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PEZZELLA, CAPPELLO E MAZZETTE. La microspia trovata dal vicesindaco Cipro ha permesso all’ingegnere di cancellare alcune prove. Le chat con l’imprenditore e gli incontri furtivi in strada

11 Novembre 2023 - 11:55

Il 27 luglio scattò l’allarme rosso. E la settimana occorsa alla DDA di Napoli e ai carabinieri per compiere il sequestro materiale dei telefonini, consentì a Cappello di cancellare tutti i messaggi. Dal 27 luglio ripartono messaggi presumibilmente innocenti, puliti da parte di chi sa di essere sotto controllo. In calce all’articolo, lo stralcio specifico dell’ordinanza

clicca qui per leggere la nota dedicata al comportamento del maresciallo e vicesindaco cipro

CALVI RISORTA – Il 27 luglio 2021, grazie all’opera del vicesindaco e maresciallo dell’esercito GiulIano Cipro, il quale aveva acquistato su Amazon uno strumento di rilevamento delle microspie, una di queste viene trovata nell’ufficio al comune di Calvi Risorta dove lavorava Piero Cappello, arrestato e recluso ai domiciliari.

A quel punto l’ingegnere, che qualche mese dopo si permetteva di rispondere beffardamente ai nostri articoli sugli incarichi da lui ricevuti dal comune di Caserta, fa scattare una sorta di allarme rosso.

Lui comunica con Raffaele Pezzella (arrestato e in carcere), che segna sulla rubrica amabilmente con il nome Raff, su una chat di cui l’autorità giudiziaria non specifica la forma, può darsi sia whatsapp o telegram, o altro ancora.

Fatto sta che alcuni di questi messaggini che non sono stati intercettati perché, come si sa, ciò è complicato da fare via whatsapp e forse impossibile via telegram, vengono cancellati, ma qualcuno resta o viene fatto restare da Cappello, con l’idea furba di utilizzarli, data la loro innocenza, come elemento di prova che il rapporto tra lui e il Pezzella non avesse nulla di irregolare o illegale.

I carabinieri, poi, intervengono il 3 agosto 2021, probabilmente in base ad una disposizione di sequestro firmata dalla DDA di Napoli.

Ad essere sequestrati sono il cellulare di Cappello e quello di Cipro, principale protagonista del ritrovamento della cimice.

E’ chiaro che questi giorni, dal 27 luglio al 3 agosto, abbiano rappresentato un vantaggio per cancellare qualche traccia per Cappello, Pezzella che, da lì a qualche mese, sarebbe stato arrestato dal tribunale di Benevento, su richiesta della locale procura. E questo vale anche per lo stesso Cipro.

Infatti, i carabinieri, sul telefono di Cappello, trovano nella chat con Pezzella messaggi a partire solo dal 27 luglio, fino al 2 agosto, visto che tutti quelli precedenti sono stati cancellati. Ed è evidente che i messaggi dal 27 luglio in poi sono cose innocenti, tranquille. I due decidono, probabilmente, che il silenzio totale delle comunicazioni avrebbe determinato un elemento negativo in caso di indagini e allora si comportano in questo modo.

Ciò sta a significare – così è scritto nell’ordinanza, nella quale sono evidenziate le parole del PM – che CAPPELLO ha eliminato tutti è messaggi con PEZZELLA anteriori al 27.7.2021 è tale fatto può essere, ancora una volta, spiegato logicamente solo con il rapporto collusivo che legava i due da molto tempo“.

Ma la pressione della DDA e dei carabinieri non persuade l’ingegnere di Piedimonte Matese, ma trapiantato a Caserta, e l’imprenditore di Casal di Principe. È evidente, dunque, che ci siano interessi economici importanti. Non possono interrompere le comunicazioni

Tanti importanti da indurre Cappello e Pezzella ad affrontare temerariamente il rischio di incontrarsi ancora. Questo accade proprio nell’intervallo tra il 27 luglio, giorno della scoperta delle cimici, e il sequestro del cellulare.

Appuntamenti privatissimi all’aperto: uno il 29 luglio e l’altro il 2 agosto.

qui sotto lo stralcio dell’ordinanza