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“Strage dei cutoliani”, De Simone accusa il cugino di Antonio Iovine ‘o ninn: sapeva tutto

10 Novembre 2023 - 10:24

Escussione del pentito davanti ai giudici della Corte d’Assise d’Appello.

SAN CIPRIANO D’AVERSA Escussione del pentito Dario De Simone e confronto delle sue dichiarazioni con quelle del pentito Antonio Iovine in merito al ruolo del cugino di secondo grado, Giancarlo Iovine, nel quadruplice omicidio di camorra avvenuto il 22 ottobre 1989 a San Cipriano d’Aversa, nel quale persero la vita il cutoliano Antonio Pagano e tre suoi seguaci Giuseppe Orsi, Giuseppe Gagliardi e Giuseppe Mennillo.

Proprio De Simone ha confermato ai giudici che Giancarlo Iovine era a conoscenza di quanto il clan stesse organizzando perché nei giorni in cui i killer dei Casalesi erano appostati nel suo consorzio, l’imprenditore di San Cipriano era lì presente. Secondo De Simone fu proprio suo cugino Antonio Iovine ‘o ninn ad informarlo del vero motivo per cui quegli uomini erano lì.

Ad ascoltare De Simone, i giudici della Prima Sezione della Corte d’Assise d’AppeIlo del tribunale di Napoli dinanzi ai quali si sta celebrando il processo nei confronti di Giancarlo Iovine. Quest’ultimo era stato condannato a 30 anni di reclusione per la cosiddetta “strage dei cutoliani” (il quadruplice omicidio di camorra venne trattato nel processo Spartacus 1, conclusosi con la condanna all’ergastolo degli esecutori materiali dell’efferato delitto, Antonio Iovine, Giuseppe Caterino e Raffaele Diana).

La condanna di Giancarlo Iovine venne poi confermata in Appello, ma a seguito di ricorso in Cassazione i giudici della Suprema Corte disposero l’annullamento della sentenza di secondo grado con rinvio ad altra sezione della Corte d’assise di Appello partenopea per un nuovo giudizio. Per l’accusa il cugino di ‘o ninn fornì la base logistica ai killer per i loro appostamenti, oltre alle armi utilizzate per la strage.