S. MARIA C.V. Nuovo appalto dei rifiuti, piano industriale e piano economico. Tutte le cose che non quadrano e che inducono ai primi sospetti

SANTA MARIA CAPUA VETERE (g.g.) – Difficile che l’amministrazione comunale di Santa Maria Capua Vetere possa cavarsela a buon mercato, senza subire una stringente attività di analisi, alla stregua che succede per il 95% dei bandi e delle gare di appalto, anche in quella che è la madre di tutte le gare cioè la procedura per l’attribuzione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani.

Abbiamo dato un’occhiata al piano industriale collegato al bando e così, in prima battuta e in attesa di approfondire altre questioni, ci sembra che qualcosa non torni.
Partiamo dal costo previsto per il personale lo stesso viene calcolato negli atti di gara del Comune di Santa Maria Capua vetere mediante l’adozione delle tabelle ministeriali FISE – Servizi Ambientali Aziende Private – Gennaio 2018, non tenendo conto degli aumenti programmati nelle tabelle ministeriali marzo 2019 già pubblicate e per cui ogni azienda dovrà attenersi per imputare il costo del personale nel prossimo quinquennio 2019-2023. Ciò comporterebbe un aggravio del costo specifico in ragione di poco meno di 100mila euro all’anno.

La sottolineatura riguarda la pagina 72 del Piano Industirlae nella quale vengono riportati descritti i costi di trattamento e riciclo dei rifiuti differenziati riscontrati nel Piano Finanziario 2017, quantificati in €. 713.527,74/anno.

Nel quadro economico e precisamente nella determinazione dei costi della base d’asta (pagina 14), non risulta riportata alcuna voce relativa al costo di trattamento e riciclo dei rifiuti differenziati seppure viene riportata in detrazione dalla base d’asta, la voce di ricavo dei contributi Conai a favore della stazione appaltante.
Detto costo, secondo una prima stima di mercato, tenendo conto degli obiettivi di raccolta differenziata programmati e richiesti nel corso del quinquennio da parte del Comune di Santa Maria Capua vetere, corrisponderebbe a circa €. 411.928,62 di media nel quinquennio.
Nel quadro economico e precisamente nella determinazione dei costi della base d’asta (pagina 14), non risulta riportata alcuna voce relativa al costo degli oneri finanziari per l’acquisizione degli automezzi, indispensabili per calcolare il costo di acquisto di automezzi nuovi per come richiesto specificatamente all’art.40 del Capitolato Speciale d’Appalto.
Negli atti di gara quali il Capitolato Speciale d’Appalto ed il Disciplinare di Gara, nell’elenco dei servizi da appaltare non compare in alcun modo la voce relativa allo smaltimento dei rifiuti indifferenziati da parte dell’impresa aggiudicataria, invero gli atti recitano “Trasporto e conferimento dei rifiuti raccolti presso gli impianti di selezione, compostaggio, trattamento e smaltimento finale”.
L’ultimo punto, per il momento, in attesa di sviluppare ulteriore contenuti degli atti di gara, riguarda il confronto tra le cifre di oggi, quelle relativa all’appalto ancora in esercizio, al piano finanziario 2017 e a quelle previste nel bando relativamente del Piano Industriale, in cui il costo di gestione è stato individuato annualmente in circa €. 7.044.763,08 oltre iva, la base d’asta annuale risulta essere pari ad €. 5.813.486,47 oltre iva, con una evidente differenza negativa annuale pari ad €. 1.231.276,61

Per il momento ci fermiamo qui invitandovi a leggere la seconda parte di questo primo approfondimento già nella giornata di domani