Atti sessuali davanti ad una bambina, indagate due donne di MADDALONI

18 Novembre 2022 - 12:54

Stando a quanto accertato dagli investigatori le due indagate avrebbero avuto rapporti sessuali con altre persone costringendo una bambina, figlia di una di loro, ad assistere

MADDALONI – A rischio processo una 27enne e una 36enne di Maddaloni accusate di aver compiuto atti sessuali con terze persone in presenza di una minore, reato contestato dalla procura di Santa Maria Capua Vetere. Il pubblico ministero Armando Bosso ha notificato alle due l’avviso di conclusione dell’ indagine preliminare. A questo punto, le due donne indagate hanno venti giorni di tempo, a partire da quello della notifica dell’atto, per chiedere di essere interrogate dallo stesso pubblico ministero o da un suo delegato di polizia giudiziaria e per depositare eventualmente documenti, finalizzati a dimostrare la propria non colpevolezza. Trascorso questo termine di 20 giorni, nel caso in cui le due indagate o anche solo una di loro abbia chiesto questo supplemento d’indagine, il pubblico ministero disporrà la data dell’ eventuale interrogatorio oppure comincerà a lavorare sui documenti depositati dalla difesa. Dopo di che , considerando questo materiale difensivo e ovviamente tutti gli elementi da lui raccolti, durante le indagini preliminari, tali da indurlo a intraprendere il sentiero che porterebbe alla richiesta di rinvio a giudizio decide se perseverare questa posizione o se invece rivederla, chiedendo al giudice per le indagini preliminari, non già il rinvio a giudizio, bensì l’archiviazione.

Inutile

dire che se gli indagati, in questo caso le indagate, con i loro avvocati ritengono che per strategia processuale non sia utile chiedere un interrogatorio o depositare documenti a discarico la procedura sarà accelerata e, a quel punto, quasi sicuramente, a meno di una improbabilissima revisione, autonomamente realizzata dal pubblico ministero, delle proprie convinzioni, questi chiederà il rinvio a giudizio, cioè il processo a carico delle due indagate, sancendo nel momento esatto in cui questa richiesta sarà notificata alle due donne, il loro passaggio dallo status di indagate a quello di imputate. Quella richiesta di rinvio a giudizio conterrà anche la data in cui l’udienza preliminare che si svolgerà davanti ad un gip in versione di giudice per l’udienza preliminare o gup che dir si voglia. Si tratterà di un vero e proprio dibattimento a cui parteciperanno sia il pubblico ministero che gli avvocati difensori. A conclusione dell’udienza preliminare, il gip-gup deciderà se rinviare a giudizio le due donne o se procedere ad un loro proscioglimento. In caso di rinvio a giudizio questo atto, naturalmente notificato a tutte le parti in causa, anche ad eventuali parti civili-offese già costituite anche la data della prima udienza del processo. Stando a quanto accertato dagli investigatori le due indagate avrebbero avuto rapporti sessuali con altre persone costringendo una bambina di 10 anni, figlia della 27enne ad assistere.