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SAN CIPRIANO D’AVERSA. Il ricordo di Bobò su Rai2, l’artista sordomuto rinchiuso 30 anni in manicomio

29 Agosto 2020 - 17:08

AVERSA/VILLA DI BRIANO/SAN CIPRIANO (ti.pa.) – Ieri sera, in una lunga intervista rilasciata  dal regista Pippo Delbono, alla giornalista Paola Severini Melograni, nel corso della trasmissione  ‘O ANCHE NO’ su RAI2,  ‘STORIE DI INCLUSIONE E SOLIDARIETA’, ha ricordato un attore speciale casertano morto lo scorso anno.

Bobò nato a Villa di Briano, vero nome Vincenzo Cannavacciuolo, volato al cielo all’età di 82 anni, dopo averne passato circa la metà in manicomio di Aversa. “Bobò era sordumuto non parlava, ma quando entrava in scena, con la sua presenza e i suoni striduli della sua voce capace di entrare nell’anima, lasciava tutti a bocca aperta”, così lo ha ricordato l’artista ligure. Bobò era nato nel 1936 era entrato in manicomio ad Aversa a soli 16 anni, dove è restato per decenni, sino a quando vi incontrò Pippo Delbono che vi si era recato per organizzarvi uno spettacolo teatrale.

Bobò diventa protagonista dei principali spettacoli di Pippo Delbono, a partire dal bellissimo Barboni, nel ’97 seguito da Guerra l‘anno dopo e poi Esodo (2000), Il Silenzio(2000), Gente di Plastica (2002), Urlo (2004), Questo Buio Feroce (2006), La Menzogna (2008), Dopo la battaglia (2011), Orchidee (2013), Vangelo (2015), La Gioia (2018) e nelle opere liriche Cavalleria rusticana (2012), Don Giovanni (2014), Madama Butterfly (2014), Pagliacci (2018), e presente in molti dei suoi film.  Bobò, sepolto nel cimitero di San Cipriano d’Aversa, ha ricevuto tante onorificenze in vita, fra cui cavaliere delle arti a Parigi e cittadino onorario di Aversa, ed è stato la dimostrazione che la disabilità non può essere e non deve essere considerata un handicap.