MADDALONI. I cittadini costretti a tenere tonnellate di monnezza in casa e questi si mettono a pazziare con le “pellucce” e con le dispute da bar

29 Giugno 2019 - 19:37

MADDALONI (g.g.)Andrea De Filippo è un politico pieno di difetti. Ma di fronte ad un problema serio, importante, è in grado di sfoderare anche le indubbie qualità che possiede. Una, anzi due: l’intelligenza e una buona struttura di conoscenze amministrative e, più in generale, culturali.

La sfortuna ha voluto che il momento difficile che sta affrontando suo fratello Pasquale, al quale va un grande in bocca al lupo da parte nostra e di tutti i maddalonesi, sia conciso con la prima grande rogna incrociata dalla sua amministrazione.

De Filippo si trova a Siena e lì rimarrà, pare, fino ai primi giorni della prossima settimana. La città e dunque anche la gravissima emergenza rifiuti che l’attanaglia sono governate dai suoi assessori. E’ qui fa irruzione sulla scena uno di quei molti “difetti” di Andrea De Filippo che si riverbera pesantemente in queste giornate ad altissimo coefficiente di difficoltà: il sindaco ha costruito una giunta composta da tante brave persone ma che certo non eccelle in fatto di competenza e di brillantezza dell’azione di governo. Una giunta, fino ad oggi, a dir poco impalpabile.

Da giovedì pomeriggio, i maddalonesi sono costretti a conservare la parte degradabile dei rifiuti, la frazione umida, nelle proprie case. Sono trascorse già 48 ore e non c’è stato alcun contrordine.

Vedete con quale tranquillità abbiamo affrontato oggi la questione? E’ perché si tratta di un fatto troppo serio, troppo delicato per alimentare la bagarre, per collegar retorica alle strane esternazioni agli assessori di De Filippo.

Giggino Bove ci è troppo simpatico. L’ordinanza scritta l’altra sera gliel’avremmo perdonata con un sorriso, se non riguardasse un fatto di altissima delicatezza che lui, invece, affronta con modalità a dir poco estemporanee.

Bove ha cancellato nella sua firma anche la sigla “F.F.”, che sta per “facente funzioni”. Avrebbe dovuto firmare come “vicesindaco FF”, ha firmato come il “vicesindaco”, anzi “Vsindaco”. Ma al di là di questo aspetto divertente e colorato, l’ordinanza sembra un’autentica pulcinellata, si dice ai maddalonesi che siccome c’è in gioco la loro salute, i rifiuti umidi se li devono tenere in casa, a dispetto, aggiungiamo noi, dei 40 gradi centigradi delle temperature di questi giorni.

Viene da pensare che se quella della salute dei cittadini non fosse stata una priorità, il simpatico Giggino Bove avrebbe ordinato di mangiarla la monnezza. Il fatto più inquietante e più preoccupante di questa vicenda è però l’omertà del comune che non spiega ai cittadini di Maddaloni il perché, in prima battuta, la Fir Ecologia “non è in grado di assicurare il corretto conferimento dei rifiuti“, come scrive Bove, e il perché l’altra ditta, cioè la Buttol, titolare del servizio di igiene urbana, non è riesce a conferire la frazione umida alla piattaforma Gesia, società della famiglia casapullese dei Sorbo.

Possiamo dire tranquillamente che una modalità d’informazione di questo tipo non l’avevamo mai incrociata. Tanto surreale, troppo scema, per essere ascritta, secondo noi, a qualche intrigo segreto e a qualche scheletro custodito nell’armadio di quest’amministrazione, ma semplicemente, diciamo così, all’inesperienza, termine che utilizziamo proprio perché facciamo fatica a tirar ceffoni contro Luigi Bove che sicuramente è “un bravo ragazzo.”

Da un assessore all’altro: dopo aver letto un suo post pubblicato su Facebook, abbiamo rivalutato anche il livello di simpatia dell’assessore all’Ambiente Salvatore Liccardo. Un fine umorista, con tanto di invito ironico-godereccio a chi lo attacca di utilizzare meglio il loro tempo magari facendo una “pllucc“, frase che ha scatenato subito la satira dell’opposizione che ha confezionato una sorta di vignetta che ritrae Liccardo insieme al mitico Rocco Siffredi.

Sperare di poter leggere una sola sillaba sul merito, sul cuore dell’emergenza di queste ore da parte dell’assessore deputato, cioè l’assessore all’Ambiente e ai servizi di Pulizia Urbana, rappresenta un pensiero velleitario.

Il post lo pubblichiamo in calce assieme all’ordinanza e vi potrete rendere conto.

Secondo Liccardo, quelli che hanno governato Maddaloni, quelli che si sono fatti gli “affari loro”, ottenendo assunzioni di parenti e amici nelle imprese che erogavano servizi al comune, non hanno neppure il diritto di parlare e di protestare.

Ma qualcuno dovrà pur parlare di questa cosa e qualcuno dovrà pur inoltrare, nel pieno rispetto della sua persona e delaa sua funzione, delle domande a Liccardo. E allora ci prestiamo noi, ci sacrifchiamo noi, che, converrà l’assessore, non abbiamo marchi storici e tare rispetto alle varie stagioni politiche che si sono avvicendate. Visto che da quando esiste, CasertaCe non l’ha fatta buona a nessuno e visto ancora, anzi stra-visto che scrivendo di Maddaloni è saltato un sindaco come Michele Farina, il quale, insieme proprio all’allora assessore ai Rifiuti Salvatore Liccardo, fu uno dei pochi ad essere rimossi dal governo quando, in piena emergenza monnezza, Maddaloni non raggiunse gli obiettivi prefissati nella raccolta. Sempre noi abbiamo contribuito affinché l’amministrazione di Antonio Cerreto durasse quello che è durata.

Poi, ci è dispiaciuto aver determinato, Liccardo lei se ne ricorderà, l’arresto della sindaca Rosa De Lucia, con un’attività d’inchiesta giornalistica a cui non potevamo, per dovere etico, sottrarci.

Dunque, noi siamo al di sopra di ogni sospetto, di tutto ci si può accusare, fuorché di essere amici di un Giacomo Lombardi, di un Gaetano Correra, di un Gennaro Cioffi, i cui voti, però, lei non ha disdegnato alle elezioni dell’anno scorso.

Presentata la nostra lettera di referenze all’assessore Liccardo, ci permettiamo di chiedergli di scrivere un altro post in cui spieghi, prima di tutto, perché la Fir non è in grado di assicurare il corretto conferimento dei rifiuti e perché la Buttol non riesce a conferire la frazione umida alla piattaforma Gesia. Ah dato che c’è, dica a noi e ai maddalonesi fino a quando devono tenersi la monnezza a 40 gradi in casa, per tutelare, così come scrive il VSindaco, senza “FF”, Luigi Bove, la loro salute (sic!).

Non aver speso una sola parola sul fatto specifico, non aver spiegato perché dopo molto tempo siete stati addirittura costretti a chiudere il mercato ortofrutticolo e aver, invece, utilizzato fino allo sfinimento di chi vi ha dovuto leggere in questi giorni, i polpastrelli in una rissa da bar dello sport, rappresenta, e questo Andrea De Filippo, da persona intelligente non può non riconoscerlo, un atto di disprezzo nei confronti dei cittadini e dell’alta funzione che lei, assessore Liccardo, ricopre.

L’ORDINANZA

Il post di Liccardo