LA LETTERA Luigi Cobianchi: “Dipendenti della Biblioteca di via Laviano trattati in maniera ignominiosa. Malori per il caldo e…”

30 Giugno 2022 - 16:07

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviataci dall’ex consigliere Luigi Cobianchi sulle condizioni in cui è costretto a lavorare il personale della biblioteca comunale di via Laviano

 

CASERTA “Egregio Direttore, le scrivo per portare a conoscenza della Sua Redazione e, attraverso di essa, dell’intera Cittadinanza e degli Enti preposti al controllo le condizioni ignominiose in cui è costretto a lavorare il personale della Biblioteca comunale di via Laviano, addetto alla ricezione dell’utenza e al prestito dei volumi. La postazione di lavoro di questi dipendenti comunali è, invero, collocata in una tensostruttura in acciaio, priva di un adeguato sistema di coibentazione, ma, soprattutto, di impianto di aria condizionata, di talché, in questi giorni, la temperatura interna ha raggiunto valori incompatibili con lo svolgimento di qualsivoglia attività umana”.
“Il problema, ahinoi, non è estemporaneo – dovuto, magari, a un guasto improvviso, a un inconveniente tecnico imprevedibile – bensì annoso! L’Amministrazione comunale dovrebbe conoscere appieno la questione – non foss’altro in ragione delle numerose segnalazioni pervenutele da parte dei dipendenti – sennonché, semplicemente (verrebbe da dire more solito) lo ignora… Con il caldo eccezionale di questi ultimi giorni più di un dipendente ha accusato malori, ringraziando Iddio senza conseguenze gravi, ma non si può continuare a confidare in interventi provvidenziali, avuto riguardo al fatto che, in soggetti non proprio giovanissimi, magari affetti da patologie cardiocircolatorie (come l’ipertensione) o metaboliche (vedi il diabete) l’ipertermia può avere conseguenze addirittura fatali!”.
“Senza dover arrivare a richiedere l’intervento dell’Asl o dell’Ispettorato del lavoro, auspico che il buon senso residuo di chi guida la nostra città induca chi di dovere ad avviare immediatamente le procedure atte a risolvere definitivamente questa situazione insostenibile, valutando, nelle more, l’opportunità di chiudere la struttura, o di creare un diverso accesso, di modo da collocare il personale de quo in locali dotati di aria condizionata o che, quantomeno, per struttura, esposizione, ventilazione e ricambi d’aria assicurino una temperatura interna e un tasso igrometrico a norma di Legge, in rapporto alla particolare destinazione dei locali (anche avuto riguardo al carico da incendio) e al loro uso pubblico.
D’altra parte per un Ente che, da anni, ha stravolto l’Istituto dell’affidamento diretto, rendendo ordinaria una procedura che era – e resta – assolutamente straordinaria, non si vede perché non vi si possa ricorrere una volta tanto in cui davvero sussistono le condizioni di urgenza, addirittura somma!
Grato per l’attenzione riservata alla problematica che Le ho esposto, Le invio i migliori saluti, con l’impegno di tenerLa costantemente aggiornato sull’evolversi della vicenda”.
Luigi Cobianchi