Scarcerato mandante omicida di Don Peppe Diana. L’ira del fratello: “Io non perdono un assassino”

31 Luglio 2021 - 10:36

CASAL DI PRINCIPE“Probabilmente mio fratello, da prete, avrebbe perdonato, ma io non sono un prete e non perdono un assassino come Nunzio De Falco. Doveva morire da solo in cella, come accadde a mio fratello”. Lo dice all’Ansa Emilio Diana, fratello del sacerdote ucciso dal clan dei Casalesi il 19 marzo del 1994 nella parrocchia di San Nicola di Bari di Casal di Principe mentre si apprestava a dire messa, nel commentare la concessione dei domiciliari per De Falco, mandante dell’omicidio del sacerdote.

Non ce l’aspettavamo – prosegue Emilio Diana – anche perchè ritengo sarebbe stato più giusto che un assassino come De Falco morisse in carcere. Ed invece potrà morire con accanto l’affetto dei suoi familiari, cosa che mio fratello non ha avuto. E’ questa la cosa che mi fa star più male”, conclude Emilio Diana.

Ad esprimersi  in una nota anche il Comitato don Peppe Diana, nato dopo la morte del sacerdote e che da anni si occupa di gestire e valorizzare beni confiscati alla camorra.

“La notizia degli arresti domiciliari concessi a Nunzio De Falco, mandante di omicidi tra cui quello di don Giuseppe Diana, per quanto possa rientrare nelle misure di legge, resta per noi molto sconcertante. La decisione dei giudici

– prosegue il comunicato firmato dal coordinatore del Comitato i Salvatore Cuociritorna come ingiustizia dinanzi alla memoria di don Diana e di tutte le vittime innocenti di camorra. Soprattutto perchè non c’è stata nessuna confessione, alcun pentimento, ne’ richiesta di perdono alla famiglia. A tutti devono essere assicurate le cure mediche, ma crediamo che le carceri italiane siano attrezzate anche per gestire situazioni di salute gravi. Sapevamo e sappiamo che prima o poi i condannati scontano la loro pena, ma temiamo che segnali come questo possano essere di incoraggiamento per coloro che vorrebbero rigettare il territorio nella paura della camorra. I familiari vivono un danno perpetuo. Continueremo a essere vigili. Il Comitato don Peppe Diana e il coordinamento regionale di Libera sono vicini alla famiglia di don Peppe Diana”.