Fatti e misfatti della Festa del Crocifisso. L’evento più identitario sentito dai civili e fedeli di MARCIANISE ai raggi X di Casertace

31 Agosto 2025 - 18:48

Il sindaco e l’amministrazione hanno in pratica avocato a sé tutta la gestione del programma civile, che in passato era gestito da un comitato più o meno super partes, costituito dalla parrocchia, e quindi tutto è diventato un fatto di lottizzazione politica

MARCIANISE (g. g.) – Il sindaco Antonio Trombetta è stato considerato fino ad oggi da questo giornale un caso estremo di sindrome da “sindachite cronica”, una malattia che lo ha portato a coprirsi occhi, a tapparsi orecchie e naso, lasciando campo libero, pur di conservare una fascia che porta con sé anche a letto, ai piccoli e grandi assalti all’arma bianca che le unità corsare dei vari Pasquale Salzillo, Stefano Farro, Ricciardi Ciack Video e compagnia pessima conducevano e, purtroppo, conducono ancora contro il forziere dei pubblici danari, allo scopo di orientare tanti quattrini in direzioni di loro comodo.
Però, si sa, la fisica e la chimica hanno le loro convinzioni, che vengono erette al rango di leggi scientiste, le quali ritengono che a tutto ci sia una spiegazione. E questo varrebbe anche per il conglomerato di cellule che hanno generato la vita di Antonio Trombetta: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.

Antonio Trombetta, insomma, a più di due anni dalle elezioni comunali, sviluppa un’espressione da soggetto attivo. Non, beninteso, nei processi amministrativi che contano, quelli delle gare d’appalto, delle concessioni edilizie, lì dove si muovono quattrini con la pala, ma in contesti che comunque contano nella vita dei suoi concittadini.
Finto tonto perché questo stadio biologico è quel che risulta, ad esempio, da certi post serali come quello esilarante del “gattino arruffato che… non miagolerà”, attinto sotto un’auto da colpi di arma.
Ma a Marcianise, più di qualcuno comincia a pensare che Trombetta ci marci e abbia messo a valore studi in “cazzimmologia”, condotti segretamente negli ultimi tempi.
Il grande esordio, il battesimo del fuoco del “nuovo” Trombetta sarebbe stato quello della Festa del Crocifisso, punta avanzata dell’identità cittadina, che mette insieme la fede dei credenti e le azioni degli agnostici che comunque riconoscono a questo evento il tratto unificante di un gradiente identitario che ancora funziona.
Il

sindaco Antonio Trombetta pare aver perfezionato un meccanismo di mercificazione della Festa del Crocifisso, completando un percorso di strumentalizzazione politica iniziato anni fa con Velardi, il quale, però, aveva combattuto una delle tante battaglie per alimentare la sua vanità: quella della proprietà della Corona del Nazareno messo in croce.
Una battaglia, tutto sommato, ingenua, dalla quale Velardi uscì con le ossa rotte e che per noi fu un gioco da ragazzi demolire a calci negli stinchi.

Il sindaco di oggi si mostra molto più scaltro di chi lo ha preceduto. Cosa è accaduto e cosa sta accadendo esattamente?
La politica locale, che non ha più tantissime cose da mettere in campo per conquistare la simpatia e la fiducia dei cittadini, è riuscita addirittura ad arrivare a gestire, togliendo tutti i poteri al comitato organizzatore della Festa del Crocifisso, fino a un po’ di tempo fa organizzato dalla chiesa del Duomo e capeggiato dal parroco Dello Stritto.

Trombetta, ora, di fatto, ha esautorato il comitato, cancellando lo storico contributo che il Comune concedeva al comitato, riducendo il ruolo dello stesso solo alla gestione dei momenti religiosi.
Un’operazione che è venuta fuori da un ragionamento molto semplice: siccome i consiglieri comunali e gli assessori scalpitavano per avere un ruolo centrale all’interno del comitato e non ci riuscivano perché di fatto la gestione era nelle mani della chiesa, Trombetta ha tagliato i viveri alla stessa e se n’è intestato la parte più sostanziosa della festa dal punto di vista economico, ossia quella civile.

Si diceva, molto più furbo di Velardi, che ne fece invece una questione di vanità e di principio, asserendo che la corona d’oro non fosse di proprietà della chiesa ma del Comune, in quanto donata a questi da un nobile e, come tale, da custodire nella cassaforte municipale.
Trombetta ha compiuto un’operazione molto più cinica e pragmatica: ha portato dentro le stanze della politica la gestione della festa.
Ovviamente questa cosa ha attivato gli appetiti di piccoli e medi avvoltoi, tutti collegati ad alcuni politici locali.

Chi sono allora gli interessatissimi alla festa?
Il buon Giovanni Pratillo, lavoratore del settore degli eventi — sulla carta un hobby, che ultimamente sembrava aver messo un po’ da parte, visto che di professione dovrebbe fare invece soltanto il militare.
Come lui ci sono poi tante associazioni che bussano alla porta dell’amministrazione.
Chi sembra brillare particolarmente negli ultimi anni quale attivo promotore di soggetti “addetti ai lavori” è il consigliere comunale Enzo Letizia, il quale ha goduto, nelle ultime elezioni amministrative, del sostegno di un tal Filippo Iodice, personaggio stra-noto nel mondo delle movide e degli eventi casertani per le sue iniziative — in verità mai granché riuscite — e che ha avuto la possibilità di organizzare, per la prima volta nella storia, un evento all’interno di questa festa: la sua Notte Bianca, manifestazione in cui si incassano soldi, dunque a scopo di lucro, e che quindi non dovrebbe per definizione rientrare tra le celebrazioni civili di un evento di grande significato religioso.

E infatti quell’evento scatenò molte polemiche, proprio perché non fu molto chiaro dove e a chi si andassero a pagare i soldi per partecipare alla cena e quali fossero i compiti degli altri operatori che parteciparono alla sua organizzazione.
Quest’anno non solo Iodice la rifarà, ma la rifarà in pompa magna, perché il Comune partecipa addirittura ufficialmente alla riunione organizzativa.
E qui è difficile pensare che Enzo Letizia non stia svolgendo un ruolo per rafforzare l’impronta speculare di questo evento, che fa bene agli interessi di Iodice, ossia di un suo grande elettore.
Questa vicenda ci è stata segnalata dalle associazioni che hanno partecipato all’incontro tenutosi recentemente e durante il quale in molti si sono chiesti: ma questa Notte Bianca come si fa?
A quanto pare si farà. Si fa con il vino donato da un’azienda, il cibo donato da un’altra, con la sponsorizzazione di un’ulteriore impresa.
Va da sé ovviamente che i guadagni saranno nettissimi, evidentissimi per Iodice, il quale potrà sfruttare il movimento di persone legato agli eventi musicali di particolare rilevanza previsti per quel periodo.
Un traino gratuito, visto che, se questi eventi musicali li avesse dovuti organizzare lui, il conto economico della Notte Bianca non sarebbe stato più conveniente per lui.

Nulla di personale nei confronti di questo Filippo Iodice, di cui fino a qualche giorno fa ignoravamo anche l’esistenza.
Ma si tratta di quesiti che poniamo ultimamente al sindaco Trombetta molto spesso, anche per altri eventi: Iodice pagherà fino all’ultimo euro l’occupazione del suolo pubblico?
Domanda importante dalla quale dipende la qualificazione dell’iniziativa.
Più di uno ritiene infatti che sulla festa del Crocifisso sia in atto un’operazione lottizzatoria e spartitoria da parte della politica locale, finalizzata a creare consenso e clientelismo usando un evento che dovrebbe appartenere alla memoria, all’identità della città, fuori da ogni colore e ipoteca della politica.

L’occupazione di tipo militare che quest’Amministrazione, che questo sindaco ormai finto tonto, sta compiendo di un simbolo imparziale e apolitico per definizione segna il rafforzamento di un processo irreversibile di privatizzazione anche dell’identità comune di un popolo.
Quello di Trombetta e dei suoi rappresenta un modello di privatizzazione spartitoria di tutto quello che oggi è pubblico.

Il tutto attraverso il saldo controllo delle procedure di diretta assegnazione di spazi ed eventi.
L’ingresso dei privati nella cosa pubblica non è una bestemmia. Ma c’è modo e modo.
Dovrebbe avvenire attraverso dei bandi pubblici.
Ad esempio: il Comune ritiene la Notte Bianca un evento utile, bello e positivo? O, magari, evitando di inserirla dentro la festa del Crocifisso per i motivi appena detti, si fa un bando e si vede quale ristorante della città presenta la migliore offerta.
E invece no: lo danno in gestione a delle associazioni, a delle società di comodo.
Non fanno mai nulla nel perimetro delle norme e delle regole, come dimostrano diversi altri casi molto simili a quello della Notte Bianca verificatisi recentemente e di cui Casertace ha scritto.