BCC Terra di Lavoro. Il presidente Ricciardi: “Si chiude un anno bellissimo. L’efficienza è il nostro strumento per alimentare la missione della solidarietà e di uno sviluppo basato sui valori
29 Dicembre 2025 - 13:03
La guida dell’istituto bancario che sciorina con orgoglio i primi dati della nuova sede di Capua risponde alle domande guardando a una stella polare: “Noi del Credito Cooperativo abbiamo rimediato alla desertificazione inflitta ai nostri territori dai grandi gruppi bancari. Dialoghiamo con chi ha poco ma possiede serietà ed entusiasmo per fare, operare nel settore dello sviluppo sostenibile”
Presidente Ricciardi, il 2025 volge al termine. Se dovesse scegliere un aggettivo per descrivere l’anno della BCC Terra di Lavoro, quale userebbe?
Direi “fruttuoso”, ma nel senso più profondo del termine. Non parlo solo di numeri, sebbene i risultati economici siano lusinghieri, ma di frutti intesi come ricadute tangibili sul territorio. È stato un anno di crescita costante e, oserei dire, inarrestabile. Abbiamo dimostrato che si può essere un’azienda solida ed efficiente restando fedeli a una missione sociale, solidaristica e mutualistica.
Mentre il sistema bancario nazionale soffre il fenomeno della “desertificazione”, con la chiusura di molti sportelli, voi avete inaugurato la decima filiale a Capua. Come si spiega questa controtendenza?
È la forza del nostro essere “differenti”. Mentre le grandi banche abbandonano i territori perché non ritenuti profittevoli secondo freddi business plan, il Credito Cooperativo resta l’unico presidio in ben 791 comuni italiani. La nostra filiale di Capua ha già superato i 30 milioni di euro di prodotto bancario lordo in pochi mesi: questo significa che le persone hanno sete di una banca che sappia ascoltare. Il nostro modello non è quello della ritirata, ma della presenza fisica e umana. Noi siamo la Banca della Comunità e posso annunciarvi anche che, entro la fine del 2027, apriremo una nuova filiale a Maddaloni, così come trasferiremo tutti gli uffici della Direzione Generale nella nuova ala ampliata della sede centrale di Casagiove, che vorremmo inaugurare il 14 dicembre 2026, in occasione del compleanno della Banca per i suoi 105 anni.
Lei parla spesso di “bancario cooperativo” come di una figura speciale. Cosa richiede ai suoi collaboratori?
Al nostro personale chiediamo doti superiori alla media tecnica: capacità di accogliere, ascoltare e consigliare. Il loro impegno non serve solo a far quadrare i conti, ma a generare le risorse che poi destiniamo alla carità e alla beneficenza. Sapere che il proprio lavoro quotidiano sostiene un ospedale in Congo o un progetto per ragazzi autistici è uno stimolo morale potentissimo.
A proposito di solidarietà, il Fondo di Solidarietà e Beneficenza quest’anno ha raggiunto cifre importanti. Quali interventi vi rendono più orgogliosi?
Abbiamo erogato più di 250 contributi e, tra questi, penso al sostegno per l’Ospedale Chiara Lubich in Congo, ma anche a progetti vicini a noi, come “Studiare per essere liberi”, in collaborazione con la Caritas di Caserta e la Fondazione Erri De Luca, per gli immigrati di seconda generazione. Particolarmente significativa è stata la convenzione con Confindustria Caserta per l’inserimento lavorativo di persone affette da autismo. È così che abbattiamo le diseguaglianze e produciamo coesione sociale.
Il 2025 è stato anche l’anno della consacrazione sui temi della parità di genere e della cultura. Due momenti hanno segnato la fine dell’anno: la certificazione RINA e il Manifesto dei Valori.
Esatto. La Certificazione sulla Parità di Genere non è un atto burocratico, ma un impegno solenne: essa sancisce, con forza inequivocabile, il percorso virtuoso e lungimirante intrapreso dalla BCC Terra di Lavoro per riconoscere e garantire il ruolo paritario e il pieno valore delle donne all’interno dell’istituto bancario. Inoltre, da due anni abbiamo istituito “Terra di Donne”, che premia il talento femminile della nostra terra. Parallelamente, il “Manifesto dei Valori”, nato dal viaggio formativo a Bruxelles e firmato da tutta la nostra compagine aziendale, non è soltanto un codice etico, ma un vero e proprio giuramento collettivo, che suggella e alimenta quotidianamente i valori fondanti che fanno di questa una banca che, a pieno titolo, può definirsi diversa e all’avanguardia. È la bussola che orienta il nostro agire quotidiano.
Presidente, un tema a lei caro è quello della “Restanza”. Cosa state facendo per i giovani di Terra di Lavoro?
La “Restanza” è il diritto di poter restare nella propria terra senza essere costretti a cercare fortuna altrove. Con l’evento “Premiamo Talenti” riconosciamo il merito dei giovani laureati attraverso borse di studio. Vogliamo “contagiare” le nuove generazioni con i valori della cooperazione. Se un giovane vede nella sua banca un partner che investe sul suo futuro e sulla sostenibilità — come dimostra la borsa di studio che abbiamo finanziato presso la Facoltà di Economia di Capua sui temi ESG — sarà più propenso a costruire qui il suo domani.
In un contesto globale segnato da conflitti ed egoismi, che ruolo vede per la Cooperazione nel futuro prossimo?
In un mondo travolto da guerre e prevaricazioni, mi piace pensare alla Cooperazione come a una stella che brilla, capace di irradiare speranza. La BCC Terra di Lavoro vuole essere parte di questo firmamento. Il nostro progetto sociale può esistere solo se la banca è forte e sana, ed è per questo che continueremo a investire sull’efficienza per alimentare la solidarietà. Il futuro appartiene a chi sa unire il valore economico al valore umano.
