CASERTA. L’INCHIESTA. Milioni di euro gestiti dal trio Marino-Biondi-Iovino senza fare una sola gara in 5 anni. I rifiuti umidi meglio dell’oro

21 Gennaio 2021 - 17:33

PUNTATA 1. Dobbiamo necessariamente difenderci da attacchi onestamente ingiustificati, spiegando – a questo punto con una cronologia storica dettagliata – perché non solo noi, ma tutti i mezzi di informazione e tutte le persone di buona volontà dovrebbero interessarsi di vicende simili. Noi quelli di Gesia non li conosciamo e chiediamo loro da anni risposte che non arrivano mai

CASERTA (g.g.)Gesia, l’azienda che si occupa di smaltimento dei rifiuti mediante trattamento biologico, si è comportata esattamente come si è comportato una serie di soggetti che, di fronte allo sforzo generoso, e soprattutto generoso nei loro confronti e dei loro diritti, non ci hanno ripagato con la confutazione, con una o più repliche alle tesi espresse, seppur più volte da noi richieste, esortate fino alla preghiera, bensì utilizzando l’arma, a nostro avviso intimidatoria della querela oppure, nel caso specifico di Gesia, di una citazione in sede civile.

Noi, ovviamente, riconoscendo il pieno diritto di questa azienda a svolgere l’azione che a suo avviso va a tutelare la propria immagine nelle sedi giudiziarie, siamo assolutamente sereni perché, come in tutti gli altri casi, abbiamo associato la ragione sociale di un’impresa ad una serie lunghissima di fatti che abbiamo puntualmente documentato, offrendo ai nostri lettori le versioni integrali degli atti amministrativi che costituiscono i citati fatti.

Noi conosciamo i soci, i dirigenti di Gesia solo ed esclusivamente in fotografia. Anzi, a dire il vero, l’unica fotografia che abbiamo è quella di Luciano Luca Sorbo e la possediamo solamente perché il Sorbo, anni fa, svolse attività politica all’interno dell’amministrazione comunale della natìa Casapulla. Mai l’abbiamo incontrato, mai abbiamo discusso al telefono o tramite social media. Noi prendiamo gli atti amministrativi, li studiamo e li commentiamo. Meriteremmo la confutazione, ci ripagano con l’intimidazione.

Sapete perché abbiamo deciso circa due anni e mezzo fa, nell’autunno 2018, di tornare ad occuparci le vicende riguardanti lo smaltimento della frazione umida dei rifiuti? Non solo perché il 31 luglio, quel fuoriclasse del dirigente comunale Franco Biondi aveva sostituito Gesia, la quale aveva chiesto di ritirarsi quando, per pura coincidenza, fino a prova contraria, si trovava in uno status di concordato preventivo e dunque dentro la procedura fallimentare, con Sorgeko, in pratica una Gesia 2 perché i soci erano fondamentalmente gli stessi, ma perché questa vicenda a dir poco sconcertante era l’ultima di una serie incredibile di fatti, di situazioni, di contesti che a loro volta offrivano spunti meritevoli non solo della rivendicazione del sacro diritto di cronaca, gemmato dalla libertà di espressione costituzionalmente garantita, ma anche del dovere che sentiamo. E allora ce le vogliamo concedere quattro o cinque puntate per ricostruirla davvero dall’inizio o da quello che potremmo definire “l’ultimo inizio” della storia che ha una data a nostro avviso ben precisa: 2 marzo 2016.

In questo giorno in cui  il comune di Caserta affida il servizio di smaltimento mediante trattamento biologico dei rifiuti urbani alla Gesia, codici CER 20.01.08. e 20.02.01, corrispondenti rispettivamente alla frazione umida urbana e al trattamento di sfalci e potature. Passano alcuni mesi e con una Pec la stessa Gesia chiude unilateralmente il rapporto con Palazzo Castropignano, bloccando lo scarico dei camion Ecocar all’ingresso della loro piattaforma. Siamo al 15 e 16 settembre 2016 e questa storia finirà con una citazione in giudizio della ditta dei Sorbo al comune di Caserta. (CLICCA PER LEGGERE LA DETERMINA DI OTTOBRE 2016 CON IL RIFERIMENTO ALLA GARA DI MARZOANCHE L’INCARICO ALL’AVVOCATO COMUNALE PER LA CITAZIONE IN GIUDIZIO).

Da questo momento, cioè da quasi 5 anni a questa parte, questo servizio fondamentale per la città di Caserta, ad esclusioni di poche e particolari indagini di mercato compiute dall’ufficio Ambiente ed Ecologia del comune, viene esercitato senza un titolo ortodosso e solo e solamente l’applicazione indiscriminata, stabile e annosissima dell’istituto della proroga. Al riguardo, più magistrature e recentemente anche l’Autority nazionale anticorruzione si sono espresse in maniera perentoria relativamente ai limiti di applicazione del citato istituto.

In pratica, si è andato avanti solo a colpi di proroghe dirette ad unica impresa o con massimo due aziende concorrenti nelle procedure di mercato di Marcello Iovino prima e Biondi poi. Solo citando le prime in ragione cronologica, settembre 2016,  si capisce bene quale sia stato il sistema utilizzato che poco ha avuto a che vedere con la straordinarietà, con l’eccezionalità che tutte le magistrature hanno sancito come elemento insostituibile, inemendabile per l’applicazione di questo istituto.

Per ora, solo per ora, ci fermiamo al 2016. Per aiutare la comprensione di quello che avete letto e che leggerete siamo costretti a suddividere in puntate questa nostra inchiesta, con la promessa di arrivare fino alla fine del 2020, così da raccontare al meglio Caserta e il rapporto con la monnezza nell’ultimo quinquennio.