ORE 17.30 ESCLUSIVA. E’ UFFICIALE: interdittiva antimafia per Pasquale Capriglione, il reuccio delle coop sociali. Pare anche per Lagravanese & co. a cui negli ultimi mesi al Comune di Aversa e all’Asl è stato consentito di tutto

26 Maggio 2022 - 17:35

E’ a firma del Capo di gabinetto della Prefettura Del Prete. L’auspicio è che il provvedimento sia stato preso anche per le altre coop indagate dalla Dda nella nota inchiesta di cui ci occupiamo da mesi. Questo bloccherebbe vergogne autentiche, a partire da quella relativa alla loro persistenza negli elenchi ministeriali Mepa. E poi, il caso del Comune e dell’Ambito di Aversa…

 

 

CARINOLA/FALCIANO DEL MASSICO (g.g.) Arriviamo a dire che è ancora più urgente rispetto alla ovvia, scontata e anche fin troppo ritardata interdittiva antimafia adottata ufficialmente, stamattina dalla prefettura di Caserta, nei confronti del consorzio di cooperative sociali Nestore, già in passato colpito da un provvedimento speculare, sarebbe quella riguardante le cooperative di riferimento degli altri attori della pesantissima indagine, seguita da Casertace passo passo fin dalle perquisizioni del 9 e 10 dicembre scorsi, che la Dda di Napoli, insieme alla Squadra mobile di Caserta sta facendo per scoperchiare il pentolone dei rapporti tra clan dei Casalesi, politici e burocrati comunali e intercomunali nella gestione e nella suddivisione criminale della mastodontica torta degli appalti dei servizi sociali.

Da mesi, questo giornale denuncia le incredibili modalità, incredibili e surreali, grazie alle quali amministrazioni comunali importanti, a partire da quella di Aversa (clikka e leggi) a cui vanno aggiunti gli atti pubblicati dall’Asl di Caserta, continuano ad avere formali rapporti patrimoniali, di relazione istituzionale e formale tra erogazione di servizi pubblici e pagamenti di corrispettivo, con le cooperative della galassia casalese coinvolta nella citata indagine della Dda e della Squadra mobile di Caserta. A un dirigente, lo ripetiamo per la centesima volta perché è veramente una cosa che non si può sopportare, è stato consentito di fatto di utilizzare lo strumento dell’affidamento diretto di un servizio sociale alla cooperativa Quadrifoglio che fa riferimento a Luigi Lagravanese, imprenditore di Casal di Principe, quel Ginotto che secondo una carovana di collaboratori di giustizia che partono da Antonio Iovine o ninno e arrivano fino a Nicola Schiavone, passando per Salvatore Caterino, Emilio Di Caterino e Luigi Tartarone (clikka e leggi) è stato per anni e anni, e fino a qualche mese fa, l’uomo di riferimento del clan dei Casalesi nel sistema degli appalti riguardanti questo particolarissimo e delicatissimo settore.

E’ stato, ma fino a un certo punto. Perché se, nel pieno rispetto della legge (il giudizio etico e di opportunità è un altro discorso e su questo ci permettiamo di pensare e anche eventualmente di affermare tutto il male possibile sull’operato della dottoressa Gemma Accardo) alla dirigente del Comune di Aversa, nel caso di specie facente funzioni nella carica di coordinatore dell’Ufficio di piano dell’ambito sociale di cui Aversa è diventata capofila, neppure poi da molti anni, visto che prima il ruolo era svolto dal Comune di Casaluce, ha potuto realizzare questo affidamento nel mese di febbraio, cioè 60 giorni dopo l’esplosione del caso giudiziario riguardante l’indagine della Dda, ciò è stato favorito dal fatto che il nome della cooperativa Quadrifoglio, ipercitata nei primi atti giudiziari resi pubblici, in quanto messi a disposizione degli avvocati difensori, fosse ancora compreso in quell’altra barzelletta di Stato che chiamano Mepa, cioè Mercato elettronico della pubblica amministrazione.

Se poi ieri abbiamo dovuto scrivere che l’Asl di Caserta, la quale, per anni e anni, è andata d’amore e d’accordo con Lagravanese, Capriglione e tutta la band, ha dovuto prendere atto, poverina, di una sentenza del Tar, innescata da un non certo coraggioso silenzio (facile comportarsi così dopo le bufere giudiziarie) da parte degli uffici dell’appena citata Asl, che ha riconosciuto al gruppetto di cui sopra, “arricchito” nell’occasione da una cooperativa di Maurizio Zippo e da un’altra di Gennaro Bortone, tutti riuniti appassionatamente in un’Ati, il diritto, a nostro avviso sacrosanto,  di ricevere un’integrazione di 34mila euro in funzione dell’adeguamento dei prezzi, reso necessario dal fatto che questi qua, cioè l’allegra compagnia degli uomini e delle donne della solidarietà in salsa casalese, hanno vinto la gara per l’assistenza socio-sanitaria negli  ospedali Asl, dunque, in quelli di Marcianise, Aversa, Sessa Aurunca, Maddaloni e Piedimonte Matese, per la quale “l’allegra compagnia” intasca soldi a palate dal 2014, tempo in cui si aggiudicarono la gara per erogare quei servizi per un tempo di due anni e che oggi, anno 2022, a colpi di proroghe continuano a svolgere, con un titolo, ripetiamo, acquisito 8 anni fa e che gli avrebbe consentito di svolgere la propria attività per 24 e non, come sta capitando, per 96 mesi, per 730 e non per 2922 giorni, bisestili compresi, come è accaduto. Se questo abominio si è potuto consumare 10 giorni fa, non prima, dunque, ben 5 mesi e mezzo dopo il blitz delle perquisizioni, è perché lo Stato italiano, lento, iperburocratizzato, elefantiaco ed impolverato da dinamiche di gestione delle Prefetture a dir poco ottocentesche (pensate in po’ che in quella di Caserta opera ancora Lubrano come vice prefetto) non ha ancora emesso un’interdittiva antimafia.

Al momento a noi risulta ufficialmente solo quella relativa al consorzio Nestore e, dunque, relativa a Pasquale Capriglione che questo consorzio ha “impaccato” di prestanome e teste di legno, tra figli suoi e dipendenti. Per quanto riguarda gli altri soggetti, voci insistite dicono che lo stesso provvedimento sarebbe stato assunto anche nei confronti delle cooperative degli ormai citatissimi Luigi Lagravanese, dell’ex moglie Sofia Flauto, amica e, dunque, fortemente legata all’assessore regionale ai Servizi sociali Lucia Fortini, amica con la quale ha operato in consulenza, di Maurizio Zippo e di Gennaro Bortone da Lusciano.

Rimaniamo vigili e aspettiamo gli eventi.