Pestano figlio di un commerciante di MARCIANISE per una partita di coca non pagata, scena muta davanti al giudice

3 Aprile 2025 - 18:37

Ritenuti indiziati per associazione per delinquere di tipo mafioso, cessione di stupefacenti, estorsione e danneggiamento.

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MARCIANISE – Scena muta in aula per i 6 indagati coinvolti nell’operazione dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Caserta, coordinata dalla Dda di Napoli, ritenuti indiziati per associazione per delinquere di tipo mafioso, cessione di stupefacenti, estorsione e danneggiamento.

Dinanzi al gip del tribunale partenopeo Nicoletta Campanaro, Alessandro Del Prete, Anziano Filomena, Antonio Amoriello, Maria Amoriello, Francesco Saverio Chiorri, Francesco Bianco, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Una partita di droga non pagata, questo il motivo, secondo l’accusa, della brutale aggressione ai danni di un 44enne, figlio di un commerciante, di Marcianise. Loro, i venditori, stanchi di aspettare il pagamento hanno dato vita ad un’azione violenta, lo scorso ottobre in via della Pace. E’ quanto ricostruito dai carabinieri
Il

presunto protagonista del raid punitivo, secondo la Dda di Napoli, è Antonio Amoriello, 36enne di Marcianise (nipote di Giovanni Anziano, detto Giannaniello, storico esponente del clan Belforte). E ad affiancarlo nella spedizione
ci sarebbe stato Alessandro Del Prete, 25enne, anche lui marcianisano.

Ai quattro l’Antimafia contesta, in concorso con i destinatari del provvedi- mento cautelare, il reato di
tentata estorsione con l’aggravante del metodo mafioso e lesioni. Il solo Amoriello, invece, risponde di detenzione
ai fini di spaccio di narcotici

L’azione violenta, secondo la Procura di Napoli, è stata promossa da soggetti orbitanti intorno al clan Belforte
e “rientra tipicamente nella strategia di affermazione e controllo del territorio posta in essere dai gruppi criminali
e finalizzata a suscitare il generale clima di timore
”.