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CASERTA. Altra vergognosa proroga alla Ecocar. Meno dipendenti, stessi soldi e “porchetta jr.” va in Ferrari

16 Settembre 2018 - 17:34

CASERTA – Tutti i comportamenti adottati dal Comune di Caserta sono in chiaro contrasto con le norme, ma soprattutto con le raccomandazioni dell’authority anticorruzione. Nelle more, ormai sono avariate queste more tanto sono vecchie, della nuova gara d’appalto, rispetto alla quale, attenzione non ci siamo ancora spesi, ma presto lo faremo, la Ecocar la quale, ricordiamo è stata anche colpita da interdittiva antimafia, che ha subito l’arresto del suo indiscusso patron, al di là di dimissioni farlocche e dell’ampio utilizzo di teste di legno, viene gratificata dell’ennesima proroga, stavolta fino al 30 ottobre. E d’altronde, il mancato rispetto delle leggi, fino ad oggi, ha detto, tutto sommato, bene al Comune di Caserta che, a dispetto di centinaia di accessi della polizia giudiziaria nei suoi uffici, non è che abbia subito granché da parte dell’autorità giudiziaria.

Una città con due dissesti che però gratifica i dirigenti che stanno per andare in pensione. L’ultima prodezza quella di consentire al segretario generale Luigi Martino di “farsi” un paio di giornate a settimane a Piedimonte Matese in modo da rendere ancora più pingue la sua pensione, a dispetto del fatto che lui, a capo della struttura burocratica del Comune, è, quanto meno, oggettivamente responsabile di questi ultimi anni disastrosi.

A nessuno nemmeno per l’anticamera del cervello, men che meno al dirigente di settore Marcello Iovino è passata l’idea logica, seria, responsabile di ridurre, di queste proroghe i corrispettivi ad Ecocar, a fronte della riduzione del personale. No, evidentemente tutto ciò non viene deciso in base all’interesse dei cittadini, ma in base alle relazioni, ai rapporti instaurati tra i dirigenti del Comune, prima Sorbo, oggi Iovino e i vari Sirio Vallarielli, Peppe “la Porchetta” e compagnia. La politica, poi, si accontenta di  “sistemare” qualche povero cristo con contratti stagionali, in modo da potergli chiedere in cambio il voto quando risulterà necessario. Questa è Caserta. Uno, due dissesti. Poi ci sarà anche il terzo, il quarto, perché una città amministrata in questo modo è destinata a diventare non solo l’ultima d’Italia, ma l’ultima d’Europa e del Mondo. Fa bene il figlio di Peppe la porchetta a rendere emblematico tutto ciò, scorazzando in lungo e in largo con Ferrari nera.

 

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