CASERTA. Il nuovo bando dell’Asl mette a rischio l’assistenza ai bambini autistici. Gli operatori Aba scrivono all’Ordine degli Psicologi
4 Aprile 2025 - 16:04

CASERTA – Il 14 marzo 2025, l’ASL di Caserta ha pubblicato la deliberazione n° 456, che introduce nuove disposizioni per l’erogazione dell’intervento ABA (Applied Behavior Analysis) a favore di bambini e adolescenti con Disturbo dello Spettro Autistico (ASD). Sebbene l’intento della delibera sia migliorare e razionalizzare i servizi, diversi professionisti e famiglie si sono trovati in disaccordo con alcune delle nuove misure e hanno sollevato preoccupazioni riguardo alla continuità terapeutica, la qualità dell’intervento e le modalità di coinvolgimento delle famiglie.
Ne abbiamo scritto ieri IN QUESTO ARTICOLO.
Torniamo sull’argomento pubblicando una lettera (in calce la versione integrale) che un gruppo di professionisti ABA
(psicologi-psicoterapeuti, analisti del comportamento certificati-BCBA e tecnici del comportamento) hanno indirizzato al presidente dell’Ordine degli Psicologi della Regione Campania, Armando Cozzuto, e per conoscenza al direttore generale dell’Asl Caserta Amedeo Blasotti e alla direttrice della UOSD coordinamento di psicologia di base
e
Carlo Ricci.
Una delle critiche più forti riguarda la gestione delle assenze non recuperabili. Secondo il bando, le ore di terapia non erogate per motivi vari, come malattia del bambino o sospensioni scolastiche, non potranno essere recuperate. Questo ha suscitato preoccupazioni tra i professionisti, che ritengono che la continuità del trattamento, essenziale per l’efficacia dell’intervento ABA, venga messa in pericolo. In particolare, l’assenza di una possibilità di recupero delle ore in caso di chiusure scolastiche (come la pausa estiva) potrebbe compromettere il progresso dei bambini, i cui trattamenti sono studiati per essere intensivi e costanti.
Inoltre, la necessità di rimodulare il progetto terapeutico in caso di sospensioni estive, con l’approvazione da parte del neuropsichiatra infantile, solleva dubbi su come ciò possa influire negativamente sulla personalizzazione e l’adattabilità dei trattamenti. La progettazione degli interventi, già adattata alle necessità individuali dei bambini e alle loro specifiche realtà, potrebbe subire interferenze che limitano la libertà professionale degli operatori, i quali si vedono costretti a conformarsi a linee guida e decisioni esterne.
Il bando prevede anche una significativa riduzione delle ore di supervisione, passando da cadenza mensile a bimestrale. La supervisione è uno degli elementi chiave dell’intervento ABA, poiché consente ai professionisti di monitorare costantemente i progressi, adattare gli obiettivi e garantire la qualità del trattamento. Secondo le linee guida internazionali, la supervisione dovrebbe coprire almeno il 5% delle ore di trattamento. La proposta di ridurre le ore di supervisione rischia di compromettere l’efficacia e la qualità del trattamento, mettendo a rischio il benessere dei bambini con ASD.
Anche la proposta di abbassare la frequenza delle supervisioni per le nuove prese in carico sembra inadeguata, considerando le difficoltà quotidiane che questi professionisti affrontano nel garantire un trattamento di alta qualità. La supervisione non è solo una questione di controllo, ma di formazione continua per gli operatori, che devono rimanere aggiornati sulle migliori pratiche.
Il bando stabilisce anche la presenza di due ore mensili di Parent Training, ma solo per professionisti con un Master di I livello o un corso per tecnico del comportamento. Questa restrizione solleva dubbi sia sulla qualità che sulla quantità dell’intervento formativo rivolto alle famiglie. Le due ore mensili potrebbero non essere sufficienti a formare in modo adeguato i genitori, che sono una parte cruciale nel processo terapeutico. Inoltre, la definizione di qualifiche per chi può condurre il Parent Training potrebbe escludere numerosi professionisti esperti, con Master di II livello, che potrebbero invece svolgere un ruolo fondamentale nell’educazione e nel supporto alle famiglie.
Le modifiche previste dalla deliberazione ASL Caserta sollevano anche problematiche per i professionisti del settore, in particolare per psicologi, psicoterapeuti, educatori e tecnici ABA. La riduzione delle ore di trattamento e supervisione, insieme alle difficoltà relative al Parent Training, rischiano di minare la stabilità lavorativa di molti operatori, che si trovano a fronteggiare una crescente incertezza professionale.
La situazione appare preoccupante, poiché i professionisti, che già affrontano sfide quotidiane nell’offrire trattamenti di alta qualità, potrebbero essere costretti a ridurre ulteriormente la loro attività. Ciò potrebbe avere effetti a catena, con la perdita di ore di lavoro e una conseguente diminuzione dei servizi offerti ai bambini e alle famiglie.
Il dibattito riguardo alla deliberazione n° 456 dell’ASL Caserta mette in luce la necessità di un dialogo più profondo tra le istituzioni e i professionisti del settore.