REGGIA DI CASERTA. “Aperta l’ala dell’800, portiamo il monumento allo “standard Versailles”

18 Gennaio 2023 - 13:00

CASERTA (pasman/2^parte) – All’indomani della recente riapertura al pubblico dell’ala dell’800 degli appartamenti reali, sottoposti ad oltre due anni di restauro, abbiamo iniziato a seguire le reazioni avutesi soprattutto sui siti cittadini che si occupano specialisticamente della Reggia. In particolare su quello diffusissimo e qualificato del conosciuto Nando AstaritaReggiando …e dintorni reali”.

Accanto agli indubbi apprezzamenti, abbiamo costatato non pochi e sorprendenti rilievi critici, variamente motivati, almeno per una parte degli interventi. Per vederci meglio, essendo in gioco la reputazione del museo vanvitelliano e la ingente spesa pubblica impegnata, abbiamo voluto intervistare su di alcuni temi specifici Salvatore Scarfone, studioso e cultore di antiquaria, formatosi all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, peraltro ideatore e curatore del pregevole ed informato sito web reggiadicasertaunofficial.it .

CasertaCe.net: Dr. Scarfone, che cosa pensa dei recenti restauri eseguiti alla Reggia di Caserta?

Scarfone: “La Reggia di Caserta ha urgente necessità di un riallestimento filologicamente corretto delle Sale, al fine di portarle al livello di altri palazzi reali italiani ed europei, dove ciò è stato già fatto e le sale si presentano oggi nello splendore originario. Non sono rari, infatti, i visitatori che si lamentano del fatto che le sale appaiono semivuote e non correttamente arredate. Attualmente si continua ad utilizzare l’allestimento novecentesco che, come dimostrano anche da foto d’epoca, non è certo affidabile ed è stato parzialmente corretto col tempo. Bisogna dapprima condurre studi approfonditi degli archivi, in modo da capire la funzione originaria di ogni sala e poi, rintracciando i vari arredi (in parte finiti anche in altri palazzi e musei italiani), riallestire le sale seguendo le regole stilistiche del tempo.

Ecco alcuni esempi di ciò che andrebbe corretto:

Il trono è poggiato a terra perché manca la pedana. Al trono va ricostruita la tappezzeria rossa con decorazioni in oro.

Il letto di Re Francesco II è attualmente collocato in posizione errata, e va ruotato. Si vede la struttura metallica, che va nascosta con le tende. Inoltre la parte degli imbottiti è da rifare: il materasso è poco alto e poco imbottito, il copriletto non ha decorazioni, il cuscino è di tipo normale invece che a cilindro come nello stile Impero e con, spesso, un ulteriore cuscino di forma più tradizionale poggiato al di sopra.

I tendaggi presenti nelle sale attualmente non sono corretti: alcune tende in seta vanno sostituite con altre bianche, vi sono mantovane sbagliate ed una parte con forma non corretta, mentre le tende di colore bianco inserite di recente, ed i cordoni fermatenda, appaiono fin troppo semplici per un palazzo reale. E bisognerebbe rielettrificare i lampadari, ricostruire i salotti, etc…”

CasertaCe.net: Grazie, pensiamo che gli esempi possano bastare.

Scarfone: “Questi sono solo alcuni piccoli esempi del grande lavoro di riallestimento che va condotto, per portare la Reggia allo “standard Versailles” che si aspettano i visitatori. Inoltre, dato che parte degli arredi provengono dalla Reggia di Portici, attualmente in restauro, è probabile che nel futuro vengano restituiti a quest’ultima, lasciando la Reggia di Caserta ancora più vuota.

Il riallestimento, in ogni caso, è reso più complicato per via dei restauri sbagliati fatti in passato che hanno compromesso l’aspetto degli ambienti della Reggia di Caserta. Foto d’epoca provano, infatti, che nel ‘900 sono stati cambiati i pavimenti inserendo decorazioni diverse o non presenti affatto in precedenza, vi sono tappezzerie differenti, porte diverse, etc. Nel 2012 addirittura sono stati condotti “restauri” dei pavimenti in cui è stata usata resina sintetica sul cotto del ‘700, cosa che lascia esterrefatti”.

CasertaCe.net: E quanto alla nuova sistemazione data alla collezione Terrae Motus, che cosa ne pensa?

Scarfone: “Certamente controversa ed opinabile è l’attuale allestimento della collezione Terrae Motus. Vista la serietà della tematica della Collezione (il terremoto in Irpinia del 1980), inserendola accanto gli arredi delle sale reali, ciò, a mio giudizio, appare non solo come una forzatura, ma sminuisce e diluisce la forza propulsiva delle opere stesse. Inoltre credo siano molto pochi i visitatori che si aspetterebbero di trovare arte moderna in tali sale. Pertanto, a mio parere, Terrae Motus dovrebbe essere collocata in sale dedicate (ve ne sono molte di vuote), non per isolarla, ma per darle il giusto significato. Tali sale dovrebbero essere allestite con foto e video d’epoca in modo da raccontare la vicenda del terremoto in Irpinia, affinché il visitatore si renda conto del profondo significato della Collezione e ne colga tutta la drammaticità. Certamente l’annosa carenza di personale rende impossibile l’apertura di nuove sale museali ma, considerando che nel percorso di visita vi sono anche sale quasi vuote con pareti bianche, potrebbero essere utilizzate per allestirvi Terrae Motus. Nel caso si potrebbero, ad esempio, spostare in altre sale i dipinti facenti parte in origine della Reggia di Carditello, dove probabilmente in futuro torneranno”.

CasertaCe.net: Che cosa pensa della perdurante esposizione della scultura fatta passare, con certezza mai raggiunta, per il piccolo principe Carlo Tito e come opera del Sanmartino?

Scarfone: “La vicenda della scultura di Carlo Tito è controversa, ed è stata oggetto di interrogazioni in senato da parte della ex-senatrice Margherita Corrado. Ciò che si contesta è il fatto che è stato, invano, chiesto alla Reggia di Caserta di esibire prove documentali a sostegno dell’attribuzione dell’opera sia allo scultore Giuseppe Sanmartino che al soggetto principe Carlo Tito di Borbone. Pertanto si rimane nell’ambito dell’attribuzione senza prove inconfutabili, nonostante la Reggia di Caserta affermi che essa sia opera del Sanmartino e si tratti della figura di Carlo Tito di Borbone. Nando Astarita ne ha fatto una battaglia in questo senso”.

E’ ora il caso di concludere. Perciò dica lei, egregio ministro, che pensare di tutto ciò e senza voler affrontare le procelle sindacali, autentica croce di questo museo. E buona visita!

Alcune foto attuali e d’epoca di ambienti della Reggia dall’archivio fotografico di Salvatore Scarfone

Dettaglio, a scopo comparativo, del letto di Josephine Beauharnais, imperatrice di Francia e moglie di Napoleone. Castello di Malmaison