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CASERTA. Ci risiamo: arrivano le Europee e Traettino vuole candidarsi con 5 Stelle. Che intesa sul Macrico con Carlo Marino!

11 Ottobre 2018 - 17:07

CASERTA(g.g.) Ecco qua: si avvicinano le elezioni europee e, quasi fosse il riflesso di Pavlov, quello condizionato, studiato sui cani, che valse allo scienziato russo il premio Nobel, Gianluigi Traettino, attuale presidente dell’Unione Industriali, si vuole candidare.

Siccome lui è amico di Papa Bergoglio, ma il Papa non conosce neppure lontanamente le modalità attraverso cui l’impalpabile presidente dell’Unione Industriali spende il nome del Pontefice, può permettersi di scegliere il partito dove andare. Siccome il nostro non vuole rischiare e intende andare a botta sicura verso gli agi dei ventimila euro mensili, tutto compreso, che si guadagnano a far la spola tra Strasburgo e Bruxelles, ha puntato niente popodimeno che su 5 Stelle.

Da un pò di settimane, stiamo cercando di mettere in guardia il generale Antonio Del Monaco, che riteniamo una persona seria e soprattutto l’unico parlamentare grillino in buonissima fede, che si è impegnato, senza avere certo necessità di sostentamento, perchè ha creduto e crede nella possibilità, molto enunciata da anni e anni dal movimento fondato dal comico genovese, di cambiare questo paese.

La sensazione che abbiamo, però, è che Del Monaco non selezioni con attenzione i luoghi, ma soprattutto le modalità attraverso cui vengono stabiliti i contenuti degli ordini del giorno dei vari confronti istituzionali.

Prendiamo, ad esempio, l’ormai famosa riunione per il Macrico. Lì 5 Stelle ha compiuto un errore madornale nel momento in cui ha deciso di parteciparvi senza un adeguato lavoro preparatorio, condotto orizzontalmente al suo interno e tra le migliaia e migliaia di elettori del movimento della città di Caserta. Verrebbe da dire: usano la rete per ogni minima cazzata, stavolta che poteva essere utile aprire la stessa ai contenuti e al dibattito, non ml’hanno fatto.

Se è vero, infatti, che il generale accompagnato dagli altri parlamenari, a partire dal senatore Agostino Santillo, particolarmente interessato alle questioni relative ai grandi business costruiti grazie all’esercizio della potestà dentro ad un’istituzione pubblica, aveva di fronte a sè il sindaco pro tempore di Caserta e il presidente di Unione Industriali, ugualmente pro tempore, è anche vero che si tratta di due cariche oggi ricoperte da due personaggi che non sono certo estranei alla storia di questa città degli ultimi 20 anni e all’economia, mossa dal cemento più o meno speculativo.

In poche parole, 5 stelle, partito anti sistema, è andato a sedersi con chi “il sistema Caserta” lo ha rappresentato e lo rappresenta ancora come vero e proprio paradigma. Tra le altre cose, Carlo Marino e Gianluigi Traettino sono diventati pappa e ciccia da tempo, e dunque diventa anche difficile definire una linea di distinzione e di autonoma identità rispettosa del significato delle due istituzioni che rappresentano. Se questo per un partito con la mission di 5 Stelle non è sufficiente per ragionare in maniera sensata, logica, prima di sedersi a quel tavolo, allora quelli che dicono che i parlamentari grillini eletti alle ultime elezioni politiche non solo a Caserta ma in tutta Italia, sono i vincitori di una sorta di lotteria, non hanno torto.

I rapporti tra Carlo Marino e Gianluigi Traettino sono pacificati, fluidificati sin dal tempo in cui quest’ultimo, ovviamente, voleva essere il candidato sindaco del centrosinistra alle comunali di Caserta del 2016.

Traettino non ruppe più le scatole e Marino gli stese la mano. Oggi, registriamo che dalla citata riunione sul futuro del Macrico, è stata partorita l’idea stupidissima che più stupida non si può (per comprendere il contenuto profondo del nostro punto di vista CLICCA QUI), di edificare un campus universitario. Il che significherebbe iniettare tonnellate e tonnellate di cemento per una speculazione che, stavolta con piena ragione, è stata già stigmatizzata in partenza da Speranza per Caserta, movimento finito già in rotta di collisione con i 5 Stelle, da loro appoggiati da Apperti, Norma Naim eccetera, alle elezioni politiche.

Scrivi cemento, leggi i soliti imprenditori che, beninteso, legittimamente, fanno il mestiere che noi in una libera e parimenti legittima espressione di opinione, definiamo palazzinari. Perchè se qualcuno nega che a Caserta non abbiano comandato e non comandino ancora, grazie ai quattrini sterminati incassati con centinaia di lottizzazioni a dir poco vergognose, allora è in cattiva fede ed è finanche un pò più cretino del sottoscritto e di noi di CasertaCe che sicuramente cretini lo siamo, perchè ancora stiamo qui a lottare contro questi enormi grumi di potere che si materializzano, dando identità da sempre, ma sicuramente negli ultimi 20 anni, ad ogni amministrazione comunale del capoluogo, in perenne full immersion in un programma di governo fatto di permessi a costruire, edificazioni di supermercati sui terreni dei soliti noti, cioè dei palazzinari, su altre lottizzazioni e sulla dilatazione, ormai a tempo indeterminato di tutte le illegalità, consumatesi attorno ai tanti parchi residenziali, alle tante costruzioni, tutte realizzate senza mai rispettare le norme sui cosiddetti standards, cioè su quella percentuale di spazio fisico e vitale che ogni lottizzatore, tra cui molti amici di Carlo Marino e Gianluigi Traettino deve dedicare alla erogazione di pubblici servizi, di piccole aree pubbliche di intrattenimento, di socializzazione o di esercizio di pratiche all’aria aperta.

Oggi questa saldatura tra il sindaco del capoluogo e il presidente dell’Unione Industriali, diventa una occasione per costruire un ritorno in grande stile dell’economia del cemento, dell’economia dell’illegalità. Perchè altrimenti a nessuno sarebbe venuto in testa questa cosa del Campus universitario, mero strumento che dovrebbe poi rappresentare la foglia di fico a protezione delle vergogne di una mega speculazione edilizia, che i soliti noti sognano da anni di realizzare dentro al Macrico.