CASAL DI PRINCIPE Ordinanza comunale per i 14enni in strada dopo la mezzanotte. Ci dispiace per le buone intenzioni del sindaco Corvino, ma sarà l’ennesimo buco nell’acqua…
30 Agosto 2025 - 17:46

CASERTA (pm) – In queste ore tiene banco il provvedimento con il quale il sindaco di Casal di Principe, Ottavio Corvino, ha invitato i genitori a non lasciare i ragazzi sotto i 14 anni in giro e senza la sorveglianza di un adulto tra la mezzanotte e le sei del mattino. L’iniziativa del primo cittadino casalese è stata subito rilanciata dalla informazione che forza ogni notizia alla scalpore come ordinanza che istituisce una sorta di coprifuoco. Fatto che richiama immediatamente alla mente del cronista ben altro precedente dell’anno 1998, quando il prefetto dell’epoca Goffredo Sottile impose la chiusura di bar e circoli di Marcianise dalle ore 22 per un periodo di venti giorni come misura anticamorra a seguito dell’ennesimo omicidio della faida tra i Mazzacane ed i Quaqquarone.
A leggere il testo della deliberazione sindacale (IN BASSO UN ESTRATTO) si capisce immediatamente che si tratta di un guscio vuoto. Di una forma senza contenuto. Intanto non ha il carattere che tipicizza questi atti, che è cioè la cogenza. Sin dall’oggetto si parla di INVITO ai genitori, tutore legale o altro adulto responsabile ad evitare che i minori di anni 14 circolino, sostino o frequentino spazi pubblici e luoghi aperti al pubblico all’interno del territorio comunale senza essere accompagnati dalle ore 24.00 alle 06.00. Mai di obbligo o di dovere, mettiamo. Completa questo quadro velleitario il fatto che non sia comminata una sanzione, mancandone persino i presupposti motivazionali oltre a non essere formalmente ed espressamente prevista. Come posso esser punito se non sono tenuto, ma solo invitato e non obbligato, ad adempiere la condotta disciplinata? E’ credere alla befana confidare nella spontanea adesione alla misura, che per giunta è completamente aggirabile. Basterà alla gioventù casalese sciamare a Casapesenna o a Villa Literno.
E non vogliamo addentrarci nei meandri della competenza legale di un sindaco che pone limitazioni in ordine a diritti fondamentali come quello di movimento che qui viene in gioco, che immaginiamo esigano norme di legge e non semplici provvedimenti amministrativi. E peraltro già si sentono parole in libertà da parte dei soliti Pierini
Di là da questo caso di Casal di Principe, il sindaco Corvino, che pensiamo conscio della inutilità e del fallimento a cui è destinato il suo decreto che al più gli regalerà solo qualche momento di notorietà, ha posto una questione reale.
Il sistema legale ed operativo di disciplina di questi fenomeni, a cui si possono ricondurre la malamovida, il disturbo della quieta pubblica, il baccano, il frastuono delle serate giovanili, è completamente fuori controllo. La difficoltà e l’esasperante formalismo dei controlli, la demotivazione delle polizie municipali e delle forze dell’ordine che vedono frustrati da cavilli di ogni genere gli sforzi operativi, una magistratura ferma con i suoi tempi procedurali al secolo scorso mentre il mondo corre, minano ogni tipo di deterrenza degli organi statuali. Nessuno ha più remore a fare quello che fa per quanto vietato. Una sorta di anarchia accettata come costo sociale.
IL FRONTESPIZIO DELL’ORDINANZA SINDACALE

Ovviamente è un problema politico e bisognerebbe mettere mano e seriamente a tutta la materia. Ma qui siamo al baratro.