Un campus da 110 e lode

In treno o in macchina non cambia il risultato. Stiamo parlando di circa due ore. Centoventi minuti, secondo più o secondo meno. Di cosa stiamo parlando? Semplice: della distanza che c’è tra Caserta e il Campus universitario romano Niccolò Cusano. Si tratta inoltre di una distanza che oltre ad essere di rapida percorrenza è anche considerabile superflua. Sì perché per accedere a una delle università italiane più attive, efficienti e di richiamo presenti nel panorama nazionale, non serve essere presenti in loco.

È lo studente a decidere. L’unica certezza – come ha ribadito più volte il magnifico rettore Fabio Fortuna, è che è tutto nelle mani dello studente. L’università metterà a disposizione tempi brevi, accessi ad esami praticamente sempre, materiali di studio e approfondimenti e libertà di seguire – con gli stessi diritti di chi è sul posto – le lezioni anche a distanza.

La differenza la fa – e non potrebbe essere diversamente l’università – e cioè l’ambiente. Lo scenario attorno a cui e su cui avvengono le principali azioni di studenti e corpo docente. Non è quindi difficile pensare come e quanto l’ambiente possa influire sull’apprendimento degli studenti.

Senza andare troppo indietro nel tempo, chi ha studiato a Roma nei primi anni duemila ricorderà lezioni – di particolari corsi di laurea – svolte in cinema, teatri, con le luci basse e senza alcuni rispetto dell’ergonomia, per non parlare delle più banali norme di sicurezza.

Studiare è qualcosa di importante (un vero e proprio lavoro potremmo dire) che richiede devozione e attenzione da parte di chi lo pratica. Per questo almeno da un punto di vista “climatico e ambientale” le università dovrebbero lavorare per perseguire le migliori condizioni possibili, e i migliori servizi per gli studenti, mettendo il corpo docente e quello studentesco nelle migliori condizioni di lavoro e apprendimento possibili.

Un esempio – che dovrebbe essere ripreso da molte altre realtà – in questo senso è quello che fornisce sin dalla sua fondazione il Campus universitario Niccolò Cusano.  L’ateneo è infatti al totale servizio dello studente grazie a una struttura di 54 mila metri quadrati, 20mila composti solo da aule e 60mila di spazi verdi, parchi e luoghi di ricreazione e ristoro.

A tutto questo si aggiungono altri servizi come le residenze, la navetta da e per la più vicina fermata della metro (leggi come non sarà necessario affidarsi completamente al servizio di trasporto pubblico). E poi ancora- in pieno stile americano: palestra (la cui fruizione è gratuita) gratuite, il bar, la mensa, la biblioteca e tutto quello che potrebbe rivelarsi necessario per vivere non una corretta, ma la più importante esperienza di apprendimento.

Dentro il Campus e in particolare nelle aule dove si svolgono le lezioni, gli studenti dispongono di servizi didattici all’avanguardia come laboratori informatici, aule per svolgere attività di ricerca e poi: sale convegni, aule riservate alla lettura e allo studio, tutor room dove incontrare e confrontarsi coi tutor, biblioteche e numerosi servizi per le attività di svago, relax, sport e aggregazione.

Basti pensare – come abbiamo già detto – che il campus sorge su un’area verde di sei ettari e che parlare di campus è forse quasi limitativo. Sarebbe più corretto dire che si tratta di uno spazio dove vivere un’esperienza di vita e di formazione davvero unica, capace di competere con le realtà universitarie private statunitensi. Uno spazio d’azione, un luogo dove studenti e docenti possono interagire e utilizzare una varietà di strumenti e risorse informative.

Non si tratta di una gara all’ultimo ritrovato della tecnologia, ma appare evidente come in luoghi belli, curati e a disposizione dell’apprendimento non possa poi che seguire una risposta direttamente proporzionale da parte di quegli studenti che sono lì proprio per imparare e apprendere.