Fatture per operazioni inesistenti: sequestro da 2,5 milioni di euro a 4 società produttrici di posate monouso e ad un ristorante

4 Aprile 2025 - 10:25

Le misure cautelari reali eseguite dalla Compagnia G. di F. di Capua e coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere

NON DIMENTICARTI DI SEGUIRE CASERTACE NELLA COMMUNITY WHASTAPP
CLICCA QUI -> https://chat.whatsapp.com/DAgb4AcxtG8EPlKwcTpX20

CAPUA/PONTELATONE – In data odierna, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura della Repubblica, per oltre 2,5 milioni di euro nei confronti di 5 società, 3 con sede a Napoli, una a Teverola e un ristorante ad Ascoli Picen,o operanti nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti non alimentari, nonché dei rispettivi 5 amministratori di diritto e di fatto, responsabili, a vario titolo, dei reati di omessa dichiarazione e di emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
Le

misure cautelari reali eseguite dalla Compagnia G. di F. di Capua e coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, traggono origine da una verifica fiscale intrapresa a seguito di una mirata analisi di rischio nei confronti di una società a responsabilità limitata semplificata con sede a Pontelatone, produttrice di posate monouso, avente ad oggetto la fabbricazione di altri articoli in materie plastiche.
Gli accertamenti svolti hanno fatto emergere – sebbene nella fase embrionale delle indagini preliminari – sin dalle prime fasi il ruolo di mera “cartiera” dell’impresa verificata, che, priva di una sede effettiva e dei mezzi necessari allo svolgimento di attività commerciale, in poco meno di due anni aveva raggiunto un volume d’affari pari a circa 5 milioni di euro per poi essere posta in liquidazione dopo l’avvio delle attività ispettive.
Nello specifico, la società, omettendo di presentare le prescritte dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e dell’Iva e di effettuare i relativi versamenti d’imposta, emetteva fatture relative ad operazioni inesistenti nei confronti delle altre società coinvolte, destinatarie dell’odierno provvedimento, che, avvalendosi dei predetti documenti fittizi, abbattevano la base imponibile sulla quale determinare le imposte sul reddito e l’I.V.A. dovuta, ottenendo così indebiti vantaggi fiscali.
Gli indagati sono da ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva