MARCIANISE. Il Pd prova a recuperare la faccia, che ha perso da tempo. Il segretario cittadino Raucci risponde per le rime a Velardi. Ecco come andrà a finire

29 Luglio 2019 - 11:26

MARCIANISE(g.g.) Una novità, tutto sommato, c’è, al netto di questa enorme pagliacciata che ha condannato la città di Marcianise a più di tre anni di completa immobilità e ad assistere alla rappresentazione quotidiana di tante, tantissime parole in libertà, che oltre ad aver assorbito, in uno stupidaro quotidiano, sempre più desolante, le poco performanti energie dei protagonisti della politica locale, si è connotato sempre di una sostanziale divergenza, coltivata con cinismo quasi patologico, tra l’espressione, la dichiarazione, lo scritto e la realtà delle intenzioni e degli effettivi comportamenti.

Così facendo, Velardi è riuscito a fare finanche peggio delle non certo brillanti amministrazioni che l’hanno preceduto. E’ riuscito, addirittura, a far rivalutare figure, come quelle dell’ingegnere Fulvio Tartaglione, che questo giornale per anni ha considerato, appendendolo letteralmente al muro, il simbolo di tutto quello che non dovrebbe mai essere nel rapporto tra politica, amministrazione e mondo economico più o meno border line.

La novità, oggi, è costituita da un documento politico, firmato anche dal segretario cittadino del Partito Democratico Angelo Raucci oltre che dal responsabile del movimento Campania Libera Alessandro Tartaglione. Non era mai successo, neppure quando il gruppo consiliare del Pd che era esposto molto nella contestazione delle modalità con cui questa sorta di Caligola, in scala uno a un miliardo, aveva messo pesantemente le mani nelle casse del comune, con una raffica di nomine di consulenti esterni, senza nessun precedente nella storia della città e neppure in quella degli altri comuni della provincia.

Il testo del documento lo leggete in calce a questo articolo. E’ una risposta al solito florilegio di scritti che il sindaco Velardi ha dedicato, in questi giorni, all’iniziativa dei 9 consiglieri comunali di maggioranza, di chiedere un azzeramento della giunta. Facendo riscontro, per il momento, di una nostra valutazione su questi interventi del primo cittadino, tra cui risalta quello fondamentale, che riscrive in larga parte la dottrina nazionale ed internazionale, intitolato “che cos’è la politica“. Una dichiarazione assertiva che neppure Aristotele nel De Republica aveva osato fare. Il trattatello, per il momento accolto dal mare magnum di facebook, è destinato a diventare più importante del Manifesto dei Comunisti e dell’appello ai Liberi e Forti di don Luigi Sturzo.

Per il momento, noi manteniamo fermo il nostro pronostico, messo nero su bianco, poco meno di una settimana fa, nel giorno della richiesta di azzeramento: Antonello Velardi non può fare a meno della carica di sindaco. Non è un problema politico, ma antropologico. Per lui sarebbe una tragedia personale. D’altronde, se non fosse stato così, avrebbe presentato dimissioni vere e non dimissioni barzelletta, funzionali alla necessità di prendere tempo e di sopravvivere.

Se non fosse stato così, non avrebbe mandato a casa la moglie del suo compagno di scuola, a cui aveva fatto un contratto da 100mila euro all’anno. E oggi, se questi “furboni” del Pd manterranno il punto, butterà a mare altri suoi assessori, eccetto tre: la vicesindaca Angela Letizia, la Laurenza e naturalmente Tommaso Rossano. In quest’ultimo caso, per chiudere le tante partite aperte che ci sono sul fronte lavori pubblici e urbanistica.

Questo è.

 

QUI SOTTO LA NOTA DEI SEGRETARI DEL PD E DI CAMPANIA LIBERA

Ad asserirlo i 3 segretari politici in un intervento che pubblico qui di seguito:” Ad una settimana dall’invio di una richiesta ufficiale da parte di 9 consiglieri comunali di un, maggiore coinvolgimento dei gruppi politici nell’attività amministrativa, peraltro già sollecitato in una precedente riunione tenutasi circa 20 giorni fa, le uniche risposte ottenute da parte del Sindaco sono stati tatticismi e delegittimazione che non favoriscono un sereno e costruttivo dibattito politico.

L’ostinata volontà del Sindaco di continuare con azioni provocatorie tendenti a soffocare la naturale richiesta di partecipazione dei soggetti politici che sostengono la maggioranza di governo, ci induce a riflettere. Non sono più accettabili metodi basati sull’offesa, sulla mistificazione e sulla denigrazione di soggetti politici che hanno come unica colpa quella di chiedere, per senso di responsabilità, un maggiore coinvolgimento nell’azione amministrativa.

La programmazione delineata in campagna elettorale è stata finora in gran parte disattesa. I ritardi accumulati stanno determinando l’aggravarsi di tante problematiche che dovrebbero, invece, essere poste al centro del dibattito politico-amministrativo. Consapevoli che senza una profonda, convinta e convincente svolta nelle politiche amministrative si può solo danneggiare una città che ha bisogno di essere governata con efficienza e senza annunci demagogici.

Solo con il supporto, il contributo e la partecipazione di una maggioranza forte e coesa si possono portare a termine le azioni e gli atti amministrativi posti alla base del programma elettorale, in un
clima sereno in cui la Politica ritorni al centro attraverso una dialettica corretta e un confronto costruttivo. I gruppi politici ribadiscono che senza l’apertura formale della crisi politica, risulterà difficile ritrovare un senso per continuare questa esperienza amministrativa.

I Segretari
Angelo Raucci (PD)
Alessandro Tartaglione (Campania Libera)