provvedimento di licenziamento nel momento in cui le due parti non trovano un’intesa durante il procedimento. Per cui, di fatto, al di là di quello che enuncia il comma 5, il giudice che avrebbe potuto revocare il licenziamneto e ordinare il reintegro, cala una pietra tombale sulla vicenda, validando di fatto il licenziamento di Velardi. Lo fa nel momento in cui non accoglie il suo ricorso finalizzato ad ottenere il reintegro. Allo stesso tempo, fornendo la valutazione sulle motivazioni addotte dal datore di lavoro differente rispetto a quella di una giusta causa pesantissima, realizza lui stesso un equilibrio nel momento in cui conferma e chiude definitivamente il rapporto tra il Mattino e Velardi, a meno che quest’ultimo non intenda presentare ricorso in Appello e poi in Cassazione, ma allo stesso tempo gli riconosce le 12 mensilità. Nel momento in cui Velardi si predispone per ricevere questi soldi, rinuncia esplicitamente a impugnare la sentenza ed è quello che esattamente succederà.