MONDRAGONE. “Un cittadino su due ha fatto domanda per il reddito di cittadinanza”, il lavoro in nero dilaga

15 Marzo 2019 - 10:06

MONDRAGONE (Maria Assunta Cavallo) – Ormai Mondragone da diverso tempo è sulla bocca degli italiani grazie o per colpa (dipende) del “contenitore mediatico” che sta riempendo le sue pagine di cronaca, investendo energie su di una città che “seppur violentata” come l’ha definita Don Paolo Marotta, “è pur sempre bella”. Dopo il caso pedofilia,  ora tutte le grandi emittenti tv stanno incentrando i loro servizi giornalistici sul lavoro nero e sul reddito di cittadinanza chiesto dai mondragonesi. Pare appunto che un abitante su due se ne voglia giovare.
Del “caso” se ne è occupato anche la trasmissione di rete 4  “Stasera Italia” venuta a  Mondragone con le sue telecamere per sondare il terreno e capire cosa sta accadendo. Dopo però la messa in onda della puntata, è scoppiata la polemica  per delle affermazioni rilasciate in una intervista da Ivan D’Ambrosio: ” Qui Lavorano tutti in nero, in realtà,  e se c’è il rischio della galera per questo, dovranno mettere tutta la città in carcere ”. Queste affermazioni avrebbero fatto indignare non poco i mondragonesi che sul web in queste ore stanno accusando l’uomo di aver gettato fango sulla città. Ma Ivan non vuole essere accusato per delle  affermazioni che avrebbero sicuramente avuto un senso diverso se dette in un contesto diverso come poi è realmente accaduto.

L’ uomo sostiene che la sua intervista non è stata mandata in onda nella sua versione integrale e che dunque, sarebbero state tagliate alcune parti importanti come afferma durante la telefonata: “Riguardo l’intervista mandata in onda dalla trasmissione ‘Stasera Italia’ voglio precisare che quella che tutti hanno ascoltato, non era la versione integrale. Dopo aver parlato del mio lavoro in nero,  mi è stato chiesto se fossi a conoscenza del fatto che chi ottiene il sussidio dei pentastellati e viene beccato a lavorare in nero, rischia la galera, alche’ ho risposto che tutto il paese dovrebbe allora andare in galera. Non ho detto che siamo dei ladri, ho semplicemente precisato che in città ci sono tanti disoccupati e c’è chi è costretto a lavorare in nero”. Ivan non vuole essere il capro espiatorio di nessuno,  perché ama la sua città ed ama i suoi abitanti e spera che l’equivoco venga chiarito.
Certo è che di un territorio già martoriato e dei suoi cittadini, sta passando un messaggio negativo che lascia intendere, a chi non conosce la vera realtà della città rivierasca, che gli abitanti di Mondragone sono tutti dei fannulloni o dei criminali, e che preferiscono il lavoro nero per chissà quale fine e riguardo al reddito di cittadinanza, per raggirare il tentativo del vicepremier Di Maio di colpire i “furbetti”.
Ma non tutti sanno che Mondragone pur essendo stata spogliata dei suoi abiti più belli, è lì che aspetta con dignità la sua rivalsa, e mentre attende, sopravvive come può, pur pagando le conseguenze di scelte politiche probabilmente sbagliate che l’hanno ferita ma non abbattuta.

QUI IL VIDEO DELL’INTERVISTA