CASERTA. Acqua contaminata dall’arsenico in zona ex Saint Gobain. Gli enti pubblici chiedono il trasferimento delle sedi

CASERTA  (Tina Palomba) – Le organizzazioni sindacali di alcuni enti ubicati nell’area Saint Gobain per la salvaguardia della salute dei lavoratori hanno chiesto il trasferimento della sede in altra zona di Caserta. E’ successo a seguito del sequestro da parte dei Noe  di 12 pozzi domestici, la cui acqua era contaminata da metalli pesanti, in particolar modo arsenico, noto per la sua elevata tossicità per l’essere umano. Il sequestro è scattato un mese fa in seguito ad una operazione ambientale della Procura di Santa Maria Capua Vetere: per adesso, fortunatamente, non si hanno notizie di persone intossicate dalla sostanza. Però di teme per la salute delle persone.

I pozzi sono tra i comuni di Caserta e San Nicola la Strada e l’acqua è stata utilizzata per anni per irrigare alcune colture ma anche per i giardini di complessi residenziali. Ricordiamo che nell’area Saint Gobain c’è per ironia della sorte “Il palazzo della Salute” sede dell’Asl. Ente che dovrebbe provvedere a fare chiarezza sul punto soprattutto per la bonifica e l’incidenza dei tumori. Nella zona c’è “un’alta incidenza di tumori, specie alla prostata, anche se non si può stabilire il nesso di causalità”, hanno spiegato gli inquirenti.  L’inquinamento dell’area legata all’attività industriale dal 1958 al 1988 Il sequestro è stato disposto in maniera preventiva per consentire ai militari dell’Arma e ai magistrati una indagine più articolata: da stabilire, infatti, come l’Arsenico, chimicamente classificabile come ‘Semimetallo’, altamente tossico e cancerogeno.  La prolungata esposizione all’arsenico può provocare una riduzione delle difese antiossidanti dell’organismo e attaccare direttamente i filamenti di Dna, causando lesioni di vario genere.