IL NOME. Vende latte di bufala a noto caseificio casertano, ma è una truffa

5 Aprile 2025 - 10:00

SAN TAMMARO – Prosegue il processo al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per il caso di Maria Ristaldo, titolare di un’azienda zootecnica di San Tammaro, accusata di truffa.

La donna avrebbe venduto latte di bufala a un caseificio, ma in realtà il prodotto conteneva una grande quantità di latte vaccino, ingannando così il titolare dell’impresa e violando il contratto firmato per la fornitura di latte di bufala. Durante l’udienza, i carabinieri dei Nas hanno presentato nuove prove, tra cui fatture di vendita che dimostrerebbero come il caseificio sia stato truffato.

Gli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo rappresentano la parte civile, mentre l’imputata è difesa dal legale Vincenzo D’Angelo. La prossima udienza vedrà l’interrogatorio dell’imputata, seguito dall’esame dei testimoni e dei consulenti della difesa. La sentenza sarà poi emessa dal Giudice Monocratico Davide Valenziano.

Nel frattempo, nelle scorse settimane, sono stati sequestrati migliaia di quintali di prodotto destinato alla produzione di latticini in alcune aziende del casertano. Il valore dell’operazione supera i 200 milioni di euro, con violazioni delle normative sulla tracciabilità del latte. Il latte sequestrato, destinato alla produzione di formaggi per alcune delle principali aziende del settore, non rispettava le normative europee e italiane.