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CASERTA. Dopo un anno gli artisti e le maestranze di ‘Settembre al Borgo’ non sono state ancora pagate. L’assessore Casale fa feste, apre discoteche e va in giro con un’auto da 60.000€

31 Agosto 2018 - 13:22

CASERTA (G.G.) – Se tutti quelli, un vero plotone, che attendono da un anno esatto di ricevere il dovuto dall’amministrazione comunale di Caserta quale corrispettivo degli spettacoli realizzati nella scorsa edizione di ‘Settembre al borgo’, dovessero esprimere oggi un punto di vista sulla cifra morale, sulla serietà di questa città, altro che indignazione.
Altro che “città anonima”, così come è stato scritto nella vituperatissima Guida Feltrinelli che ha portato in alto i cuori di tanti fra coloro i quali si svegliano la mattina e l’ultimo pensiero che gli balena tra cervello e cervelletto è quello di vedere cos’altro inventarsi, alle spalle e sulla pelle del popolo bue, per farsi un altro cazzo proprio.
Quegli artisti, ma soprattutto chi li accompagnava, e cioè tecnici, ausiliari, et cetera, non definirebbero questa città semplicemente anonima. Direbbero molto peggio, perché non può essere neanche minimamente credibile una comunità, e soprattutto chi l’amministra, che non mantiengono gli impegni presi contrattualmente.
Non è stato pagato nessuno, e neppure oggi, venerdì 31 agosto, con buona pace del comunicato stampa con cui il Comune ha annunciato l’arrivo, l’accreditamento, dei soldi prestati dalla Regione utili proprio per il pagamento di quelle spettanze, un solo soldo è partito verso i conti correnti degli artisti e delle maestranze.
Alcuni dei cantanti sono rimasti semplicemente amareggiati, anche perché vennero a Caserta con cachet bassissimi, inferiori del 50% o anche di più rispetto a quelli introitati nella tournee estiva dello scorso anno.
Vennero a Caserta in onore della memoria di un loro collega, di un grandissimo musicista che tutti conoscevano e tutti apprezzavano: Fausto

Mesolella.
Diventa ancor più spiacevole, anzi, diciamocela tutta, spregevole, il fatto che una città attiri un gruppo di artisti (ma gli Avion Travel non suonarono, chissà perché) in nome di una causa morale, stimolando la loro sensibilità emotiva che come si sa non è che, al di là delle parole e di qualche concerto di beneficenza, abiti molto nel campo dello spettacolo, e poi li fotta non pagandogli nemmeno i cachet ampiamente decurtati.
Qualcuno, come Teresa De Sio, non l’ha presa particolarmente bene ed ha spedito un decreto ingiuntivo al Comune di Caserta rivendicando il suo diritto ad essere pagata per un lavoro artistico realizzato. Altri hanno subito in silenzio, mandando avanti i loro impresari, e difficilmente metteranno più piede a Caserta a partire da quel Mannarino il quale, ci dicono, è rimasto letteralmente stupefatto.
Un anno per far arrivare i soldi. Ciò significa che non interessava a nessuno nel Comune di Caserta, partendo dall’assessore agli spettacoli Emiliano Casale, che a questo punto deve necessariamente diventare un target da controllare a vista. Invece di organizzare festicciole a bordo piscina ed altre cosine come quella di ieri sera con lui inghirlandato, stile Hawaai, viatico, ci dicono, per l’inizio di un’attività commerciale nuova, una discoteca o una roba del genere, metteva il culetto sul sedile dell’auto e si andava ad incatenare davanti alla Regione, parcheggiando lì davanti la sua Stelvio da 60.000€ in un tempo in cui la fortuna e gli affari gli vanno particolarmente bene in casuale coincidenza con l’assunzione della carica di assessore comunale.
Dicevamo, ad oggi, il dirigente del settore finanziario del Comune di Caserta non ha ancora firmato alcun mandato. La partita sarà chiusa quando effettivamente i soldi arriveranno sui conti correnti degli artisti, non un minuto prima.
Per quanto riguarda l’edizione di quest’anno, poi, una certa impronta, cioè quella cafonal-trash del Casale inghirlandato, si coglie già dalla decisione di nominare Enzo Avitabile Direttore Artistico che, a sua volta, assolda sè stesso come cantante in una delle esibizioni, ovviamente al lordo degli immancabili Bottari. In poche parole, questo artista che ci parla tanto di poveri, di ultimi, di dimenticati, di una società ingiusta dominata da ricchi prevaricatori “si becca” sia il compenso di Direttore Artistico che il cachet della serata. Se a ciò si aggiunge che, evidentemente grazie alla stima che si è conquistato in Regione, Avitabile, nei giorni di ‘Settembre al Borgo’, svolgerà la carica di Direttore anche in un’altra rassegna culturale in quel di Summonte, in provincia di Avellino, il quadro è preciso ed anche molto comprensibile.
Probabilmente quando Avitabile di sera sarà in terra irpina, qua lascerà i Bottari di Portico a presidiare.
Così vivremo anche l’esperienza delle botti che un giorno diventarono tutte Direttori Artistici.
Scherzi a parte, quei coglioni della Feltrinelli, se avessero avuto l’umiltà, la serietà e la pazienza di girare un po’ con noi in questo luogo, altro che ‘città anonima’, avrebbero scritto ‘città manolesta’, ‘città imbrogliona’, ‘città trastolara’, dove leggi, doveri e diritti sono ormai da decenni i grandi assenti.