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TANGENTOPOLI SAMMARITANA. Marcantonio Ferrara è responsabile e avveduto e ieri si è dimesso da assessore e consigliere. Il sindaco kamikaze resta al suo posto e disonora la fascia tricolore

29 Novembre 2023 - 11:54

SANTA MARIA A VICO – Responsabile e avveduta è stata la decisione di Marcantonio Ferrara, nipote del sindaco e consigliere regionale defunto di Maddaloni Franco Lombardi, di rassegnare le dimissioni dalle cariche di assessore e consigliere comunale di S.Maria a Vico.

Responsabile perché nella vita uno può anche vivere un periodo in cui la tentazione, le debolezze del genere umano a cui ognuno di noi è esposto, possono portare a compiere degli errori e a comportarsi così come Ferrara si è comportato nello svolgimento della sua attività istituzionale e nel rapporto con alcuni imprenditori, che ha cercato di favorire e che forse ha favorito, violando le regole e tante norme contenute nelle leggi da osservare per la regolarità delle gare di appalto e del corretto svolgimento di procedimenti elettorali;

avveduta, perché dimettendosi dalle cariche di assessore e consigliere può aver rimosso almeno due dei tre motivi costituenti la struttura su cui si poggia un eventuale provvedimento di applicazione di misura cautelare di limitazione della libertà personale, attraverso il carcere o i domiciliari: stiamo parlando della reiterazione del reato e dell’inquinamento delle prove.

Si può tornare indietro, comprendere e intraprendere la giusta via.

Non sappiamo quello che Marcantonio Ferrara ha fatto nell’esercizio delle sue funzioni all’interno dell’amministrazione e del consiglio comunali di S.Maria a Vico.

Sappiamo, e lo sappiamo molto bene, quello che ha detto – letteralmente di tutto e di più, nelle intercettazioni, realizzate dalla Guardia di Finanza della Compagnia di Marcianise.

In quelle che abbiamo letto e già pubblicato e in quelle che abbiamo ugualmente letto e che pubblicheremo tra oggi e i prossimi giorni.

Si tratta, lo ripetiamo per l’ennesima volta, di atti che fanno parte delle 8mila pagine della lunga indagine aperta dalla Dda di Napoli, che ha coordinato il lavoro duro e certosino della già citata compagnia di Marcianise della Guardia di Finanza.

Pagine a disposizione di tutti gli indagati e, automaticamente, dei loro avvocati, già coinvolti nel primo filone dell’inchiesta appena citata.

Un troncone che ha portato all’arresto di diverse persone, tra le quali il consigliere comunale nonché vicepresidente della Provincia Pasquale Crisci e l’imprenditore Giuseppe Pascarella, protagonista delle ultime due puntate del nostro lungo focus di approfondimento delle intercettazioni di cui siamo venuti in possesso.

Mentre Marcantonio Ferrara, dimettendosi dalle sue cariche, di fronte alla indifendibilità della sua posizione, che si mostrava, da sola, nella evidenza letterale di parole intercettate ancor più potenti e assertive di un reo confesso, ha dimostrato – ripetiamo – di essere responsabile con la speranza che ciò porti ad un cammino di resipiscenza, lo stesso non si può dire del sindaco Andrea Pirozzi.

Sindaco che ancora oggi, nonostante tutto quel po-pò di cose che afferma al cospetto degli imprenditore di Casal di Principe Emilio e Pasquale Corvino, nonostante tutto quello che afferma parlando direttamente con il camorrista, oggi in prigione, Gennaro Iannone, incontrato in privato in una casa di abitazione insieme a Marcantonio Ferrara per parlare dell’appoggio elettorale suo e del suo superiore in grado nella scala gerarchica camorristica locale Domenico “Mimmariello” Nuzzo, affrontando anche l’argomento di come fare in modo, con le buone o con le cattive, che un altro aspirante candidato rinunciasse alla sua ambizione;

nonostante quello che dice, afferma e promette esplicitamente per l’affidamento, anzi per il riaffidamento del campo sportivo a De Matteo, fratello di un condannato a 30 anni della rinomata famiglia camorristica dei set;

nonostante gli impegni che assume con Giuseppe Pascarella affinché questi, in cambio di un esplicito appoggio elettorale alle successive elezioni del 2021 possa aggiudicarsi l’appalto per la costruzione di altri 192 loculi cimiteriali;

nonostante tutto questo, continua a stare al proprio posto e continua a portare, a nostro avviso con sommo disonore, la fascia tricolore di rappresentante della Repubblica Italiana.