VERGOGNA CASERTA. L’85% dei vigili urbani è sta negli uffici. Solo un’auto e tre vigili in servizio per strada. TUTTI I NUMERI
4 Aprile 2025 - 19:03

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Abbiamo evitato stamattina di indignarci per tutto quello che è successo dopo che i Vigili del Fuoco hanno dichiarato pericolante uno stabile di via Napoli. IN TRE PUNTATE vi racconteremo che succede all’interno del Comando. Promozioni, carriere, titoli, concorsi e quelli delle strisce blu…
CASERTA (G.G.) – I Vigili del Fuoco hanno certificato lo status di pericolante di un immobile sito in via Napoli (o via Renella, che dir si voglia), a pochi metri di distanza da piazza Sant’Anna. La zona è stata recintata e via Napoli è stata chiusa al traffico.
Le auto e tutti gli altri veicoli sono stati convogliati lungo via Cesare Battisti. Ovviamente, ne è derivata la chiusura dell’ingresso ordinario a quest’ultima strada da via Roma.
Stamattina è successo letteralmente il finimondo. All’ora di apertura delle scuole, si sono formate code come da anni non se ne vedevano in questa pur caotica zona della città capoluogo.
Pensate un po’, si sono bloccati due sottopassi. Sia quello che immette, attraverso viale Ellittico, alla Statale Appia e alla stazione, sia quello che conduce a viale Carlo III. Lì si è creato un vero e proprio imbuto, una massa informe di auto che hanno impiegato ore per liberarsi dall’ingorgo che ha interessato, incredibile ma vero, anche un significativo tratto dello stesso viale Carlo III.
In tutto questo non si è visto un vigile urbano. Riteniamo che un fatto del genere sia realmente inimitabile da nessuno degli 8mila Comuni italiani.
Invece di esprimere il solito moto di indignazione nei confronti dell’amministrazione (che, figuriamoci, ai vari Carlo Marino, Franco Biondi e compagnia, da un orecchio entra e dall’altro esce), abbiamo deciso di attendere qualche ora per informare i casertani sui numeri vergognosi che connotano l’organizzazione dei vigili urbani del capoluogo.
Già in passato dovemmo fronteggiare una querela dell’allora comandante Alberto Negro perché avevamo scritto un articolo nel quale utilizzavamo il termine “imboscati”.
Vabbè, definiamoli vigili urbani e basta.
Ma i numeri non sono un’opinione, né il discrimine di una sensibilità sociale, culturale, politica. Sono numeri e basta. Ad oggi, 4 aprile 2025, il corpo dei vigili urbani di Caserta può contare su 53 effettivi. Ora tenetevi forte. Di questi 53, solo 8, ripetiamo 8, ossia il 15,09%, fa servizio nelle strade della città.
Questi 8, evidentemente figli di un dio minore e non raccomandati, sono suddivisi in 5 turni di servizio. In poche parole, i vigili urbani posti a presidio delle strade di Caserta sono 3 con una sola auto al lavoro.
In ogni minuto delle 24 ore di una giornata, c’è una sola auto a presidio dell’intera città con 3 vigili urbani, roba che non capita neppure in un Comune di 5mila abitanti.
Mentre di giorno i 3 possono rapportarsi a un ufficiale di servizio che coordina dalla sede il loro lavoro, di notte neanche questo hanno a disposizione, perché l’ufficiale di servizio è solo reperibile a casa sua, dove dorme beatamente.
E l’altro 85% dei vigili, gli altri 45, dove stanno? Allacciate di nuovo le cinture: 28 di questi sono stati dichiarati negli anni inabili al lavoro stradale dal medico o dai medici del Comune. 28 su 53, cioè il 52,83%, è inabile per malattia o prepensionamento.
Questa roba ci ricorda la famosa storia dei forestali della Regione Sicilia.
Ma è mai possibile che un’amministrazione comunale possa tollerare che più di un vigile su due non sia a priori utilizzabile per presidiare la città e per svolgere il servizio principale, quello che i cittadini percepiscono maggiormente? Dunque i 28 sono infilati negli uffici di viale Lamberti.
Ne restano 17. Per questi la comandante facente funzione, Maria Luciana Spissu Mele (sarda, vedova di Franco Del Vino, deceduto da qualche anno e in passato a sua volta capo della Polizia municipale di Caserta ai tempi delle sindacature di Luigi Falco), ha creato 4 sezioni amministrative o para-amministrative: “Segreteria del comando”, “Videosorveglianza e Privacy”, “Gestione risorse umane” e “Scorte e Protezione Civile”.
Come se non bastassero tutti quelli che vegetano negli uffici super clientelarizzati di una Protezione che di Civile ha ben poco.
I 17, al limite, possono anche fare servizio stradale, ma non hanno mai svolto un minuto di compito ordinario. Compaiono soprattutto quando si tratta di intascare soldi di straordinario.
Questa è la prima puntata. Nella seconda ci dedicheremo allo strano, anzi stranissimo caso, della comandante facente funzioni, tenente colonnello Maria Luciana Spissu. Una storia di requisiti e tanto altro ancora. Poi, in una terza puntata, un altro strano caso che si verifica all’interno dei locali della sede dei vigili di Caserta, in alcune stanze in particolare, quelle che si occupano dei reclami delle contravvenzioni per la sosta vietata comminate attraverso i vigilini delle strisce blu.