Il sindaco di SAN MARCELLINO Colombiano ormai gemello siamese di Giovanni ZANNINI, si aggiudica 20 milioni di euro di appalti della Regione Campania. E al comune di MONDRAGONE…

21 Maggio 2020 - 17:28

Credeteci, lo facciamo per amicizia nei suoi confronti. Sta decisamente esagerando

CASERTA (gianluigi guarino) – Solo i nostri lettori, per altro non pochi, di Mondragone conoscono e, soprattutto, hanno letto da qualche anno a questa parte il suo nome nei nostri articoli. Dunque, la declinazione delle sue generalità non costituirà, in prima battuta, un elemento di stimolo a chi nutre interesse per una notizia che poi si svilupperà in un perimetro molto più ampio rispetta zona dell’unica e (purtroppo) malandata riviera di questa provincia.

Salvatore Catanzano. Questo è il nome. Noi lo conosciamo bene come lo conoscono bene tanti cittadini mondragonesi. Ma noi non siamo mondragonesi. Per cui, è evidente che qualche mondragonese ce l’abbia fatto conoscere, se non direttamente, quantomeno nell’articolazione delle funzioni che esplica da tantissimi anni all’interno del comune. Questo qualcuno si chiama Giovanni Zannini. Il sottoscritto non sta violando la regola d’onore sulla riservatezza delle fonti e d’altronde può contare su decine e decine di persone che a questo giornale forniscono dritte, spunti e che dormono tranquillissime perché mai nessuno potrà realmente ricostruire il percorso che conduce alla loro identità e alla conseguente identificazione. Ma in questo caso il nome di Zannini noi lo dobbiamo fare. E’ una questione di lealtà nei confronti dei nostri lettori.

Catanzano è, infatti, dirigente dell’Ufficio Tecnico ed è stato sempre additato da Zannini come il primo responsabile della mala amministrazione comunale capeggiata da Giovanni Schiappa. Un sindaco, una giunta e una maggioranza di cui il consigliere regionale si è riuscito a sbarazzare grazie anche, ma sarebbe meglio dire “grazie soprattutto”, all’incessante azione concretizzatasi in migliaia di articoli, tra gli anni 2012, 2013, 2014, 2015 e 2016, di questo giornale super letto, super seguito a Mondragone (ma non solo). E allora se oggi vediamo che Salvatore Catanzano mette a disposizione di Zannini e dell’amministrazione comunale che avrebbe dovuto imprimere una svolta  di legalità rispetto all’agire di quella che l’ha preceduta, il proprio braccio armato per fare cose finanche peggiori rispetto a quello che si consumavano precedentemente, noi ci sentiamo presi per il culo. Perché se Catanzano non era buono e non aveva una moralità adamantina ai tempi di Schiappa, vorremmo sapere perché è diventato buono oggi. Ma forse l’unico problema di Giovanni Zannini non era rappresentato, come ci ha fatto credere, dalla volontà di imprimere un cambiamento e una crescita del livello morale della città attraverso le azioni di chi la governa, voleva solamente sostituirsi a chi c’era prima per potersi giovare dei servigi del Catanzano e dei Catanzani della situazione.

Tutto questo per dire che ancora una volta, purtroppo, dobbiamo avvertire, accendere la spia rossa al nostro amico Giovanni, che tale resta, a prescindere da un’ormai ampia e distante divaricazione dei nostri reciproci punti di vista sul valore e sul senso della politica e sul valore e sul senso della vita. Lo abbiamo già fatto in un articolo della scorsa settimana (CLICCA QUI PER LEGGERE), lo rifacciamo oggi partendo dalla stessa argomentazione: a nostro avviso, il suo rapporto con il sindaco di San Marcellino Anacleto Colombiano è improprio, al limite dell’inquietante.

E passi per l’appalto milionario, finito sotto la lente d’ingrandimento del Tar a cui si è appellato uno degli altri concorrenti della procedura, che Colombiano, sindaco di un comune di questa provincia, si è aggiudicato a per i lavori sulla strada San Paolo, ricadente nel territorio di Falciano del Massico, con un primo cittadino divenuto satellitare rispetto alla potestà esplicitata da Zannini quale consigliere regionale, passi pure per quell’autentica follia, sulla quale la corte dei Conti dovrebbe intervenire senza remore, che ha portato alla creazione ad-hoc della carica di vicepresidente dell’assemblea dei sindaci (o dei loro delegati) del Consorzio Idrico di Terra Di Lavoro, con contestuale e lauta remunerazione. Però, quando è troppo, è troppo.

Questa roba che ci ha indotto a scrivere la premessa su Salvatore Catanzano è veramente una porcheria esagerata, ecco perché abbiamo scritto nel nostro primo articolo, datato, come detto, settimana scorsa, giovedì 14 maggio, all’amico Giovanni Zannini, che pure non essendo noi deboli di stomaco, perché ne abbiamo viste tante e tante in questa provincia, in cui una mentalità dominante ha in pratica neutralizzato, devitalizzato, reso impercettibile e impercepito il concetto di corruzione, sta esagerando, sta pisciando fuori da un vasino e che così facendo, oggi o anche domani, andrà ineluttabilmente a sbattere contro gli scogli.

Si tratta di un’altra gara d’appalto a cui partecipa ancora Anacleto Colombiano, il quale, da una parte fa il sindaco di San Marcellino, dall’altra fa incetta di affidamenti in altri comuni della stessa provincia. Questa storia di Mondragone va raccontata con calma, con un articolo specifico che pubblicheremo tra stasera e domani.

Domanda: ma Anacleto Colombiano, prima di fare il sindaco di San Marcellino, quanti appalti pubblici si era aggiudicato?

Non lo sappiamo, metre sappiamo quelli che si sta aggiudicando oggi, a Mondragone, a Falciano del Massico e non solo. Perché il botto forte il sindaco Colombiano lo ha fatto in un altro contesto istituzionale, rispetto al quale esiste comunque una relazione funzionale, amministrativa tra l’ente che lui governa, cioè il comune di San Marcellino, e l’ente, in cui Zannini è uno dei principali protagonisti, che all’imprenditore privato Anacleto Colombiano, attribuisce decine e decine di milioni di euro di lavori pubblici.

Acamir. E mo’ che cazz è sta roba? Una frazione mediorientale di Agadir? No, è un altro pozzo senza fondo della regione Campania. E’ l’agenzia che si occupa della mobilità, del trasporto e delle reti nella nostra regione. Tra le imprese di fiducia di Acamir ci sono sia la A.C. Cooperativa Sociale, con sede a San Marcellino, sia la A.N.C. Costruzioni, con sede legale a Roma in via Leonina e sede amministrativa ad Aversa, in via De Nicola.

Il cda della Cooperativa è formato dal presidente Vincenzo Colombiano, fratello di Anacleto, dal figlio di questi, Nicola, 24 anni, mentre la fidanzata del nipote (il figlio di Vincenzo), giusto per non farsi mancare nulla, è stata eletta nel consiglio comunale di San Marcellino, e da Emilio Belfiore, sul quale, se avremo tempo, svolgeremo una rapida “indagine identitaria”. Beninteso, chiamandosi A.C., Anacleto Colombiano ha voluto chiaramente far capire chi comanda poi veramente, dato che si tratta delle iniziali del nome e del cognome del sindaco di San Marcellino. Ora veniamo alla A.N.C. Costruzioni srl. Stavolta il prode Anacleto è presente in prima linea, ricoprendo la carica di amministratore e legale rappresentante. Nella compagine societaria c’è anche il primo fratello Sabato Daniele Marcello e il secondo e già citato Vincenzo, che confluiva nella A.N.C. attraverso una cessione di una sua azienda.

Torneremo sull’argomento, approfondendo molte delle sue articolazioni, quelle che riteniamo più importanti, però la struttura della notizia ve la diamo già oggi. L’Ati (Associazione temporanea d’impresa) formata da Tecno Parking e A.N.C. Costruzioni si è portata a casa un appalto per un importo di 7 milioni e 500 mila euro, con un ribasso vincente di poco meno di 170 mila euro, che mette a disposizione di Colombiano e del suo socio la bella cifra di 7 milioni e 332 mila euro, come si evince chiaramente dal verbale di aggiudicazione da leggere in calce a questo articolo.

Stiamo cercando, poi, la documentazione formale, leggasi verbale di affidamento, relativa ad un’altra gara, rispetto alla quale, però, possiamo già essere sicuri dell’esito, e rispetto alla quale abbiamo già reperito un “verbale di gara“. Si tratta del secondo lotto di interventi finalizzati alla manutenzione di non meglio precisate strade (anche questa genericità in un atto pubblico non è accettabile) della provincia di Avellino. In questo caso, a vincere è stata un’altra Ati, formata da Ac Costruzioni, cioè da Colombiano, da Anc Costruzioni, cioè sempre da Colombiano, e da Traffitek, la cui identità andremo a controllare (una cosa alla volta), per un valore di 12 milioni di euro.

Ricapitoliamo: gara a Falciano del Massico al momento ancora sotto la lente d’ingrandimento del Tar ma comunque aggiudicata a Colombiano. Il “braciolone” della gara d’appalto di Mondragone che vi andremo a spiegare nel dettaglio stasera, al massimo domani. L’invenzione di una carica inesistente all’interno del Consorzio Idrico, che è un carrozzone subissato di debiti. E ancora, due gare per due distinti lotti per lavori stradali in provincia di Avellino, per un importo complessivo di circa 20 milioni di euro.

Zannini deve candidarsi alla Regione, Colombiano è schierato in primissima linea in suo sostegno e fa mambassa, non di appalti privati, frutto di una decisione libera e autonoma di una persona o di un’impresa di diritto privato, per l’appunto, ma di altri comuni della stessa provincia in cui Colombiano svolge anche la funzione di sindaco e di quella Regione Campania di cui Giovanni Zannini è consigliere.

Amico Giovanni, diamo per scontato che tu non ci azzecchi nulla. Ma questa convinzione può fondarsi solo quando il giudizio è fortemente venato dall’emotività dell’amicizia. Perché tutti gli indizi, e tu che sei un ottimo avvocato penalista lo conosci bene, congiurano contro di te. Questo qui, in pochi mesi, ha “preso” circa 25 milioni di euro di lavori pubblici e con la gara di Mondragone aspira superare i 30 milioni. Che dici? ‘Sta cosa è accettabile, dato che si tratta di un sindaco e di un sindaco che tu porti da qualche anno in un palmo di mano?

Temerario!