MACRICO. La deriva consumistica e speculativa dell’area e la città che non vi si arrende

27 Giugno 2026 - 18:39

Caserta (pm) – Con la storiella del bisogno dei casertani dell’ intrattenimento e del verde, l’area del Macrico ha da tempo preso una piega consumistica e speculativa. Solo che, se i bisogni sono veri, la risposta della proprietà della superficie – oggi rinaturalizzata – e di chi le gira attorno è fallace e interessata, per quanto ammantata di un ecologismo e di un comunitarismo inventati e alimentati ad arte per giustificare un intrattenimento svagato e prettamente affaristico.

UNA RAPPRESENTANZA DELLO STORICO COMITATO MACRICO VERDE CHE DA OLTRE UN VENTENNIO SI BATTE PER IL RICONOSCIMENTO DEL MACRICO COME AREA INEDIFICABILE A VERDE INTEGRALE

La volta scorsa, a fronte di una narrazione edulcorata di quanto si sta facendo nel terreno vescovile, abbiamo dato conto dell’esposto inviato alle autorità competenti da parte di un residente. Questi ha denunciato la “caciara” determinata dalle manifestazioni che vi si tengono da tempo e che, nei progetti, dovrebbero proseguire ancora a lungo.

Oggi riportiamo le considerazioni in proposito di Stefano Angelone, noto attivista ed esponente casertano di Pax Christi, il movimento cattolico internazionale per la pace. Le sue riflessioni prendono spunto da una visita che ha appena compiuto al Macrico, un’area che lui ricordava in un cero modo, del tutto diverso.

L’AMARA RIFLESSIONE DI STEFANO ANGELONE