MARCIANISE ALLE ELEZIONI. Vabbè, questo vuole fare solo “ammuina”. Allontanati dalla Polizia due figuranti sandwich di Velardi nei pressi dei seggi, dove per non si può consegnare neppure un bicchiere d’acqua

20 Settembre 2020 - 12:25

Degna conclusione di una parabola politico-culturale fatta di una montagna di chiacchiere e di contenuti sempre banalissimi, animati però sempre da una necessità di autenticarsi come un onnipotente fuori quota, figo importante e influente al punto da potersene fregare della legge

 

MARCIANISE – Lungi da noi l’idea di assecondare Velardi, ma una cosa la dobbiamo dire su questa storia dei 25mila guanti di gomma che ieri il candidato sindaco ha detto sarebbero stati distribuiti dai suoi sostenitori davanti ai seggi.

Una parola va detta anche sul fatto che stamattina qualcosa è successo e un paio di persone, addirittura con la maglietta della propaganda elettorale a favore di Velardi, sono state doverosamente allontanate dalla Polizia.

Chi scrive ha sempre sostenuto, in tempi non sospetti, che Velardi è un tipico figlio di questa Italia e di questo Sud, dove i grandi obiettivi professionali si ottengono per motivi diversi da una preparazione meritocratica.

Accade in tutte le categorie e dunque anche in quella dei giornalisti. D’altronde, se abbiamo visto certi giornalisti dirigere addirittura i Tg nazionali, ci sta pure che Velardi sia il numero 3 del quotidiano più antico del meridione.

Affermato ciò, non possiamo liquidare in semplice ignoranza questa storia dei guanti distribuiti da persone che indossano le insegne del candidato sindaco.

Perché anche un semi-analfabeta sa quello che la legge, dunque non Casertace, non gli avversari elettorali di Velardi, non il prefetto, non il Grande Fratello, ma appunto la legge, prevede e regola sui comportamenti da tenere nei seggi elettorali e attorno a questi.

Sin da bambini si sa che là davanti, quandanche in periodo non Covid, non ci si può comunque assembrare.

Sono vietati i capannelli, e non ci si può scambiare nemmeno un bicchiere d’acqua, pena la denuncia per violazione delle leggi in materia di rispetto della regolarità dei procedimenti elettorali.

Dunque, Velardi queste cose le sa, quindi se estremizza, perché a questo punto una violazione della legge, tra le altre cose annunciata su Facebook ieri, deve nascondere un disegno, un piano.

E il piano non può che essere quello della “ammuina”. Siccome evidentemente il suo grado di appeal è sceso esponenzialmente, non per gli articoli di Casertace, ma semplicemente perché i marcianisani l’hanno conosciuto, allora pur di concentrare attenzione attorno al proprio nome, ci mettiamo pure a fare gli eversivi, ciò che nessun altro ha osato fare.

Davanti ai seggi elettorali sono stare anche arrestate delle persone, a causa di strani traffici e per aver tentato di comprare voti.

Queste persone erano ben consapevoli di delinquere, hanno cercato di operare senza farsi scoprire, poi sono state scoperte e amen.

Ma programmare di distribuire guanti, come se lo Stato Italiano e la prefettura di Caserta che sovraintende queste elezioni, non avesse riprodotto a Marcianise le misure di sicurezza e di prevenzione messe a punto nei seggi e attorno ai seggi, sarebbe un fatto veramente grave se non ci trovassimo di fronte al soggetto in questione.

Una provocazione non violenta ci può anche stare. Ci può stare che Pannella e i Radicali si siano fatti arrestare più volte, autodenunciandosi per coltivazione di cannabis.

Ma quelle battaglie, più o meno condivisibili, riguardavano temi universali, di portata mondiale, assolutamente esterni alla sfera di un possibile interesse personale di chi quelle manifestazioni di disobbedienza civile metteva in scena.

Distribuire guanti con ragazzi e ragazze sandwich, che sfoggiano le insegne di un candidato a pochi metri da un seggio, è semplicemente demenziale e denota con chiarezza l’assoluta assenza di idee e contenuti che si cerca poi di compensare con trovate come questa.

Peraltro, le persone che si prestano rischiano realmente una denuncia e dovrebbero dunque dire a Velardi di mettersi lui di persona davanti ai seggi, magari vestito come l’omino Michelin, a distribuire guanti di lattice.

Ma a pensarci bene, durante il lockdown, Velardi si sentiva al di sopra della legge e fu sanzionato dai vigili urbani.

Chissà se anche questa vicenda delle ultime 24 ore indichi una idea dominante nella testa del candidato sindaco; un’idea di onnipotenza che gli consentirebbe di stare al di sopra di ogni legge insieme a quelli che con lui hanno collaborato alacremente, che indossavano i vestiti e le divise della legge, ma ne facevano strage un giorno sì e l’altro pure.