TUTTI I NOMI. DROGA A CASERTA. La DDA vuole condannare Michele Maravita. Per la polizia è proprietario di La Baita, la braceria amata da Geolier e altri vip
27 Febbraio 2025 - 11:10
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Il famoso ristorante ha aperto una sede ad Ibiza, dove vip del calibro di Geolier hanno cenato. Nell’articolo, tutte le richieste del pm
CASERTA – Luigi Landolfi, pubblico ministero della DDA di Napoli, ha chiesto 18 anni di prigione per Agostino Vergone, 14 anni per Michele Maravita – genero del boss Antonio Della Ventura – e 12 anni per Giuseppe Orece. Per altri coinvolti, come Concetta Buonocore, moglie di Della Ventura, e sua figlia Maddalena, è stata richiesta l’assoluzione. Proscioglimento richiesto anche per Vincenzo Carbone, Massimiliano Carponi, Consiglia D’Angelo, Alfonso D’Itri, Pasquale Maio e Felice Tunisino.
Di Michele Maravita tornammo a parlare proprio un anno fa, quando la società che gestisce il ristorante La Baita di Valle di Maddaloni, con una seconda sede ad Ibiza, nella quale ha mangiato anche il rapper Geolier, ovvero la srl che ha in mano la braceria, è stata sequestrata, ai fini della confisca, perché facente parte delle proprietà del cognato di O’
Ricordiamo che il locale non è stato mai chiuso, bensì gestito da un amministratore giudiziario.
Per la questura di Caserta, Michele Maravita “da libero – si leggeva nel provvedimento del febbraio 2024 – è il prosecutore delle strategie del clan, strategie che si risolvono, allora come ora, nella necessaria produzione di ricchezza nonché nella gestione degli affari legati al mercato degli stupefacenti”.
Tornando al processo, secondo le indagini condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia, Michele Maravita è considerato il principale imputato, accusato di aver preso il controllo del traffico di stupefacenti, continuando gli affari di famiglia. Agostino Vergone, ritenuto un suo stretto collaboratore, lo avrebbe supportato, mentre Giuseppe Orece si occupava dei rapporti con i fornitori di droga, soprattutto dalle piazze di spaccio di Napoli.
I fatti risalgono al periodo tra il 2015 e il 2017, quando furono arrestati diversi esponenti del cartello della droga. Tuttavia, le accuse di camorra furono già annullate al Riesame, e Della Ventura, ritenuto vicino all’ex clan Belforte, non è imputato in questo procedimento.
Il processo è in corso al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, davanti al giudice Giovanni Caparco. Nella recente udienza sono cominciate le arringhe difensive, che proseguiranno a marzo.