AVERSA. Paolo Santulli mastica amaro ma fa un passo indietro. Carmine Palmiero è il nuovo presidente del consiglio comunale

11 Luglio 2019 - 21:04

AVERSA – Alla fine Paolo Santulli non ha voluto offrire al sindaco Alfonso Golia il vantaggio tattico di potergli addebitare una posizione di intransigenza, rispetto alla rivendicazione di una poltrona importante come quella di presidente del consiglio comunale.

Per questo motivo, ha fatto un passo indietro, azzerando il rischio di una spaccatura dalle conseguenze imprevedibili, visto e considerato che una conta a scrutinio segreto tra lui e Carmine Palmiero, sponsorizzato dal sindaco, avrebbe potuto anche determinare un risultato a sorpresa, dato che la minoranza aveva deciso di votarlo, giocando di sponda in quella che sarebbe stata la prima grande spaccatura della maggioranza.

Santulli ha fatto un passo indietro, mostrando buon viso rispetto a un cattivo gioco.
D’altronde, il sindaco Golia è sicuramente forte del risultato personale raggiunto alle elezioni.

Nessuno lo può disconoscere e Santulli, ce in quanto a super ego neanche scherza, non è però uno stupido e dunque sa bene che ostacolare il sindaco eletto a furor di popolo in questa fase iniziale di luna di miele con la città, sarebbe stato deleterio per la sua immagine.

E allora via libera a Carmine Palmiero, che però ha il problema di essere il frutto evidente di un atto di imperio del sindaco.
Il quale, se possiamo fargli un piccolo appunto, non fa nulla per non esternare il proprio orgoglio e la propria impronta monocratica, cioè una sicurezza che presto, le lune di miele soprattutto in politica finiscono presto, potrebbe scadere in sicumera.
Per carità, evitiamo paragoni improponibili, però se Golia, esprimendo un atto di umiltà, andasse ad approfondire ciò che Alcide De Gasperi fece dopo le politiche del 1948, male forse non gli farebbe.

In conclusione, Carmine Palmiero presidente del consiglio anche con il voto dell’opposizione, la quale ha spiegato la decisione collegandola all’applicazione di un principio di “responsabilità istituzionale”.

Unico consigliere astenuto quello dei Cinque Stelle.