LA FOTOINCHIESTA CASERTA. Auto contromano in via Mazzini, tavolino selvaggio alla Flora, si sosta a un passo dalla Reggia

CASERTA (Pasman)– Se nei giorni feriali la città capoluogo è praticamente abbandonata a se stessa, in quelli festivi, specie se di bel tempo come in quest’ultimo periodo, diventa il regno di un libero arbitrio che degenera in atti sconvenienti, se non illegali, non quello, dunque, perennemente dibattuto dai filosofi, ma quello per il quale ognuno può fare totalmente ciò che gli pare. Prendiamo semplificativamente il caso di questo 25 aprile, festa della liberazione e facciamone una breve cronaca.

Il traffico, soprattutto nel centro storico, dove tutti si dirigono imbottigliandosi, non risponde a nessuno e a nessuna pianificazione. Gli automobilisti fanno come vogliono, parcheggiando letteralmente dovunque, divieto o non divieto. Macchine in doppie e triple file sono quisquilie, quelle a sbarrare marciapiedi, scivoli per disabili, strisce pedonali o messe in curva come nelle strettoie sono una bazzecola.

Via Mazzini, la macchina contromano

In una prima foto che pubblichiamo, si vede una macchina che ha imboccato contromano, senza colpo ferire, la principalissima via Mazzini, che sarebbe interdetta al traffico. La folla che gremiva la strada anche con carrozzini e bambini sgambettanti non si capacitava ed il commento più urbano che abbiamo potuto cogliere diceva ad un dipresso così “Ma, come ca..o è possibile ?!”. Che dice tutto, se si ammette onestamente che in fatto di circolazione stradale siamo già mediamente ed eufemisticamente tolleranti.

Per moto e motorini, forse perché sono meno ingombranti, si crede che siano esonerati dal rispetto del codice della strada. Nello scatto che pubblichiamo, li vediamo in secondo piano ammassati tra fioriere e panchine di piazza Dante, dove vigerebbe il divieto di sosta, mentre in primo piano è ritratta una pattuglia dei vigili urbani.

La sosta libera non risparmia ovviamente la Reggia, a ridosso della quale la scelta di parcheggiare o meno è rimessa non ad altro che alla sola decisione dell’automobilista. In una ennesima foto vi mostriamo la macchina che ha preferito fermarsi comodamente sul vialetto di accesso alla Flora, anche se ha dovuto scavallare almeno due marciapiedi. Ma vuoi metter la comodità.

Sui venditori abusivi, di cui proponiamo alcune istantanee, ci limitiamo a dire che erano come sempre dappertutto, con le loro cianfrusaglie, tanto nella evocata via Mazzini come in corso Trieste, qui proprio dirimpetto alla sede dei carabinieri forestali.

   

Naturalmente, nella particolare ricorrenza, non poteva che rinnovarsi lo sconcio dei bar più prossimi a Palazzo Reale, che con tavolini e sedie occupano si può dire totalmente il marciapiede su cui si affacciano, impedendo significativamente il passaggio delle persone, specie di quelle che hanno difficoltà a camminare. Questo tema dei limiti di occupazione dello spazio esterno dei locali pubblici è finito in autentica barzelletta. Se ne discute strumentalmente da anni in modo inconcludente, quando basterebbe tracciare a terra delle strisce di delimitazione delle aree occupabili, ove consentito. Ma evidentemente non c’è peggior sordo comunale di quello che non vuol sentire. Intanto, rispetto alla moratoria autorizzatoria imposta per questi allestimenti dalla soprintendenza territoriale del Mi.bact e dalla magistratura, ogni gestore fa un po’ come vuole e come suggeriscono gli affari, in
mancanza di un’attività di controllo adeguata.