Statue decapitate e Garibaldi sfregiato: vandalizzato monumento ottocentesco

6 Novembre 2021 - 16:47

VALLE DI MADDALONI – Ne dà notizia la pagina Meraviglie della provincia di Caserta e dintorni:
Purtroppo è accaduto un fatto vergognoso molto grave: il 4 novembre 2021, nel giorno in cui si celebrava l’unità nazionale e la giornata delle forze armate italiane, un monumento molto importante della zona legato proprio a questi temi è stato duramente vandalizzato.
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Si tratta dell’ottocentesco Monumento ossario ai Caduti di Valle di Maddaloni, in provincia di Caserta, realizzato in uno dei luoghi principali dove si svolse la battaglia del Volturno del 1860, un momento fondamentale per la nascita dell’Italia.
dir="auto">Tre statue raffiguranti i soldati sono state letteralmente decapitate e quella ritraente Garibaldi è stata sfregiata, mentre non sono chiari i danni all’interno dell’ossario anche se dal quel poco che si intravede non si nota nulla di buono e ci sono chiari segni della volontà di voler fare un ulteriore sfregio ai morti dell’ossario disegnando un simbolo satanico nella polvere.
Si tratta di un vero e proprio attentato premeditato non solo contro la storia locale ma anche contro quella nazionale, contro la cultura e contro un simbolo strettamente legato all’unità d’Italia ed ai caduti di chi ha dato la sua vita per la Patria, non a caso il gesto di vandalismo ha un significato preciso dato che è avvenuto proprio nel giorno in cui si celebrava tutto ciò.
Il monumento ha un’importanza significativa: per iniziativa dell’Associazione dei Superstiti delle patrie battaglie di Napoli, con il patrocinio attivo del comune di Maddaloni, sorse nel 1888 l’idea di un monumento ai Ponti della Valle che raccogliesse le ossa dei caduti della Battaglia del Volturno combattuta il 1° ottobre 1860, sparse sotterra per quei campi.
La struttura si eleva per circa 19 metri con un obelisco di forma triangolare in cima al quale è posta la stella d’Italia.
L’obelisco sorge su una base, in mezzo alla quale si apre la porta che dà l’accesso all’ossario.
Ai lati di questa porta ci sono degli altorilievi rappresentanti, insieme all’eroe dei due
mondi, Nino Bixio, Pilade Bronzetti, Fabrizi, Cairoli, Dezza, Avezzana, Medici, De Martino ed altri ancora. Le loro figure, scolpite nel vivo masso, sembrano uscire fuori dalla tomba.
Questa base poggia su tre scalini, sul terzo dei quali vi erano, fino al furto avvenuto nel 1990, dei fasci d’arme addossati alla roccia dalla quale parevano uscire “naturalmente”.
L’ingresso alla cripta è custodito da una porta di ferro e sopra vi è una statua colossale di bronzo che depone la palma auspicata sul monumento che tanti ricordi e tanto eroismo rammenta.
Per la costruzione occorsero circa dieci anni, tra lavori veri ed interruzioni prolungate.
Il monumento instaura un dialogo a distanza ravvicinata con i cosiddetti “ponti” del maestoso acquedotto vanvitelliano, senza tuttavia, né abbandonare la scia degli altri progetti di architetture commemorative altrove realizzate, né dimenticare i desiderata della locale amministrazione di significare un luogo, divenuto motivo di prestigio nazionale, mediante un modello archetipico dell’antico.
Vandalizzando questo monumento ossario, tra l’altro proprio in una data simbolo, si è oltraggiata la storia locale e quella nazionale, si è fatto sfregio ai morti che hanno combattuto quella battaglia e si è deturpata una pregevole opera d’arte ottocentesca.
E ancora una volta i monumenti e la storia locale devono subire l’ennesimo affronto tra furti e vandalismi, il tutto nel consueto disinteresse generale.