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TERREMOTINO IN REGIONE. Vanno a casa tutti i comandati. Anche il taumaturgo Giorgio Magliocca, che ha incantato il Sole24ore dovrà tornare a Roma

19 Dicembre 2018 - 11:18

CASERTA(g.g.) Al presidente della provincia Giorgio Magliocca chiediamo un sacrificio economico per il bene della comunità casertana. Con lui potremmo anche stringere un patto: siccome, come ha dichiarato e come ha anche scritto sul suo profilo facebook, il miglioramento di 9 posizioni dell’indice della qualità della vita in provincia di Caserta è frutto del suo avvento a capo dell’amministrazione provinciale, siamo pronti a raccogliere fondi per pagargli uno stipendio di 3 mila euro al mese qualora, com’è nelle sua corde stando a ciò che ha dichiarato, porti Terra di Lavoro quantomeno a metà classifica, tra il 50esimo e il 60esimo posto, sorpassando tutti i capoluoghi meridionali e regalando uno sguardo irridente, finestrino contro finestrino, ai convogli di altre province dell’Italia centrale, incredule nell’assistere a questa imprevista e imprevedibile ascesa di uno storico fanalino di coda, di un territorio di retroguardia dell’italico stivale.

Diamo per scontato che, trattandosi di un presidente della provincia, Giorgio Magliocca conosca bene i meccanismi che il Sole24ore utilizza per la sua annuale radiografia del Paese reale. Sa benissimo, perchè c’è pure scritto sotto a ognuna di quelle tabelle, che tutti i rilevamenti sono relativi a valori, forniti dall’Istat o da istituti specializzati come il Tagliacarne, dell’anno precedente o addirittura di un paio di anni precedenti a quello i cui la rilevazione viene pubblicata.

In pratica, quella uscita lunedì scorso, è la fotografia del 2017, con qualche variabile di rilevazione riguardante, addirittura, l’anno 2016.

Per cui, quando Magliocca dice che la sua ascesa alla presidenza della Provincia ha rappresentato un fattore per la crescita del rank di Caserta, si riferisce, naturalmente, perchè non può non saperlo, essendo un autorevole rappresentate delle istituzioni, a metà mese di ottobre, al mese di novembre e a quello di dicembre dell’anno scorso.

A metà ottobre, infatti, vinse le elezioni provinciali e già questa terra matrigna cominciò a sorridere davanti al suo incedere, guardando al futuro con improvviso ottimismo. Poi a novembre e dicembre, i primi provvedimenti dell’amministrazione provinciale fecero il resto. Che so, la nomina del nuovo consiglio di amministrazione di Terra di Lavoro spa, le short list costituite da 5 o 6 premi Nobel per volta.

Insomma, nell’età classica, l’avrebbero chiamato, il taumaturgo, cioè colui che arriva, vede e in un minuto rovescia le sorti della storia.

Ora, valutando ciò che ha fatto nel 2018, che sarà il contenuto, a dicembre 2019 del nuovo focus del Sole24ore, ma soprattutto quello che potrebbe fare nel 2019, c’è da pensare che la memoria di Franklin Delano Roosevelt e del suo New Deal, sia destinata a rinculare in un altro ranking, quello della storia dei grandi innovatori.

Magliocca si potrà dedicare alla Provincia a tempo pieno se compirà l’atto di coraggio di mettersi in aspettativa dal posto di lavoro nel comune di Roma che a suo tempo Gianni Alemanno gli concesse, perchè a Roma Magliocca dovrebbe tornare dal primo gennaio, visto e considerato che la Regione Campania, forse, e diciamo forse, solo il prossimo 28 dicembre approverà questo benedetto rendiconto dal quale dipende il destino di tutti i cosiddetti comandati, dei contratti a termine, quello della segretaria generale Santa Brancati, per gli amici Santina in testa.

Un’iniziativa, di cui poi sicuramente si sono pentiti, che mise insieme, pensate un pò, la pentastellata Ciarambino e Armandone Cesaro, investì la Corte dei Conti, sezione Campania, del problema di “Franco la frittura” cioè quel Francesco Alfieri, sindaco di Agropoli, che Vincenzo De Luca aveva voluto al suo fianco come coordinatore del suo Gabinetto di governatore.

La Corte dei Conti, però, prese, come si suol dire, la palla al balzo: non solo scrisse che la posizione di “Franco la frittura” era illegittima, ma che lo stesso valeva per tutti i comandati e per estensione per tutti i contratti a termine, ad ingaggio. Questo perchè, al tempo, addirittura non erano stati approvati i rendiconto degli ultimi 3 anni, da una Regione che parla molto bene di se stessa, ma che a guardarla all’interno, con occhi laici, fa acqua da tutte le parti.

Ora, l’ultimo rendiconto sarà approvato, probabilmente, se la giunta riuscirà a portarlo in consiglio, il prossimo 28 dicembre. Poi occorrerà un mese, un mese e mezzo, per riattivare, eventualmente, le procedure per far rientrare i comandati, i quali, però, dal giorno 2 gennaio, dovranno stare a casa.

E siccome la Corte dei Conti, come scriveremo tra oggi e domani, non ha posto solo il problema dei rendiconto, ma anche della responsabilità valutativa dei dirigenti rispetto alla praticabilità delle nomine dei comandati, non è detto che l’operazione-ritorno avvenga in tempi così rapidi.

Giorgio Magliocca, oggi capo della segreteria del gruppo “Caldoro presidente” per volontà di Massimo Grimaldi, Roberto Desiderio, consigliere comunale di Caserta, anche lui “grimaldizzato” con un comando presso lo stesso gruppo, Marco Villano, che dovrebbe rientrare nel suo posto di provenienza, cioè alla Sogin, in quel di Roma, dove entrò guardato da lontano e anche da vicino, dal premuroso sguardo del suo “maestro” Stefano Graziano, Alessandro Rizzieri, leader in consiglio comunale della maggioranza che sostiene il sindaco Virgilio Pacifico e che collabora negli uffici del consigliere regionale Giovanni Zannini.

Questi solo per citarne alcuni. Magari ci ritornerà in mente qualche altro nome e ve lo comunicheremo. Un sacrifico economico, dunque, in nome della nobile causa casertana. Questo si chiede a Giorgio Magliocca, il quale, tutto sommato, viene alleviato rispetto ad uno dei numerosi compiti. Per più di un anno, ha dovuto fare il presidente della provincia, il capo segreteria del gruppo di Caldoro a Napoli, il sindaco di Pignataro e il commissario provinciale di Forza Italia.

Ora potrà orientare meglio i suoi sforzi, concentrandosi su quella che si annuncia come la formidabile scalata della qualità della vita, degli indicatore economici, di quelli ambientali e di quelli sociali nella provincia di Caserta.