CHE FENOMENI ALL’ASL CASERTA. Anche la società dei distributori di caffè e snack becca l’interdittiva antimafia

31 Maggio 2022 - 13:18

CASERTA (l.v.r.) – Dopo la notizia data in esclusiva da CasertaCE sull’interdittiva antimafia subita dal Consorzio Nestore, gestito da Pasquale Capriglione, indagato nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia, supportata nelle operazioni dalla Squadra Mobile di Caserta, relativamente ad appalti truccati e infiltrazione camorristica nella galassia dei servizi sociali, nel giro di poche ore un nuovo provvedimento dello stesso importante e pesante valore arriva nei confronti di un’azienda che ha vinto appalti e che gestisce servizi all’interno dell’Asl di Caserta.

Infatti, il 20 aprile la prefettura di Napoli ha confermato la decisione presa già il 23 dicembre scorso e cioè l’interdittiva antimafia nei confronti della società Sigma di Casoria, che per l’azienda sanitaria di Terra di lavoro si occupa della gestione dei distributori automatici di cibi e bevande in tutti gli ospedali, gli uffici e le strutture casertane sotto il controllo dell’Asl.

La Sigma ha operato a Caserta e provincia sin dal 2013 con un contratto di cinque anni. Ancora una volta i ritardi e le lentezze clamorose nelle operazioni gestite in via Unità Italiana hanno provocato un allungamento del contratto di ulteriori 4 anni. Infatti, il rapporto che avrebbe dovuto concludersi nel 2018 è arrivato fino ad oggi, 31 maggio 2022, proseguendo in proroga, come spesso avviene, nelle infinite more della procedura della nuova gara, bandita con colpevole ritardo dall’ASL solo nel novembre 2019.

Al centro dell’interdittiva antimafia della prefettura partenopea ci sono le misure cautelari emesse dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli lo scorso 22 ottobre, su richiesta della Dda, in un’indagine relativa al clan camorristico Cimmino-Caiazzo. Il coinvolgimento della società Sigma sarebbe motivato dalla presenza nell’ordinanza di Guido Galano, socio ed ex consigliere dell’azienda e fratello del legale rappresentante dell’impresa, Nunzio Galano, dimessosi dalla carica dopo la notizia dell’ordinanza.

Secondo quanto emerso dalle indagini, Guido Galano sarebbe stato socio di Alessandro Esposito, imprenditore ritenuto affiliato al clan e imputato per associazione a delinquere di stampo mafioso. Un rapporto che avrebbe visto Galano favorito negli appalti per il servizio di distribuzione bevande e alimento nel Policlinico e al Cardarelli proprio assieme ad Esposito, quest’ultimo ricevitore di diverse tangenti e dei una richiesta di Guido Galano affinché potesse evitare di pagare un’altra estorsione. Ai due Galano, inoltre, viene attribuito un rapporto anche con il clan Moccia di Afragola, città dove ha sede la sede operativa di Sigma.

La società napoletana aveva provato a fermare l’interdittiva antimafia, facendo ricorso al Tar. Ma i giudici hanno confermato il provvedimento, specificando come plausibile la sudditanza di Guido Galano rispetto alle richieste estorsive mai denunciate, nonostante il Riesame abbia valutato come non consapevole l’imprenditore che quel suo comportamento stava agevolando gli interessi criminali negli appalti del Policlinico, escludendo, tra l’altro, l’aggravante camorristica.

L’ASL ha preso quindi la decisione di chiudere in maniera definitiva il rapporto con Sigma. Si tratta comunque di un provvedimento, quello preso dalla struttura sanitaria guidata da Ferdinando Russo, anch’egli di Casoria, che avviene dopo oltre un mese rispetto alla conferma dell’interdittiva antimafia spiccata dalla prefettura di Napoli già il 23 dicembre 2021, ed è provocato dalla gestione malsana di appalti e commesse milionarie all’Asl di Caserta.

Le gare dell’azienda sanitaria della nostra provincia sono infatti macchiate dal continuo utilizzo delle proroghe extracontrattuali, in questo caso della durata di quattro anni, che si traducono in una fattispecie di affidamento senza gara, comportando la violazione dei principi comunitari di libera concorrenza e parità di trattamento, come spiegato benissimo dall’Authority anticorruzione in una dei tanti pronunciamenti sul tema.

CLICCA QUI PER LEGGERE LA DELIBERA