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MARCIANISE. Incendio nell’azienda di vestiti, Velardi pontifica ma scrive cose clamorosamente inesatte

28 Settembre 2018 - 17:07

MARCIANISE – Tante chiacchiere, pochi fatti. E le chiacchiere stanno a zero. Come non ricorrere all’uso di dozzinali luoghi comuni per commentare uno scritto poco importante che affronta o tenta di affrontare un argomento molto importante.

Dunque, per il sindaco Velardi esiste una specificità marcianisana relativa agli incendi di siti industriali che gestiscono i rifiuti provenienti sia da aziende private che dai Comuni.

Luoghi dello stoccaggio. Ma ancora una volta il sindaco parla a vanvera, e come sempre la nostra non è una semplice battuta, ma un’affermazione che si lega, anzi si affida, alle competenze specifiche e anche ai dati statistici precisi, circostanziati, contenuti in un articolo pubblicato da Verdi.it, il cui testo integrale proponiamo qui.

Il fenomeno degli incendi di questo tipo di impianti è nazionale: nel 2017 sono andati in fiamme ben 110 impianti, tra cui 7 discariche, e in questo scorcio del 2018 altri 23 impianti sono bruciati.

Pensate un po’ che il dossier comincia citando un rogo di vastissime proporzioni verificatosi in un impianto di stoccaggio dei rifiuti in quel di Torino.

I Verdi sono convinti che ci sia una strategia criminale, ma non certo organizzata a livello locale, ma che persegue obiettivi molto ambiziosi, forse collegati alla volontà di modificare la legislazione vigente, magari favorendo l’installazione di impianti che i rifiuti li distruggono, li inceneriscono, oppure li trattano con finalità differenti.

A pensarci bene, si tratterebbe di uno schema precisamente asimmetrico rispetto a quello applicato dalla camorra, soprattutto dal clan dei Casalesi, durante tutti gli anni ’90 e i primi anni 2000: boicottaggio dei progetti per la costruzione degli inceneritori e di altri impianti per il trattamento dei rifiuti umidi in modo da poter tenere in piedi il turpe mercato dei rifiuti clandestini, delle discariche sotterranee, insomma di quel meccanismo la cui narrazione ha riempito le ordinanze della magistratura, ma anche il tratto narrativo di libri, film e migliaia di articoli di giornale.

Parafrasando Velardi, diciamo che un sindaco serio, prima di scrivere, di lasciarsi andare a ricostruzioni a dir poco erronee, dovrebbe studiare, documentarsi sugli argomenti di cui scrive.

E qualcuno obietterà ancora: ma questo è un grande giornalista, come vi permettete!

Chi l’ha detto?