ZANNINI, il Consorzio Idrico ormai è “cosa sua”. Ancelle e attendenti, I NOMI di chi verrà assunto col posto fisso a ferragosto

3 Agosto 2021 - 13:49

Noi più che segnalare queste cose, che dovrebbero interessare anche alle autorità per il modo in cui vengono gestiti i processi amministrativi che portano ad esiti già scontati, non possiamo fare. Buone notizie anche per Giancarlo Giudicianni?

 

 

CASERTA (G.G.) – Come mai negli enti pubblici di Caserta e Provincia si assiste, ogni anno, nella settimana in cui l’intero Paese è sostanzialmente fermo, ad una crescita, spesso esponenziale, delle attività amministrative degli uffici dei dirigenti?
Facile spiegarlo: chi gestisce la cosa pubblica con strumenti borderline, con l’obiettivo di asservirla stabilmente alle necessità protoclientelari e rigorosamente immeritocratiche di questi politicanti da quattro soldi che insistono in Terra di Lavoro, non può non considerare la settimana di ferragosto come la più propizia per chi ha la necessità di coprire certe operazioni, che altrimenti risulterebbero imbarazzanti e creerebbero reazioni di ogni genere.

Per

carità, nessun moto di indignazione, visto che il popolo indigeno considera un appalto già assegnato prima della gara un fatto normale, addirittura legale, così come l’assunzione diretta a tempo determinato di una persona in base all’applicazione di una discrezionalità assoluta da parte di un livello politico che governa per se stesso, per ingrassare di voti i suoi interlocutori.

Di

solito fanno più fracasso le reazioni di altri politici, che magari sono fuori dalle partite della lottizzazione, che è meglio prendere in contropiede, mettendoli di fronte al fatto compiuto.

In verità, quando parliamo di quell’autentico merdaio del Consorzio Idrico Terra di Lavoro è finanche difficile classificare questa modalità, la sua ragion d’essere, dato che ci troviamo di fronte a un posto in cui vengono violate tutte le regole della trasparenza degli atti amministrativi, sistematicamente e sistemicamente nascosti nell’albo pretorio, alcuni con la scusa della privacy, altri proprio trafugati perché finanche la messa al corrente dell’oggetto di una delibera o di una determina rappresenterebbe un fatto scabroso.

Tutto ciò avviene nell’indifferenza delle autorità preposte ai controlli amministrativi e anche giudiziari, le quali fanno finta che il Consorzio Idrico non esiste nonostante abbia tritato centinaia di milioni di euro di debiti ed è tenuto in piedi grazie a quell’altro luogo di tutte le perdizioni rappresentato dalla Regione Campania.
E allora, cosa ci prepara la coppia Zannini-De Biasio per la settimana ferragostana?

Una specialità della casa. L’operazione aumma aumma attraverso la quale gente che fino a due anni fa era disoccupata o comunque aveva il problema di alzarsi presto la mattina per guadagnarsi il pane, “prenderà” l’agognatissimo posto fisso vedendosi trasformata la posizione di dipendenti a tempo determinato del Consorzio, che stanno lì per volontà di questi due soggetti che ne dominano ogni processo amministrativo piegandolo alle proprie necessità personali, in quella di dipendenti a tempo indeterminato.

Per evitare un articolo troppo lungo vi rimandiamo ad un altro scritto con cui spiegheremo le procedure ridicole, offensive per l’intelligenza di chi non ha santi in paradiso, ma soprattutto per un paese che si proclama moderno e innovativo e che invece consente attraverso l’inerzia di chi queste cose non dovrebbe consentire, la stabile e stucchevole postergazione, la stabile e stucchevole ripetizione del rituale che ci proietta nell’epoca feudale. Altro che processi del sapere, della conoscenza, altro che società motorizzata con le energie migliori, più preparate e avvedute.

E quali sono i nomi? Ovviamente la solita Costanza Esposito, da anni pupilla di Giovanni Zannini. E poi Giovanni Innocenti, neo assessore al Comune di Aversa, e recentemente autore di un altro ribaltone che ha consentito al sindaco Alfonso Golia di rimanere in carica nonostante l’implosione della sua maggioranza e che giustamente, adesso, deve ricevere il premio per quel voto decisivo.

Ma Zannini, questo premio, non glielo dà lui con i soldi propri o nominandolo direttore generale del Lido Sinuessa di Mondragone.

No, l’operazione di potere di Aversa la devono pagare i cittadini, tutti quelli che in quota parte dovranno finanziare l’assunzione a tempo indeterminato di Giovanni Innocenti, ma soprattutto quelli che, avendo ottime capacità professionali, magari suffragate da un sostanzioso e reale processo di formazione, devono mordere il freno, introitando vicende esemplari.

Qui devi essere ignorante, e se non lo sei devi fingere di esserlo, perché questo tranquillizza il ras politico di turno, in questo caso Zannini, ma il problema è di carattere generale.

Devi essere ignorante e far finta anche di essere consapevole del tuo stato di minorità, in modo tale che, rapportandoti a politici di pari ignoranza, questi si sentiranno gratificati dall’affidabilità servizievole di chi la mattina li chiama anche per farsi dire con quale piede devono scendere dal letto.

Finita qui? No. Per Zannini il Consorzio Idrico è diventato come la cucina, il giardino o il salotto di casa sua. Facendovi sconto di tutti i nomi infilati nei nuclei di valutazione vari ed eventuali, ci sono altri due soggetti che nei loro territori hanno un peso elettorale e che, diciamocela tutta, in cambio dei voti che hanno dato e daranno a Zannini, avranno il posto: trattasi di Francesco Gagliardo da Sessa Aurunca (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO) e Carmine Verrillo.
E Giancarlo Giudicianni dove lo mettiamo?

Lui ha ambizioni smodate. È un volitivo. Lo ha dimostrato in tutta la sua vita, partendo da rango di obliteratore di biglietti ferroviari o autoferrotramviari, non ricordiamo bene, arrivando alle alte vette dei commercialisti d’affari che sono un po’ come gli avvocati d’affari, visto che selezionano a monte la propria clientela alla quale offrono, evidentemente, una certa sapienza e anche una assistenza multiservizi.

Giudicianni ha fatto anche il sindaco di S.Maria Capua Vetere ed è stato legato a Francesco Castaldo, deceduto poco più di un anno fa.
La vedova di Castaldo, Annamaria Ferriero, è diventata uno dei punti di riferimento della segreteria politica di Zannini e questo ha ulteriormente rafforzato il rapporto con Giudicianni.
Il fatto che ieri noi abbiamo dato per certa la candidatura della moglie di quest’ultimo nella lista che abbiamo definito “Alì Babà”, messa insieme da Zannini e dall’ingegnere Carlo Raucci, da Maurizio Mazzotti, da Baldassare e compagnia, vuol dire che magari qualche buona notizia renderà fausto anche il ferragosto di Giudicianni.