MONDRAGONE. Quintali di gasolio dai distributori di Alfredo Campoli e di Rosaria Tramonti. 5 richieste di rinvio a giudizio. D’Alterio e…

MONDRAGONE – Chiuse le indagini sul presunto caso di peculato per il quale sono stati indagati cinque dipendenti del Comune di Mondragone.

Cinque di loro, da un paio di mesi, sono passati ufficialmente dallo status giuridico di indagati a quello di imputati. Per loro il pubblico ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di S.Maria C.V., in questo caso l’autorevole procuratore aggiunto Antonio D’Amato, ha chiesto il rinvio a giudizio.

Il sesto indagato, Giuseppe Rao, difeso dall’avvocato Alberto Tortolano, sta facendo il percorso contrario, cioè si avvia a lasciare lo status di indagato, visto che il pm ha chiesto al gup l’archiviazione.

La vicenda riguarda il presunto indebito utilizzo delle schede carburante del Comune di Mondragone, con le quali sono stati caricati migliaia di litri di gasolio nei due distributori della famiglia dell’imprenditore Alfredo Campoli, siti rispettivamente in via Venezia e in via Stazione nel rione Crocelle.

Nel periodo preso in considerazione dall’autorità giudiziaria, la gestione di uno o di entrambi gli impianti, pare che fosse esercitata da Rosaria Tramonti, moglie di Alfredo Campoli e attuale assessore comunale (giusto per esplicitare quanto sia presente nella sensibilità dell’amministrazione comunale il problema del conflitto di interessi) alle Attività Produttive.

Qualche nota riguardante i cinque dipendenti comunali imputati, difesi dagli avvocati Giovanni Zannini, Luigi Mordacchini, Giovanni Lavanga e Franco Petrella, in pratica dalla spina dorsale che regge le sorti della maggioranza politica del governo cittadino:

Carlo D’Alterio, messo comunale, è stato anche l’autista dell’ex sindaco Ugo Conte, ancora oggi in prima linea nella definizione di molte partite amministrative;

Fiore Sorrentino, messo comunale e fratello dell’ex vigile Mattia, taglieggiatore in nome e per conto del clan La Torre del mercato domenicale. Proprio una battaglia condotta contro questa pratica criminale costò la vita al sindacalista Federico Del Prete, ucciso a Casal di Principe in pieno centro da un commando del clan dei Casalesi;

Antonio Invito, affossatore al cimitero comunale con la passione per le autovetture e le motociclette di grossa cilindrata oltre che praticante di arti marziali quali il taekwondo di cui tiene corsi a pagamento presso le palestre comunali;

Domenico Filosa, attacchino comunale e fratello di Antonio detto “scio’ scio’”, autista dell’ex ministro Mario Landolfi nonchè dipendente del consorzio Ce4, presente in numerosissime informative di polizia giudiziaria relative ad indagini sulla camorra mondragonese;

Giuseppe Martello, messo comunale in pensione e cognato di Francesco Gravano detto Cicciotto, cugino del boss Augusto La Torre e padre di Francesca Martello, candidata nella lista in appoggio al sindaco Virgilio Pacifico denominata Pronti per Mondragone, nata dall’impegno dell’onorevole Landolfi che oggi in maggioranza esprime il consigliere comunale Marcello Buonodono e l’assessore comunale Giuseppe Piazza.

L’udienza preliminare che sancirà, quasi sicuramente, il loro rinvio a giudizio, è fissata per metà dicembre davanti al Gup Federica Villano.

Il carburante per le auto, gli scooter e le lambrette del Comune di Mondragone veniva acquistato tramite le schede in dotazione a detti dipendenti comunali presso le stazioni di servizio di via Venezia e di via Stazione.