Zannini silura una delegata regionale ed è di nuovo guerra aperta con Pasquale Corvino

CASERTA – (g.g.) Ancora problemi nel Centro Democratico tra i suoi esponenti più significativi. Stavolta, a far arrabbiare Pasquale Corvino nei confronti di Giovanni Zannini, sarebbe stato il siluramento della delegata in Regione per le pari opportunità, una mondragonese indicata però proprio da Corvino. Con alcuni amici Corvino si sarebbe lamentato del fatto che la lista delle comunali, la quale raccolse 3 mila voti, soprattutto grazie al suo impegno, ha visto vanificarsi la sua forza rappresentativa con l’abbandono di alcuni consiglieri.

Altro rilievo che Corvino muove al consigliere regionale Zannini riguarda lo scarso interesse che questi mostrerebbe per Caserta capoluogo, per il quale avrebbe profuso impegno solo quando c’era da far pressioni sul sindaco Carlo Marino, prima delle elezioni provinciali, affinchè Camillo Federico entrasse in consiglio.

Non ha mai convinto Corvino il rapporto tra Zannini e Antonio Luserta. E’ convinto, il coordinatore cittadino del Centro Democratico, che il consigliere regionale si sia speso molto per la proroga decennale che permette a Luserta di cavare ancora.

Un’azione, quest’ultima non concordata e non coordinata con gli organismi cittadini. Tra le altre cose, Corvino si sarebbe lamentato anche del fatto che queste persone, a suo dire, favorite da Zannini non appartengono al Centro Democratico, partito per il quale l’avvocato mondragonese si è candidato.

Corvino ritiene di interpretare il disagio di altri esponenti provinciali del partito che lamenterebbero una sorta di ambiguità nel posizionamento politico di Zannini che non lavorerebbe per valorizzare i principi e il connotato culturale del Centro Democratico allo scopo di renderne possibile la crescita.

Corvino ritiene anche che Zannini non abbia mai lavorato per costruire un partito ma per determinare una sorta di circolo personale. Nessuna consultazione e nessuna decisione collegiale sarebbe avvenuta prima della nomina di Peppe Scialla a garante per l’infanzia. Ma la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso è proprio quella relativa alla sostituzione della consigliera Piccirillo, indicata dall’assessora ai servizi sociali del comune di Caserta Mirella Corvino.

Il ragionamento che Corvino porta avanti è il seguente: c’è incoerenza tra l’atteggiamento che Zannini ha a Caserta rispetto a quello che interpreta a Mondragone. Mentre nella città capoluogo, infatti, non esiste alcuna dialettica tra Zannini e il partito, a Mondragone invece il discorso cambia e lì non esiste possibilità di esprimere la propria libertà di pensiero.

A questo punto, Corvino chiede un chiarimento politico immediato al segretario provinciale Pino Riccio. Se questo non dovesse avvenire, diventerà difficile la permanenza nel partito dello stesso Corvino e di altre sue componenti.